Due Mesi Dopo Il Ritorno Di Vincenzo De Luca, Il Sindaco Anima E… Corpo –

Chi credeva che Vincenzo De Luca non sarebbe riuscito a mantenere il frenetico ritmo della campagna elettorale – 77 anni, almeno sette incontri quotidiani in vari quartieri, gli stessi messaggi ripetuti con una chiarezza che farebbe invidia ai più giovani – ha dovuto ricredersi. Infatti, De Luca non si è mai fermato. Due mesi dopo essere stato eletto sindaco di salerno, ha semplicemente trasformato quella maratona politica in un metodo di governo. Dopo le elezioni, a fine maggio, quel ritmo non ha subito una diminuzione. Al contrario, si è strutturato. De Luca ha adottato una formula che i suoi collaboratori riassumono così: “Vado, vedo, vinco”. Vado sul campo, osservo con i miei occhi, vinco la battaglia del controllo diretto. È il sindaco in movimento, il sindaco-trottola: non delega, non aspetta, non si affida ai report. Controlla di persona. Tra le iniziative più particolari c’è quella del giovedì sera, quando insieme agli operatori di Salerno Pulita e al Nucleo Sicurezza della Polizia Municipale partecipa alla caccia ai ladri di rifiuti. La settimana scorsa è stata la volta di piazza San Francesco, dove ha denunciato i vandali che avevano rovinato la fontana recentemente riqualificata. Un richiamo severo, accompagnato da un’ispezione accurata. Poi si è spostato sul corso Vittorio Emanuele, per controllare l’andamento dei lavori di ripavimentazione. Anche qui, la linea è la stessa: vedere, controllare, accelerare.
Tra tutti gli interventi dei primi due mesi di mandato, quello più significativo rimane però quello in via Fornari, dove ha ordinato di smantellare un accampamento abusivo sorto in un ex parco, tra gli applausi dei residenti che avevano segnalato traffico di droga. E poi c’è l’episodio diventato virale sul lungomare: un extracomunitario che chiede aiuto dicendo di avere dieci figli, e De Luca che risponde con una battuta pungente: «Tu fai dieci figli e te li devo aiutare io». L’ispezione di oggi a piazza Cavour è l’ennesimo tassello di una strategia che si basa sulla presenza fisica. De Luca osserva, fotografa, richiama. E quando necessario, “tira le orecchie” alle ditte che rallentano o ai cantieri che accumulano ritardi. Anche in situazioni e contesti difficili come l’impasse di Piazza Cavour, un cantiere voluto dall’amministrazione comunale, bloccato per una controversia che è ancora in fase di esame da parte della giustizia e che ha intrappolato il lungomare di Salerno. In questo continuo movimento, il sindaco si espone anche quando è costretto a tornare sui suoi passi rispetto a promesse fatte. Qui, a Piazza Cavour, aveva promesso ai salernitani di restituire l’area prima di San Matteo ma, giustificando con un ritardo nella consegna dei materiali, De Luca ammette “non ce la faremo, apriremo solo una parte”. Così, anche sull’universo Beach, ricorda di essersi insediato da poco e chiede a tutti di smetterla di fare demagogia. E alla fine, questo è il motivo per cui continua a piacere anche a chi potrebbe non condividere le sue idee: perché non delega e ci mette faccia e … corpo. L’ispezione non è più solo un gesto simbolico ma un modo di governare. Una campagna elettorale che non è mai finita, trasformata in metodo quotidiano.

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