La proposta era in attesa dal 2018 e l’idea circolava sin dal 2006. Domenica 26 luglio, durante la sessione di Busan, il Comitato del patrimonio mondiale ha concluso la questione e ha stabilito che le spiagge dello sbarco alleato del 6 giugno 1944 sono state incluse nella Lista Unesco. La scheda ufficiale del sito n. 1581 descrive un bene seriale composto da sei elementi lungo circa 80 chilometri di costa normanna, le cui cinque spiagge sono note con i nomi in codice Utah, Omaha, Gold, Juno e Sword, oltre alla Pointe du Hoc. L’area protetta si estende su 4.228,68 ettari, con una zona cuscinetto di 294.749.
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Perché il criterio è uno solo
L’iscrizione avviene attraverso un unico criterio (vi), quello dedicato ai luoghi associati a eventi e tradizioni di rilevanza universale. Non si tratta di un semplice aspetto tecnico, poiché per anni l’Unesco ha mostrato riserve nel riconoscere siti che furono scene di conflitti, e il dossier francese ha dovuto essere rielaborato per spostare l’attenzione dal contesto militare alla memoria storica. Il perimetro include ciò che rimane del Vallo Atlantico tedesco, comprendente casematte, batterie d’artiglieria, postazioni di direzione del tiro e nidi di resistenza, insieme alle tracce del campo di battaglia, all’equipaggiamento bellico originale e ai paesaggi commemorativi, tra cui il cimitero americano di Colleville-sur-Mer.
Cosa accadde quel giorno
Il 6 giugno 1944 oltre 150.000 soldati americani, britannici e canadesi sbarcarono sulla costa normanna nell’operazione Overlord, la più grande invasione anfibia della storia. Le perdite più significative si verificarono ad Omaha, mentre i Ranger americani scalavano le scogliere della Pointe du Hoc per neutralizzare una batteria tedesca.
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Il Vallo Atlantico, voluto da Rommel, resistette solo poche ore, e da quella testa di ponte ebbe inizio la liberazione dell’europa occidentale.