Muos: la servitù illegale dell’Italia agli Stati Uniti

Muos: la servitù illegale dell'Italia agli Stati Uniti 2

Il MUOS è un sistema di comunicazioni satellitari del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti: comprende quattro impianti di stazioni a terra. Uno si trova in Sicilia, a Niscemi: è in funzione dal 2016 nonostante l’opposizione della popolazione locale che continua a rivendicarne l’illegittimità. Sono il Movimento NO MUOS.

Gli scenari geopolitici stanno cambiando velocemente e tutto sembra convergere verso una terza guerra mondiale. Il governo italiano persiste nel sostenere la politica degli in Israele ed Ucraina, aldilà dei provvedimenti della Corte Penale Internazionale (come il mandato di cattura a Netanyahu) e degli articoli della nostra Costituzione (art. 11: l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali).

Ecco perché la del Muos può essere letta come la chiave di volta per trasformare la politica internazionale dell’Italia, la stessa dal 1944, ovvero essere asserviti alla politica bellicista degli Stati Uniti.

Per questo ho deciso di contattare gli attivisti del Comitato NO Muos. Dopo anni di lotte, processi, sequestri e ripartenze nel 2016 il Muos è stato attivato. Parlo con Paola Ottaviano, una dei legali del coordinamento regionale dei comitati NO MUOS 

Si parla di persone che all’epoca hanno impegnato la loro vita. Siamo riusciti a dargli molto fastidio e fargli ritardare i piani di qualche anno: ma siamo davanti agli Stati Uniti, la prima potenza mondiale che ti schiaccia come una formica e tu non puoi fare affidamento sulle istituzioni del tuo paese.

Che cosa è il Muos

Il Muos (acronimo di Mobile User Objective System) è un sistema di comunicazioni satellitari militari ad alta frequenza, gestito dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti: permette la trasmissione di informazioni, video, dati, a centri di comando e controllo, reparti e mezzi terrestri, unità navali, sottomarini, cacciabombardieri, droni d’attacco, batterie missilistiche e altro ancora.

È un’infrastruttura ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi.

Il Muos di Niscemi è uno di quattro. Gli altri tre sono in Australia, in Virginia e nelle Hawaii. Inizialmente le antenne dovevano essere collocate a Sigonella, ma avendo scoperto che le fortissime emissioni elettromagnetiche delle antenne avrebbero potuto avviare la detonazione degli ordigni presenti nella base militare, hanno deciso di costruirle nella riserva naturale orientata Sughereta di Niscemi. 

Perché è illegale

L’accordo viene firmato nel 2006 da Arturo Parisi, Ministro della Difesa del Governo Prodi, con una procedura semplificata. In seguito la regione rilascia l’autorizzazione per impatto ambientale. Molti cittadini insorgono e nasce il comitato che inizia a protestare, a documentare i crimini ambientali e a tentare di dimostrarne l’illegalità

Secondo noi a monte c’è una violazione degli articoli 80 e 87 della Costituzione. Stiamo parlando di una base militare esclusivamente USA. Non è una base NATO, è una base esclusivamente ad uso delle forze militari statunitensi. Sarebbe stato necessario un passaggio parlamentare. Con un’impianto del genere, l’Italia è coinvolta automaticamente in ogni operazione bellica che gli Stati Uniti stanno conducendo in qualsiasi parte del , senza che il Parlamento italiano possa decidere o meno sull’opportunità di partecipare a quella determinata operazione militare. Questo è assolutamente in contrasto con quello che ci chiede la nostra Costituzione.

Nonostante alcuni parlamentari del Movimento Cinque Stelle abbiano portato la storia del Muos in Parlamento,  qualsiasi tentativo di sollevare la questione delle violazioni costituzionali è stato bloccato.

Il 13 febbraio 2015 il TAR (Tribunale Amministrativo Regionale) della Sicilia accoglie i ricorsi presentati  dal Comune di Niscemi e dai Comitati No MUOS : i possibili effetti negativi su salute e traffico aereo non sono stati trattati in maniera esaustiva e sono suscettibili di necessari approfondimenti.

Pericolosità per la salute

Il Comitato No Muos si avvale della relazione del Politecnico di del 2011. I professori Zucchetti e Coraddu scrivono una relazione dove sostengono che

Alle emissioni del sistema MUOS sono associati rischi di gravi incidenti e di danni per la salute della popolazione e per l’ambiente, che andrebbero attentamente valutati, e che ne impediscono la realizzazione alla distanza di appena qualche Km da aree densamente abitate, come quella della cittadina di Niscemi.

Il Tar nomina un proprio verificatore,  il professore Marcello D’amore della Sapienza che rivela che le verifiche degli Stati Uniti sono privi del rigore e della completezza necessari a garantire la piena validità dei risultati. Dimostra che anche l’Arpa ha usato delle formule sbagliate che non consentono un’attendibile verifica di conformità del campo elettromagnetico irradiato dalla parabola.

Sulla base di questa relazione il TAR annulla le autorizzazioni. Nel gennaio del 2013 anche il Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta aveva revocato le autorizzazioni.

Il problema è che poi ha revocato il provvedimento di  revoca delle autorizzazioni. Non si sa cosa è successo, ufficialmente la motivazione di questo passo indietro è stata la pubblicazione del rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità che escludeva i rischi. 

Intanto, nonostante le autorizzazioni per i lavori non fossero più valide, i lavori continuavano. Gli attivisti che protestavano venivano sanzionati

 Sono i mesi in cui c’è una raffica di provvedimenti repressivi, fogli di via, sanzioni per blocchi stradali, denunce penali. In tutto questo ricordati che la difesa degli Stati Uniti non era fatta dagli Stati Uniti. In giudizio a difendere gli Stati Uniti c’era il ministero della Difesa Italiana che fa appello al CGA

Il Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione siciliana ribalta incredibilmente la sentenza del primo grado del TAR. Il 24 marzo 2016 il collegio di verificazione nominato dal Cga consegna la relazione finale in cui si esclude qualunque tipo di rischio per la salute connesso all’accensione del MUOS. Il 9 marzo 2016 il Muos viene attivato ma la sentenza esige comunque che l’Amministrazione non manchi di monitorarne le emissioni nel tempo.

Il coraggio delle Mamme No Muos e la nascita di una consapevolezza

Samantha Cinnirella è una delle Mamme No Muos

 In generale nel Movimento No Muos la percentuale di donne è altissima. Noi mamme siamo state le prime a fare i blocchi agli operai e ai militari che andavano lì per costruire il MUOS. Ci svegliavamo alle 3, fino alle 5-6 stavamo lì a preservare la Sughereta. Il primo gruppo si era formato per la prevenzione alla salute. Ma molte di noi hanno capito che non potevamo prescindere dal problema della militarizzazione, la vera causa.

Ma la consapevolezza della lotta non passa inosservata alle istituzioni

Siamo stati convocati dalla prefettura di Caltanissetta. Era tutto registrato. Ci chiedono la vostra battaglia di cosa si occupa? Di salute no? E insistono. Volevano che dalla nostra  bocca uscisse la parola salute. Noi naturalmente non abbiamo detto questo: noi ci occupiamo della smilitarizzazione del nostro territorio. A questo punto hanno smesso di domandare e ci hanno salutato. È diventata una guerra aperta. Hanno cominciato a caricare, a denunciarci. È stato un massacro.

Samantha ha ricevuto sei denunce, due ancora di cui occuparsi, tempo e soldi che vanno via in avvocati e processi.

A me per esempio per tre volte sono venuti sul mio posto di lavoro a portarmi le denunce. Fortunatamente dove lavoro io conoscevano la mia lotta ed erano solidali. Oppure vanno dai mariti, cominciano a dire controlla tua moglie perché chissà che sta combinando. Dividono le famiglie per allontanarti dal Movimento. A molti ragazzi attivisti di Niscemi hanno perquisito le case, hanno preso i computer. A un mio ex-alunno, figlio di poliziotto, gli hanno dato legnate all’interno della questura. Sono andata a trovarlo in ospedale.

Ma la lotta del Comitato No Muos matura

Così è sorta la coscienza dell’abuso del nostro territorio. Non siamo detentori della nostra terra e della nostra salute.  In nome degli interessi militari, potremmo essere un obiettivo sensibile per una ipotetica terza guerra mondiale, oltre al fatto che nel frattempo ci sono queste radiazioni fortissime. Abbiamo compreso come immigrazione, ambiente e militarizzazione sono un unico discorso interconnesso, la logica capitalista.

Samantha mi spiega che prima del Muos l’ARPA faceva un bollettino annuale sulle emissioni, ma da quando si è attivato il MUOS, non c’è più stato. Le Mamme No Muos hanno richiesto il registro tumori alla Regione Sicilia, ma era aggiornato solo a dieci anni prima. Le Mamme No Muos decidono quindi di fare un protocollo con il per intervistare i medici di base e raccogliere i dati

 I medici all’inizio erano consenzienti, ci avrebbero fornito i dati anonimamente. Dopo non hanno più risposto alle nostre domande e una delle nostre compagne ha avuto una telefonata minatoria.

Antonio Mazzeo, giornalista, scrittore e autore di Il MUOStro di Niscemi – Per le guerre globali del XXI secolo sottolinea come il Muos faccia parte di quella trasfigurazione della guerra che verrà sempre meno e pericolosamente impegnati esseri umani, sostituiti da intelligenze artificiali e ordigni che in pochi minuti raggiungono e distruggono l’obiettivo

Quello in corso in Sicilia è un processo di militarizzazione soffocante, devastante, invasivo, onnicomprensivo. Il MUOS ne è solo una parte.

Guerra, Ambiente, Immigrazione: la lotta è una sola

Dopo dieci anni il Comitato No Muos è ancora vivo e attivo. Il 2 agosto ci sarà una grande manifestazione alla base del Muos, in Contrada Ulmo contro la militarizzazione sempre più crescente.

In un’intervista a Clessidra Antonio Mazzeo parla della possibilità per l’Italia di uscire dalla Nato, di ritornare a una neutralità attiva e autodeterminazione

Ci sono gruppi economici, finanziari ed energetici di casa nostra che hanno stretto legami strettissimi con il capitale transnazionale, facendo grossi affari con Washington ed i partner alleati e pertanto ritengono utile e opportuno il do ut des secondo cui “ti faccio fare ciò che vuoi dalle basi in cui ospito i tuoi reparti armati e finanche le tue testate nucleari”, ma tu “mi consenti di continuare ad accrescere fatturati e profitti a casa tua…”. Quanti sanno in che le maggiori holding militari-industriali italiane (Leonardo SpA, Fincantieri, Beretta Group, ecc.) hanno il Pentagono tra i maggiori clienti internazionali?

Opporsi al processo di militarizzazione della società in atto è la cultura che dobbiamo diffondere il più rapidamente e capillarmente possibile se vogliamo una vecchiaia dignitosa, se ci importa qualcosa dei che cresciamo. Ognuno faccia la sua parte.

Federica Sozzi