Ho percorso in bicicletta la pista ciclabile Druogno–Re esplorando la splendida Val Vigezzo, caratterizzata da cascate spettacolari, boschi e luoghi di culto.

La Valle Vigezzo rappresenta uno dei miei posti preferiti, dove ritorno ogni anno per ricaricare le energie e immergermi nella natura. Si tratta di un altopiano situato a circa 800 metri di altitudine, incastonato tra e Svizzera, dove il tempo sembra rallentare tra boschi, paesi ben curati e silenzi montani. Per chi, come me, ama andare in bicicletta, il percorso ciclabile Druogno–Re “Pineta” è uno dei più affascinanti della regione: si estende per circa 12,7 km quasi completamente pianeggianti, ideali per un’escursione tranquilla.

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Il percorso ha inizio da Druogno e si snoda attraverso piste dedicate, tratti sterrati e passaggi nei piccoli centri abitati. Qui la bicicletta diventa il mezzo ideale per esplorare il territorio: non solo un’attività sportiva, ma anche una scoperta lenta di una valle che fonde natura e cultura.

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Santa Maria Maggiore: il fulcro culturale della valle

La prima località che si incontra è Santa Maria Maggiore, il centro più emblematico della valle. Questo borgo è noto per la sua eleganza alpina e per il riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Qui si respira la degli spazzacamini vigezzini, celebrata all’inizio di settembre e narrata nel famoso Museo dello Spazzacamino, che conserva attrezzi, testimonianze e percorsi immersivi dedicati a un mestiere simbolo di emigrazione e fatica.

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Inoltre, il paese è anche un centro artistico: la Scuola di Belle Arti Rossetti Valentini ha contribuito a far conoscere la valle come “Valle dei Pittori”. Tra vicoli e botteghe si svolgono eventi iconici come i Mercatini di Natale, la festa della zucca e, naturalmente, il raduno internazionale degli spazzacamini, che ogni anno attira visitatori da tutta .

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Pinete, sport e natura lungo il tragitto

Uscendo dal borgo, la ciclabile entra nella sua parte più immersiva: la pineta di Santa Maria Maggiore. Qui il panorama si apre su boschi densi di conifere, con aria fresca anche in estate e tratti ideali per le famiglie. Il percorso è quasi sempre lineare, con un dislivello minimo, e attraversa aree sportive e naturalistiche: dal centro del fondo al campo sportivo della Praudina. È un tratto perfetto per chi desidera vivere la montagna senza sforzi, tra relax e panorami verdi.

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Le Cascate dei Camini: il tesoro nascosto tra le rocce di Malesco

Uno dei punti più affascinanti del percorso è l’attraversamento del torrente Loana, dove si trova la suggestiva Cascata dei Camini, conosciuta anche come Cascate di Malesco. Qui il torrente Loana compie un triplo salto tra le rocce, creando un continuo gioco d’acqua che rende il paesaggio quasi teatrale. Durante l’estate, questa zona diventa uno dei luoghi più frequentati della valle, grazie anche a una pozza naturale ideale per rinfrescarsi.

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La cascata può essere osservata da due angolazioni diverse. Dal basso si percepisce tutta la potenza dell’acqua che si infrange tra i salti rocciosi, mentre risalendo il percorso si raggiunge il lato superiore: superando un piccolo passaggio lungo il fiume e seguendo le indicazioni verso la ciclabile, si arriva a una passerella panoramica sospesa sopra il salto d’acqua. Da qui la vista è completa e consente di apprezzare l’intera struttura naturale della cascata.

L’area è anche un punto di partenza per numerose escursioni: oltre il ponte e i cartelli informativi si snodano diversi sentieri che collegano boschi, frazioni e altri percorsi. Poco dopo si giunge a Malesco, un borgo ricco di storia e tradizioni, dove si attraversano stradine interne e si scopre una comunità legata alla pietra, agli antichi mestieri e all’ecomuseo che narra l’identità della valle.

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Verso Re e il suo Santuario

L’ segmento del percorso costeggia il fiume Melezzo Orientale, fino a raggiungere il borgo di Re, famoso per il magnifico Santuario della Madonna del Sangue. Questo edificio domina la valle con la sua grandezza e rappresenta uno dei luoghi di pellegrinaggio più significativi del . La sua storia affonda le radici in un evento considerato miracoloso avvenuto nel 1494, quando un affresco mariano avrebbe cominciato a sanguinare dopo un atto di profanazione.

La cupola decorativa, i confessionali intagliati e la cantoria lignea testimoniano la stratificazione artistica che ha trasformato il luogo in un piccolo scrigno di barocca alpina. Alla fine dell’Ottocento, infatti, si concretizzò l’idea di un santuario più grande. Il progetto portò alla realizzazione dell’attuale Basilica monumentale del XX secolo, che si affianca all’edificio seicentesco formando un unico complesso architettonico.

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Un itinerario per tutti immerso nella natura e nell’arte

Qui la nostra pedalata si conclude tra ponti in pietra e scenari montani, dopo aver attraversato una valle che alterna natura, fede e cultura in pochi chilometri. Il percorso Druogno–Re è adatto a famiglie, cicloturisti e appassionati di escursioni leggere. Non richiede un allenamento specifico (ma è importante notare che non si tratta di un anello, il che significa che la distanza raddoppia per tornare al punto di partenza) e offre un’esperienza completa: boschi freschi, borghi storici, arte, tradizioni e panorami alpini.