Dopo il molise, la campania è attualmente la regione con il prezzo del carburante più elevato. A segnalarlo è l’Unione Nazionale Consumatori, che evidenzia un impatto quasi nullo del taglio delle accise sul gasolio: la diminuzione, entrata in vigore questa mattina, non ha portato alcun vantaggio tangibile per gli automobilisti.
Secondo l’associazione, le compagnie petrolifere e i distributori continuano ad abbassare i prezzi con grande lentezza, seguendo la nota teoria della “doppia velocità”: i prezzi aumentano rapidamente e scendono “lenti come una piuma”. Il decreto legge 27 luglio 2026, n. 133, prevede una riduzione di 0,14 euro al litro sulle accise del gasolio. Tuttavia, sia in autostrada che sulla rete ordinaria, il prezzo è diminuito di appena mezzo centesimo rispetto a ieri. In autostrada si registra addirittura un valore “stellare”: 2,250 euro al litro.
Secondo l’Unione Nazionale Consumatori, come spesso accade, ci vorranno almeno tre giorni prima che la riduzione si traduca in un abbassamento reale dei prezzi. In alcune regioni, denuncia l’associazione, il costo del gasolio è addirittura aumentato: è il caso del Molise e della Campania, dove oggi si pagano ancora 10 centesimi in più.
Non va meglio per chi utilizza la benzina. Anche in questo caso i rincari continuano, “nell’indifferenza del governo”, sottolinea l’associazione. In autostrada la benzina ha raggiunto 2,074 euro al litro, non solo il valore più alto dall’inizio del conflitto internazionale, ma un record che non si osservava dal 27 settembre 2023.