Centoventicinque chilometri a piedi, sette tappe, un inizio sui colli messinesi e una conclusione che si affaccia sui laghetti di Marinello. Il Cammino dell’Anima unisce il Santuario di Dinnammare, situato a 1.127 metri sul livello del mare, alla Basilica Santuario della Madonna Nera di Tindari, sulla costa tirrenica della provincia di messina. Si tratta di un itinerario lineare, da percorrere preferibilmente in primavera o in autunno, che attraversa paesi, boschi, corsi d’acqua e offre panorami sui due mari.
Il tragitto segue in parte la Dorsale dei Peloritani, nota come “regia trazzera”, un’antica via di comunicazione tra i due lati della catena montuosa, probabilmente utilizzata già in epoca romana. Attraversa i comuni di Fiumedinisi, Mandanici, Antillo, Fondachelli Fantina, novara di sicilia e Basicò, per poi scendere verso il mare tramite il Sentiero Coda di Volpe. Il fondo stradale è per il 70% sterrato e per il 30% asfaltato. Lungo l’intero percorso sono presenti fonti d’acqua sorgiva potabile, circa due punti per tappa, oltre alle fontane nei vari borghi.
Le sette tappe
La prima tappa inizia dal Santuario di Dinnammare, da cui si gode di una vista sullo Stretto e sui due mari, e scende lungo la Dorsale dei Peloritani fino alla Contrada Rumanò di Fiumedinisi, per un totale di 23,7 km con un dislivello di +387/-1.036 metri.
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La seconda tappa, che va da Contrada Rumanò a Mandanici (16,5 km, +807/-842 m), attraversa la contrada forestale Brunno nel territorio del bosco San Ferdinando, con tratti su sterrato tra uliveti e vigneti.
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La terza tappa è tra le più impegnative: 23,5 km e +900/-800 metri da Mandanici alla Contrada Silipà di Antillo, attraversando il Vallone di Misitano in un’area caratterizzata da pini, querce, castagni e lecci, visibilmente segnata da frane e smottamenti. La quarta tappa, più breve (14,9 km, +567/-401 m), sale verso monte Paiano fino alla Dorsale, dominata dalle pale eoliche e dai panorami, per poi scendere verso Fondachelli Fantina e la struttura ricettiva Le Miniere. La quinta tappa conduce da Fondachelli Fantina a Novara di Sicilia (11,7 km, +400/-493 m), con la Rocca Salvatesta, la seconda cima dei Peloritani di 1.340 metri, che sovrasta il tragitto. Da qui, per la prima volta, il Santuario di Tindari diventa visibile in lontananza sulla costa. La sesta tappa collega Novara di Sicilia a Basicò (15,5 km, +375/-630 m), attraversando il greto del torrente Novara e la frazione di San Cono. La settima e ultima tappa (17,3 km, +500/-587 m) scende da Basicò fino al Santuario di Tindari, con il finale sul Sentiero Coda di Volpe che si affaccia sui laghetti di Marinello, inseriti in una Riserva Naturale Orientata.
Informazioni utili
Il cammino è stato concepito da Pasquale D’Andrea e promosso dall’Associazione Camminare i Peloritani, che ne gestisce gli aspetti tecnici e scientifici. In ogni tappa sono disponibili posti tappa, agriturismi, trattorie e strutture religiose; le farmacie sono presenti in tutti i borghi toccati. Chi desidera la credenziale del cammino può richiederla all’associazione con un contributo di 2 euro. La segnaletica è ancora in fase di realizzazione e per orientarsi lungo il percorso è disponibile la traccia GPX scaricabile tramite l’app gratuita di Cammini d’Italia.
Le stagioni consigliate sono la primavera e l’autunno. Il campeggio libero in Sicilia non è consentito, anche se è permesso il bivacco nei distretti forestali, per una sola notte (lungo il percorso sono presenti diversi spazi attrezzati).
Per informazioni e credenziali potete contattare l’Associazione Camminare i Peloritani, camminarepeloritani@yahoo.it, tel. 389 2537328.