Embiez, l’isola provenzale priva di automobili, offre numerose calette e vigneti inaspettati.

Novantacinque ettari, assenza di automobili, un traghetto ogni mattina dal porto di Le Brusc. Questi tre dati sono sufficienti per comprendere perché l’isola di Embiez, situata al largo di Six-Fours-les-Plages nel dipartimento del Var, stia emergendo tra le destinazioni più ambite della stagione 2026 da chi ha smesso di cercare la Provenza sui manifesti pubblicitari.

Di fronte alla costa del dipartimento del Var, nell’area Provence-Alpes-Côte d’Azur, si estende un piccolo arcipelago che molti ignorano finché qualcuno non ne pronuncia il nome. Conosciuta dai residenti come “l’isola dei fiori” per la sua straordinaria biodiversità botanica, Embiez si trova a breve distanza dall’Italia — la costa ligure è a meno di due ore di auto da Le Brusc — e funziona come un microcosmo con un ritmo tutto suo.

L’eredità di Paul Ricard

Su quest’isola lunga 1,5 km, utilizzata per le saline fino al 1934, erano presenti solo il forte Saint-Pierre, il castello di Sainte-Cécile e una vecchia caserma doganale, almeno fino al 1958, quando fu acquistata da Paul Ricard. Il magnate marsigliese, noto per il pastis, aveva un progetto ben definito: creare un paradiso accessibile ma al contempo protetto, dove la natura non fosse un semplice sfondo ma la vera protagonista. La filosofia che instaurò allora è rimasta invariata, per questo motivo non ci sono né cementificazione né traffico privato, e la biodiversità è considerata un valore da preservare.

L’arcipelago di Embiez è riconosciuto come area Natura 2000, la rete europea di siti naturali identificati per la rarità e/o la vulnerabilità delle specie animali e vegetali selvatiche e dei loro habitat. Non si tratta di un aspetto burocratico, ma della ragione per cui le acque sono così speciali.

L’Istituto Oceanografico

Il fulcro scientifico dell’isola è l‘Institut Océanographique Paul Ricard, fondato nel 1966, un centro di ricerca sul Mediterraneo che si occupa di biodiversità marina e salute del mare.

I risultati sono evidenti, poiché il porto è certificato Bandiera Blu, la posidonia è costantemente monitorata (la posidonia oceanica è una pianta endemica del Mediterraneo, classificata come specie protetta secondo i criteri della Direttiva Habitat 92/43/CEE e di fondamentale importanza per l’ecosistema circostante, in quanto produce grandi quantità di ossigeno e contribuisce alla protezione delle coste dall’erosione) e le acque mantengono una trasparenza rara per il Mediterraneo costiero.

Calette e vigneti biologici

Le spiagge non sono i tradizionali lidi attrezzati, con lettini impilati, ombrelloni e negozi, ma luoghi primordiali, dove la natura regna sovrana. Le calette principali sono 8, ognuna più selvaggia dell’altra, con acque cristalline e nessun bar nelle vicinanze. La Plage des Allemands è la più accessibile e frequentata, mentre la Crique de la Trirème richiede un po’ più di cammino ma offre una tranquillità che ripaga sicuramente lo sforzo.

 

I dieci ettari di vigneti dell’isola, coltivati secondo metodi biologici nel terroir delle Côtes de Provence, producono vini che racchiudono in bottiglia il sale dello scirocco e il calore del granito. Una degustazione al Domaine Ile des Embiez è parte fondamentale dell’esperienza.

Come muoversi e quando andare

Gli aeroporti più comodi sono Toulon-HyèresMarsiglia, da cui si prosegue in treno o auto verso Le Brusc. Le imbarcazioni di linea partono dal Quai Saint-Pierre durante tutto l’anno; in estate la prima corsa è alle sette del mattino, mentre l’ultimo rientro può superare la mezzanotte in occasione di eventi serali.

Una volta sbarcati, data la totale assenza di automobili, ci si sposta a piedi, in bicicletta o con il trenino turistico stagionale che attraversa pinete e punti panoramici. Il sentiero costiero si estende per sette chilometri, pertanto, a passo tranquillo, si impiega circa un’ora e mezza.

Il periodo migliore va da aprile a giugno e da settembre a ottobre, quando il clima è temperato e le acque invitano al bagno senza l’affollamento estivo. L’estate porta vivacità, concerti all’aperto, mercati provenzali e cinema sotto le stelle, mentre l’inverno, come spesso accade, presenta un volto più intimo, con i sentieri quasi desolati.

Da segnalare: la riapertura dell’Istituto Oceanografico è prevista per la primavera 2026, il che rende la stagione attuale particolarmente indicata per una visita completa.

Se desiderate scoprire un luogo realmente incontaminato, dove il Mediterraneo conserva ancora il colore e la trasparenza di un tempo, prima dell’arrivo del cemento e delle automobili, Embiez è l’isola che fa per voi: prendete il traghetto da Le Brusc e, per una volta, lasciate l’auto sul continente.

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