Siamo stati a Corinaldo, il paese marchigiano noto per le sue cento scale (ma anche per le storie di matti e streghe).

Abbiamo esplorato Corinaldo, situato nella provincia di , uno di quei paesi che non necessitano di artifici per impressionare. Qui tutto ruota attorno alle mura quattrocentesche, solide e ininterrotte, che avvolgono il centro storico per quasi un chilometro. Bastioni, torri, porte fortificate e lo sperone merlato attribuito a Francesco di Giorgio Martini narrano una militare ancora visibile, senza forzature turistiche. Non sorprende che il borgo sia insignito della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano ed è incluso tra i Borghi più belli d’.

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La Piaggia, la scalinata emblematica del borgo

Entrando dal lato ovest, abbiamo seguito il tracciato delle strade che da anguste diventano progressivamente più ordinate, fino a incontrare la Piaggia, la scalinata simbolo del paese. Una scala che sembra non finire mai e che divide in due il borgo, rendendolo così distintivo. Proprio per questo motivo Corinaldo è soprannominato il paese delle cento scale.

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Il Pozzo della Polenta

Non sono semplici collegamenti urbani, ma un autentico monumento verticale che conduce fino alla cima del colle. A metà strada si trova il Pozzo della Polenta, legato a una leggenda popolare che è diventata parte integrante dell’identità locale. È da qui che ha origine la Contesa del Pozzo della Polenta, la rievocazione storica che ogni luglio coinvolge oltre 300 figuranti e trasforma il centro in un palcoscenico all’aperto.

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La Notte delle Streghe

Tuttavia, Corinaldo non è solo mura e silenzi medievali. Oltre alla Contesa, esiste un’altra manifestazione che vivacizza il paese, noto da anni anche come il paese dei matti e delle streghe, un soprannome derivante dall’anima più giocosa e fantasiosa del borgo. Dal 1998, infatti, ospita la Notte delle Streghe, evento che ha contribuito a farne una vera e propria capitale italiana di Halloween.

In questo periodo, per alcuni giorni, le strade del centro storico si trasformano: appaiono allestimenti scenografici, personaggi fantastici, spettacoli itineranti e attività per tutte le età. Concerti, mercatini, taverne a tema e laboratori per si affiancano a installazioni più suggestive, come il famoso Tunnel della Paura, diventato uno degli eventi più riconoscibili della manifestazione. Un evento gratuito e aperto a tutti.

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Il teatro Goldoni

Nel cuore del centro storico, siamo entrati al Teatro Carlo Goldoni, uno spazio che sorprende per la sua storia e funzionalità. In origine era dotato di un ingegnoso sistema che consentiva di sollevare o abbassare la platea in base alle necessità. Dopo il restauro del 2005, il teatro è tornato a essere un punto di riferimento per la comunità, con una programmazione che spazia dal teatro di prosa ai concerti, dalla danza agli spettacoli per ragazzi. Un esempio concreto di come un piccolo borgo possa mantenere viva la propria offerta culturale.

Santa Maria Goretti e il santuario

Corinaldo è anche la città natale di Santa Maria Goretti. È quindi imperdibile una visita alla sua abitazione e al Santuario diocesano a lei dedicato, meta di pellegrinaggi costanti. Il santuario si inserisce con discrezione nel tessuto urbano e conserva una memoria ancora molto sentita. La presenza di questo luogo di culto conferisce al borgo una dimensione spirituale che coesiste con quella storica e civile, senza sovrapporsi.

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Mura, torri e camminamenti caratterizzano questo borgo

Percorrendo la cinta muraria, si percepisce la continuità delle fortificazioni trecentesche e quattrocentesche, tra le meglio conservate della regione. Le porte storiche – Santa Maria del , San Giovanni e Porta Nova – scandiscono gli accessi al borgo, mentre torri e camminamenti raccontano l’organizzazione difensiva di Corinaldo. Dall’alto, lo sguardo si apre sulle campagne coltivate a vigneti e oliveti, da cui provengono prodotti identitari come il Verdicchio dei Castelli di Jesi e l’olio extravergine di oliva locale.

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Uscendo da Corinaldo, si ha la sensazione di trovarsi in un luogo in cui il tempo si è fermato. Le mura, le scale, le storie popolari e gli spazi culturali coesistono, mantenendo un equilibrio raro tra tutela e vita quotidiana. È un borgo da visitare con calma, senza percorsi obbligati, e che restituisce moltissimo, incarnando pienamente lo spirito e le bellezze del territorio marchigiano.