Un itinerario di tre giorni tra Alsazia e Foresta Nera rappresenta un’immersione completa in scenari da cartolina, borghi medievali, case a graticcio, vigneti ben curati e atmosfere che sembrano provenire da un libro illustrato. Questo percorso è ideato per coloro che amano viaggiare con calma, alternando grandi città e villaggi storici, senza rinunciare a ottimi piatti, mercatini e panorami autentici. Un’esperienza che ho vissuto personalmente in camper durante le festività natalizie e che ho apprezzato profondamente, con questi luoghi da sogno immersi in un’atmosfera ancora più incantevole tra mercatini e decorazioni festive.
Giorno 1 – Gengenbach e Strasburgo: dalla Foresta Nera all’Alsazia
Il percorso è iniziato da Gengenbach, un piccolo tesoro della Foresta Nera tedesca, spesso meno menzionato rispetto alle destinazioni alsaziane ma capace di stupire. Il suo centro storico è un insieme di torri difensive, stradine acciottolate e case a graticcio splendidamente conservate. Il fulcro è la Marktplatz, dominata dal municipio che, durante il periodo natalizio, si trasforma nel calendario dell’Avvento più grande del mondo. Anche al di fuori della stagione, la piazza rimane uno dei luoghi più affascinanti del borgo.

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Dopo una passeggiata tra Hauptstraße e le stradine laterali, ci siamo diretti verso Strasburgo, attraversando il confine con la francia. Per evitare le restrizioni anti-inquinamento, è possibile parcheggiare presso la stazione di Kehl e raggiungere la città in pochi minuti con il tram. Capitale dell’Alsazia, Strasburgo fonde l’anima francese con influenze germaniche. Il centro storico, la Grande Île, è patrimonio UNESCO e si visita comodamente a piedi. Imperdibile è la Cattedrale di Notre-Dame, capolavoro gotico che sovrasta la città, così come il quartiere di Petite France, caratterizzato da canali, ponti coperti e antichi mulini. La serata è ideale per una cena in una winstub tradizionale, assaporando tarte flambée e vini bianchi locali.

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Giorno 2 – Ribeauvillé, Riquewihr e Kaysersberg: la Route des Vins
Il secondo giorno è stato dedicato alla rinomata Route des Vins d’Alsace, uno degli itinerari enogastronomici più affascinanti d’europa. Spoglio durante la stagione invernale, ce lo siamo immaginati nel pieno della vendemmia e ci ha ricordato da vicino le Langhe e i Colli Euganei.
La prima sosta è stata Ribeauvillé, un borgo elegante e vivace, sviluppato lungo la Grand Rue. Le sue facciate colorate raccontano una lunga tradizione vinicola e musicale, tanto che il paese è conosciuto come il borgo dei pifferai. I Signori di Ribeauvillé erano infatti considerati i “Re dei menestrelli, pifferai e trovatori”. La leggenda narra che un giorno un pifferaio disperato si presentò al castello senza il suo strumento, rischiando di perdere il sostentamento per sé e per la sua famiglia. Il Signore di Ribeauvillé, in segno di generosità, gli donò una borsa di monete. Poco dopo, il pifferaio tornò con uno strumento d’oro, seguito da una lunga schiera di artisti: trombettisti, tamburini, giocolieri e domatori. In segno di gratitudine, i menestrelli lo proclamarono re. Dal centro si possono anche scorgere i castelli medievali che vigilano sulle colline circostanti.

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Pochi chilometri più a sud si trova Riquewihr, considerato uno dei villaggi più rappresentativi dell’Alsazia. Racchiuso da mura fortificate, è famoso per le sue case a graticcio del XVI secolo e per l’atmosfera senza tempo. Passeggiando lungo la Rue du Général de Gaulle si incontrano botteghe artigiane, cantine storiche e continui scorci fotografici. La Torre del Dolder, antica porta d’ingresso al borgo, offre una vista privilegiata sui vigneti che circondano il paese. Gli appassionati della Disney lo riconosceranno immediatamente: proprio in questo borgo, infatti, i disegnatori si sono ispirati per creare il villaggio di Belle di La Bella e la Bestia.

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Nel pomeriggio ci siamo diretti verso Kaysersberg, un borgo dall’anima più rustica ma estremamente autentica. Qui il protagonista è il ponte fortificato che attraversa il fiume Weiss, incorniciato da case in pietra e legno. Il centro è compatto ma ricco di dettagli: fontane, archi medievali e angoli romantici lungo i canali. Kaysersberg è anche noto per i suoi mercatini ben curati e per un artigianato meno turistico rispetto ad altri borghi.

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Giorno 3 – Colmar, Turckheim ed Eguisheim: l’Alsazia più iconica
Il terzo giorno inizia con Colmar, la città simbolo dell’Alsazia. Più grande dei borghi, ma ancora a misura d’uomo, Colmar affascina con la Petite Venise, un quartiere attraversato da canali che ricorda la nostra venezia e da case color pastello che si riflettono sull’acqua. Il centro storico è un susseguirsi di piazze medievali, musei e botteghe. Tra una visita e l’altra, vale la pena concedersi una pausa dolce in una pasticceria tradizionale o un pranzo tipico.

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Lasciata Colmar, ci si dirige verso Turckheim, spesso sottovalutata ma sorprendente. Questo borgo conserva ancora gran parte delle sue mura medievali, intervallate da porte monumentali come la Porte de France e la Porte du Brand, che un tempo regolavano l’accesso alla città. Attraversarle significa entrare simbolicamente in un altro ritmo, dove la storia non è confinata ai musei ma vive negli spazi quotidiani: nelle fontane in pietra, nei cortili interni, nelle facciate a graticcio che mostrano con orgoglio i segni del passato.

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Ultima tappa prima di rientrare in italia è Eguisheim, considerato uno dei borghi più belli di Francia. La sua struttura a cerchi concentrici lo rende unico: case a graticcio colorate, balconi fioriti e piazzette intime creano un colpo d’occhio memorabile. Eguisheim è anche il borgo delle cicogne, simbolo dell’Alsazia, spesso visibili sui tetti e sui campanili. È il luogo ideale per concludere il viaggio con calma, magari brindando con un calice di vino alsaziano al tramonto.

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