Fabio Marcelli: perché denunciamo Meloni e Cingolani per complicità nel genocidio a Gaza

Fabio Marcelli: perché denunciamo Meloni e Cingolani per complicità nel genocidio a Gaza 2

Fabio Marcelli è uno dei Giuristi e Avvocati per la Palestina che hanno deciso di denunciare la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, l’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Ministro della Difesa Crosetto alla Corte Penale Internazionale per complicità nel genocidio che sta avvenendo a Gaza. L’Italia infatti è il terzo esportatore di armi verso Israele, dopo Stati Uniti e Germania, nonostante le affermazioni di Tajani e Meloni sostengano il contrario.

I Giuristi e Avvocati per la Palestina è un gruppo spontaneo di giuristi, avvocati, accademici, magistrati oltre a personalità come Moni Ovadia, Laura Morante, Pino Arlacchi e Alessandro Di Battista.

Si sono uniti in coordinamento per ottenere l’applicazione del diritto internazionale ed il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese. Nel loro manifesto dichiarano

Sono ora necessari passi concreti per realizzare un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, la liberazione di tutti gli ostaggi, il ritorno dei prigionieri palestinesi, la distribuzione su larga scala di aiuti in tutta la Striscia in coordinamento con l’ONU e il completo ritiro delle forze israeliane da Gaza in linea con la Risoluzione 2735 del Consiglio di Sicurezza dell’ONU. Fondamentale è la mobilitazione della civile mediante la Global Sumud Flottiglia, l’isolamento totale dello Stato genocida israeliano e lo sciopero generale del 22 settembre contro e genocidio. 

Ad ottobre invieranno alla Corte Penale Internazionale la denuncia contro la presidente del Consiglio , il ministro degli Esteri , il ministro della Difesa e il direttore generale di Leonardo SpA Roberto Cingolani per complicità in genocidio secondo ex art. III lett. (e) della Convenzione delle Nazioni Unite sul genocidio del 1948.

Fabio Marcelli è uno di loro, è stato dirigente di ricerca dell’Istituto di studi giuridici internazionali del CNR. Attualmente è dirigente dell’Associazione dei giuristi democratici a livello europeo e internazionale e Co-Presidente del Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia (CRED) e del Gruppo d’intervento giuridico internazionale (GIGI). Ha scritto diciassette e oltre centotrenta articoli su temi di diritto e relazioni internazionali. Già a maggio 2024 aveva presentato  insieme a vari avvocati e cittadini italopalestinesi un esposto alla Procura di che aveva per oggetto la complicità nel genocidio di Meloni, Tajani e Crosetto

La procura non ci ha mai risposto, siamo tornati a marzo di quest’anno: silenzio totale. Anche a causa di questo silenzio abbiamo deciso di rivolgerci alla Corte Penale Internazionale, il cui ruolo è anche quello di intervenire in modo sussidiario rispetto alle Corti Nazionali quando la magistratura nazionale non può o non vuole intervenire.

Fabio Marcelli sottolinea come non sarà facile per la Corte Penale Internazionale decidere di procedere. Già a Novembre si è esposta con il mandato d’arresto verso Benjamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant e ha pagato con le sanzioni di Donal Trump

Tra l’altro il governo italiano ha fatto capire chiaramente che non eseguirebbe questi mandati d’arresto.

La reazione di Giorgia Meloni al mandato d’arresto verso Netanyahu e Gallant è stata quella di delegittimare la CPI insinuando l’idea, come il suo maestro Berlusconi , di una condanna “politica”. Stessa posizione per Tajani che ci ha tenuto a sottolineare che avrebbe approfondito e letto le carte per comprendere una tale decisione che osava mettere sullo stesso piano Netanyahu con i capi di Hamas. Eppure a novembre i palestinesi uccisi erano già più di 40.000. Meloni si è rifiutata di votare in favore di una tregua umanitaria all’Assemblea delle Nazioni Unite per ben due volte, a ottobre e dicembre 2023.

Nella nostra denuncia abbiamo sottolineato anche questo, anche se è nettamente secondario al motivo principale, ovvero l’invio di armi. Presto partirà una raccolta firme.

Secondo il Coeweb – Istat nel 2024 l’ ha esportato in Israele armi e munizioni per circa 5.8 milioni di euro. Leonardo Spa, il più grande produttore di armi in Italia e l’undicesimo nel , negli Stati Uniti si è fuso con il produttore israeliano di radar militari RADA. La controllata di Leonardo DRS Sustainment Systems, con sede a St.Luis, fornisce rimorchi cisterna all’esercito israeliano. Il contratto da 15,4 milioni di dollari è stato firmato nel dicembre 2023, durante i massicci attacchi israeliani a Gaza ed è finanziato attraverso il programma statunitense Foreign Military Sales. Leonardo ha inoltre fornito all’Aereonautica Militare israeliana i suoi principali velivoli da addestramento. Nonostante ciò il ministro Tajani continua a dichiarare che l’invio di armi a Israele è una leggenda metropolitana.

L’elemento più importante nella nostra denuncia è il trasferimento delle armi dall’Italia verso Israele, è l’elemento fondamentale che costituisce la complicità nel genocidio secondo l’art. 3 della Convenzione del 1948.

 C‘è anche un altro articolo di questa Convenzione che è quello che obbliga tutti gli stati a prevenire il genocidio. Questo articolo sulla prevenzione del genocidio però dovrebbe essere attivato da altri Stati nei confronti dell’Italia e sottoposto alla Corte Internazionale di Giustizia che dirime le controversie fra Stati. Quindi chiediamo anche questo, come ad esempio il Nicaragua ha fatto con la per la sua complicità con Israele. A noi interessa fare pressione e cessare l’invio di armi.

Fabio Marcelli con il Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia (CRED) sta portando avanti anche un appello all’Onu perché attivi la risoluzione Uniting for Peace 

L’appello che ognuno può firmare QUI chiede l’attivazione urgente del meccanismo Uniting for Peace per fermare il genocidio contro il popolo palestinese e adottare misure vincolanti a tutela del diritto internazionale. Lo scopo è quello di presentarla formalmente nella HIGH LEVEL WEEK che si svolgerà durante la prossima assemblea generale dell’ONU tra il 23 e il 29 settembre. È una risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con cui si riesce ad aggirare il veto in casi di emergenza.

La risoluzione Uniting for Peace è stata attuata 13 volte tra il 1951 e il 2022 e potrebbe essere il momento giusto perchè si metta in atto. I morti a Gaza sono molti di più di quelli dichiarati nelle stime ufficiali: il 40% in più. Le dichiarazioni di Smotrich riguardo a Gaza come miniera d’oro immobiliare, mentre le famiglie cadono sotto le bombe rende impossibile negare qualsiasi realtà. I Giuristi per la Palestina segnalano a anche questo

Le vittime, secondo recenti studi attendibili, dovrebbero essere già circa 380.000. I negazionisti vanno denunciati al giudice penale in base all’art. 604bis del Codice Penale. Gli Stati e le Nazioni Unite devono fermare il genocidio con ogni mezzo necessario.

Qualche giorno fa il rapporto presentato dalla Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite sul Territorio palestinese occupato ha concluso che le autorità e le forze israeliane hanno commesso e stanno continuando a commettere genocidio nella Striscia di Gaza occupata e la Commissione Ue ha proposto il primo pacchetto di sanzioni contro Israele.

Siamo in una fase di transizione rappresentato dalla crisi dell’Occidente  che per oltre 5 secoli ha dominato il mondo mediante colonialismo, poi neocolonialismo, poi neoliberalismo. Oggi è chiaramente in crisi, dal declino degli Stati Uniti ma anche la , il Regno Unito…non hanno più una comunità internazionale che segue le loro direttive. Ci sono fenomeni nuovi come i BRICS, la Cina, l’India, il Brasile, la stessa Russia che vengono ad assumere un ruolo sempre più importante dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista del soft power, ovvero della capacità di orientare i sentimenti di ragione pubblica mondiale.

La transizione, riprendendo l’insegnamento di Gramsci, è una fase molto pericolosa perché non c’è ancora un nuovo ordine, il vecchio ordine è in crisi, quindi siamo in un territorio incognito nel quale ci sono gravissimi pericoli per la pace mondiale. Non solo in Palestina, anche rispetto alla situazione dell’Ucraina, la tensione con la Russia, l’attacco al Venezuela degli Stati Uniti e tanti altri .

Chiedo a Fabio Marcelli quali potrebbero essere i passi positivi da fare

Una vera e propria rifondazione delle Nazioni Unite, che si rimettano al centro i principi del diritto internazionale.

Gli Stati Uniti si sono inventati il famoso Rules-based order, il diritto basato sulle regole che è un travestimento verbale per rifuggire da un diritto che sia basato sulla volontà e sulle esigenze della maggioranza e della comunità internazionale, per invece creare un diritto che sia molto più funzionale ai loro interessi. Stanno rinnegando sempre di più il diritto internazionale. Basta vedere come trattano persone come Francesca Albanese o i membri della Corte Penale Internazionale, sanzionandoli alla stregua dei criminali.

Esponenti di Forza Italia hanno tacciato Fabio Marcelli di essere un cattivo maestro e di fomentare un clima d’odio

Appunto, io sarei un cattivo maestro perché ricorro alla giurisdizione internazionale, quasi come fosse un atto di terrorismo. È evidente che hanno poca dimestichezza col diritto, ma questo lo vediamo anche in questioni nazionali.

Invece il diritto internazionale esiste, è nato proprio da un MAI PIU’ affermato da tutto il mondo in seguito alla tragedia dell’olocausto: è il momento di conoscerlo, proteggerlo e usarlo.

Federica Sozzi