C’è un’intera area della penisola iberica che la maggior parte dei visitatori non ha ancora esplorato. Si tratta della zona settentrionale, che nel 2026 sta diventando la destinazione preferita di coloro che hanno deciso che l’estate non deve necessariamente essere sinonimo di caldo opprimente.
A dimostrarlo sono i dati: le prenotazioni degli italiani verso la spagna sono aumentate del +18,4% nel primo trimestre dell’anno. Tuttavia, la tendenza è cambiata. TurEspaña, l’Ente Spagnolo del Turismo, è ben consapevole di questo, avendo incontrato ieri a roma il team di Civitatis per discutere insieme su ciò che i viaggiatori italiani stanno cercando per questa estate. Non spiagge affollate, né pacchetti all inclusive. Si cerca freschezza, tranquillità e un contatto autentico con il territorio.
Cos’è il coolcationing e perché non è solo un termine inventato
Questo fenomeno ha anche un nome, coolcationing, che potrebbe sembrare una trovata pubblicitaria, ma descrive una realtà concreta: la scelta consapevole di recarsi in luoghi dove le temperature sono ancora gradevoli, dove i paesaggi non sono stati ancora sfruttati dal turismo di massa, e dove si torna a casa con la sensazione di aver vissuto un’esperienza autentica.
Dal Paese Basco ai Pirenei: la Spagna Verde che pochi conoscono
In Spagna, questo luogo è noto come Spagna Verde. Si accede da San Sebastián o da Bilbao, due città che hanno forgiato la propria identità attorno al cibo, alla cultura e all’architettura, e che non hanno nulla da invidiare a nessuna capitale europea. Successivamente, ci si dirige verso la Cantabria, dove i palazzi nobiliari di Santander si affacciano su una costa atlantica ancora in gran parte preservata e i monti si avvicinano quasi al mare. Per chi desidera avventurarsi oltre, i Pirenei aragonesi offrono borghi medievali, canyon e sentieri dove l’unico suono è quello del vento. Il turismo di massa non ha ancora raggiunto queste zone. Ci auguriamo che rimanga così.
Minorca
La stessa filosofia si applica alle isole. Minorca rappresenta forse l’esempio più riuscito nel Mediterraneo di come si possa praticare turismo senza compromettere l’integrità del luogo: calette accessibili solo a piedi, un’economia locale che resiste, un paesaggio che non è stato trasformato in una mera scenografia.
Civitatis e TurEspaña
Civitatis è una piattaforma originaria della Spagna che oggi rappresenta il principale punto di riferimento per chi cerca tour, escursioni e esperienze di viaggio guidate in italiano e spagnolo. Non si tratta di un aggregatore generico, ma di un catalogo realizzato con guide locali che raccontano i loro territori in modo diretto, senza il filtro dell’inglese come lingua franca del turismo globale.
È su questa base che si è sviluppata la collaborazione con TurEspaña: due entità che condividono la stessa convinzione, ovvero che la qualità di un viaggio si misura dalla profondità del contatto con il luogo visitato. Quando una guida ti racconta un posto nella tua lingua, riesci ad andare oltre la superficie, a comprendere qualcosa di chi ci vive, di come è realmente quel territorio. È un aspetto che cambia radicalmente l’esperienza, soprattutto in luoghi come questi, dove la storia e l’identità locale sono esattamente ciò che si è venuti a cercare.
In definitiva, scegliere dove trascorrere le vacanze è anche una piccola dichiarazione di intenti. Chi opta per la Spagna Verde, le Azzorre o Minorca sta comunicando qualcosa su come desidera muoversi nel mondo: con maggiore lentezza, più curiosità e meno frastuono. Civitatis e TurEspaña stanno semplicemente facilitando questo approccio.
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