Nel porto di Tazacorte, situato sull’isola di La Palma, il sole sarà impiegato anche per generare acqua dolce. Qui verrà realizzata una piattaforma solare galleggiante da 310 kWp connessa a un sistema di dissalazione, dotata di una soluzione automatizzata per la pulizia dei pannelli e di un impianto in grado di raccogliere l’acqua piovana necessaria per le operazioni. Tre funzioni integrate in un’unica struttura, in un’area dove energia, acqua e spazio disponibile rappresentano questioni quotidiane.
Il dimostratore sarà gestito dalla compagnia norvegese Ocean Sun in collaborazione con Acuipalma e NeoDyne e sarà parte di Isla Bonita, il nuovo progetto europeo coordinato dalla Plataforma Oceánica de Canarias, PLOCAN. Il programma avrà inizio il 1° settembre 2026 e si protrarrà per cinque anni, fino al 31 agosto 2031. La piattaforma deve ancora essere realizzata, ma è già supportata da partner, finanziamenti e un sito specifico dove sarà installata.
Energia e acqua sulla stessa piattaforma
La piattaforma combinerà un impianto fotovoltaico galleggiante con tecnologie per la dissalazione dell’acqua marina. L’energia elettrica generata dai pannelli potrà quindi alimentare il processo di separazione dei sali dall’acqua, rendendola utilizzabile, collegando due necessità che nelle isole tendono a gravare simultaneamente: l’approvvigionamento energetico e quello idrico.
Ocean Sun utilizza moduli fotovoltaici montati su una sottile membrana idroelastica, posizionata direttamente sull’acqua. Questo sistema occupa aree marine o costiere al posto del limitato suolo disponibile e sfrutta il contatto con l’acqua per raffreddare i pannelli, riducendo le perdite di efficienza causate dalle alte temperature. A Tazacorte dovrà operare tra onde, vento e salsedine: condizioni utili per comprendere come la tecnologia si comporta lontano dalla tranquillità rassicurante di un bacino artificiale.
Il progetto prevede anche un sistema automatico per la pulizia dei moduli e la raccolta dell’acqua piovana, che sarà riutilizzata nelle operazioni. Dettagli poco appariscenti rispetto alla grande promessa di generare simultaneamente elettricità e acqua dolce, eppure cruciali quando una piattaforma deve rimanere operativa in mare senza trasformare la manutenzione in un’operazione quotidiana.
La Palma ha già fatto da banco di prova
Per Ocean Sun, Tazacorte rappresenta un ritorno. Nello stesso porto la compagnia aveva installato BOOST, un precedente dimostratore fotovoltaico galleggiante da 270 kWp, completato nel dicembre 2023 e dismesso nel 2024 al termine della sperimentazione.
Quel progetto, durato tre anni, aveva l’obiettivo di studiare un impianto fotovoltaico sull’acqua marina e di verificare struttura, ormeggi e comportamento in condizioni reali. I dati raccolti hanno consentito di affinare i modelli e migliorare il sistema. La nuova piattaforma riprenderà quel lavoro e integrerà la dissalazione: un passo che porta il fotovoltaico galleggiante oltre la mera produzione elettrica.
La scelta delle Canarie ha anche un’altra motivazione. L’arcipelago vanta una lunga esperienza nella produzione di acqua dolce dal mare e ospita infrastrutture dedicate alla ricerca sul rapporto tra acqua ed energia. L’Instituto Tecnológico de Canarias ha registrato consumi compresi tra 1,84 e 1,89 kWh per metro cubo nel proprio impianto sperimentale DESALRO 2.0, progettato per rendere più efficiente l’osmosi inversa. Collegare processi simili a energia rinnovabile prodotta in loco può ridurre la dipendenza dai combustibili fossili nei sistemi insulari.
Un progetto europeo costruito intorno alle isole
Isla Bonita dispone di un budget complessivo di circa 17,7 milioni di euro, con poco più di 16,1 milioni finanziati dall’unione europea attraverso Horizon Europe. Il programma coinvolgerà comunità insulari e costiere e creerà nove Living Lab, spazi nei quali autorità locali, ricercatori e aziende svilupperanno e testeranno soluzioni legate al mare, all’acqua e alla resilienza climatica.
La piattaforma di La Palma sarà uno di questi laboratori sul campo. Dovrà fornire dati sulla produzione elettrica, sulla manutenzione e sul comportamento della struttura in condizioni marine esposte. La quota assegnata a Ocean Sun per la propria partecipazione è di circa 190mila euro e non include i costi di capitale necessari per costruire il dimostratore.
La quantità di acqua dolce che potrà essere generata quotidianamente non è stata ancora rivelata. Saranno i test a misurare portata, consumi, continuità operativa e possibilità di replicare il sistema in altre località. Anche la gestione della salamoia, il residuo più concentrato che rimane dopo la dissalazione, dovrà essere definita in relazione alle dimensioni e al funzionamento effettivo dell’impianto.
Da settembre inizierà il lavoro che porterà la piattaforma dal progetto al mare. Se il dimostratore manterrà le promesse tecniche, Tazacorte potrà offrire alle comunità insulari un modello in cui sole, acqua e spazio limitato smettono di competere per il territorio e iniziano a collaborare.