Crea il tuo nome utilizzando le immagini panoramiche della Terra disponibili su questo sito della NASA, il risultato è straordinario.

Scrivere il proprio nome utilizzando un fiume dell’Alaska, un’isola ghiacciata del Maine o una curva d’acqua del Kentucky ha un che di ludico, nel senso più positivo del termine. È uno di quei passatempi da fare per trascorrere qualche minuto e poi, senza alcun preavviso, ti ritrovi a osservare il pianeta come se fosse un grande quaderno, ricco di segni già esistenti. Your Name in Landsat funziona in questo modo: accedi al sito, inserisci una parola, premi invio e il pianeta inizia a formarla utilizzando immagini satellitari autentiche.

Il progetto proviene dalla NASA e dal programma Landsat, una lunga iniziativa di osservazione della Terra gestita in collaborazione con lo U.S. Geological Survey, l’agenzia scientifica americana che si occupa anche di geologia, cartografia, risorse naturali e monitoraggio del territorio. Il sito accetta lettere dall’A alla Z e visualizza ogni carattere come un pezzo di paesaggio: una foce, un ghiacciaio, un deserto, una costa, un campo coltivato, una piega del terreno. La NASA lo presenta in modo molto diretto: scrivi il tuo nome e osserva come appare all’interno delle immagini Landsat della Terra. Le immagini utilizzate fanno parte di un archivio che supera i cinquant’anni, e sulla pagina sono indicate anche le coordinate geografiche associate alle lettere visualizzate.

La NASA ha trasformato l’alfabeto in una mappa

Crea il tuo nome utilizzando le immagini panoramiche della Terra disponibili su questo sito della NASA, il risultato è straordinario. 3

Il punto di forza di Your Name in Landsat risiede proprio nella sua facilità d’uso. Il sito appare come un generatore di cartoline digitali, ma sotto la superficie colorata si cela un vasto capitolo di scientifica. Le lettere, infatti, provengono da immagini satellitari autentiche. Non ci sono calligrafie inventate, né alfabeti creati al computer per somigliare vagamente alla natura. Sono forme già esistenti sulla Terra, estratte dall’archivio Landsat e selezionate perché evocano una lettera.

La galleria ufficiale illustra bene il funzionamento. Una “A” può apparire nel ghiaccio di Farm Island, nel Maine. Una forma simile a una lettera può derivare dal corso di un fiume vicino a Hickman, in Kentucky, catturato il 31 agosto 2023. Un’altra proviene da un fiume nei pressi del lago Guakhmaz, in Azerbaijan, acquisito da Landsat 9 il 2 settembre 2024. Il delta dello Yukon, in Alaska, immortalato da Landsat 7 nel 2002, diventa un altro simbolo naturale, con quelle ramificazioni che viste dall’alto sembrano quasi disegnate appositamente.

Ed è qui che il gioco smette di essere solo un passatempo. Ogni lettera è legata a un luogo. Puoi scrivere “”, “Terra”, “Ilaria”, “mare” o qualsiasi parola composta da lettere dell’alfabeto inglese, poi aprire il risultato e scoprire da quale parte del proviene quel frammento. A quel punto, il nome diventa una scusa: clicchi, osservi le coordinate, riconosci un continente, magari cerchi il luogo su una mappa. Un piccolo passatempo digitale si trasforma in un modo piuttosto elegante per ricordare che la Terra ha già una sua scrittura, molto prima che qualcuno tentasse di trasformarla in caratteri tipografici.

Dietro il gioco delle lettere c’è Landsat

Landsat ha iniziato a osservare la superficie terrestre il 23 luglio 1972, con il lancio del primo satellite della serie. Da quel momento, il programma ha creato il più lungo archivio continuo dallo spazio dedicato alle terre emerse, con dati utilizzati per studiare risorse naturali, coste, città, foreste, ghiacciai, coltivazioni e trasformazioni ambientali. NASA descrive Landsat come il record spaziale continuo più lungo della superficie terrestre, una base di dati che supporta scienziati, amministratori e decisori pubblici nel comprendere come il pianeta stia cambiando.

Per chi utilizza lo strumento, tutto questo rimane sullo sfondo. Si vede una lettera, poi un’altra, poi una parola intera composta da blu, verdi, marroni, bianchi lattiginosi, trame d’acqua e linee di roccia. Tuttavia, quelle immagini provengono dallo stesso archivio che serve a monitorare l’espansione delle città, il cambiamento delle coste, il ritiro dei ghiacciai, le trasformazioni delle foreste e i cicli agricoli. Landsat raccoglie dati calibrati e confrontabili nel tempo, poiché una differenza tra due immagini deve rappresentare un cambiamento reale sul terreno, non un capriccio dello strumento.

La NASA ha integrato questo alfabeto terrestre anche nelle iniziative per l’Earth Day. Nel 2025, il poster ufficiale per la Giornata della Terra ha utilizzato immagini Landsat e ha ripreso l’idea di Your Name in Landsat, trasformandola in un oggetto scaricabile e stampabile. Per preparare versioni ad alta risoluzione, il team ha ricostruito le lettere a partire da immagini Landsat e ha indicato sul retro del poster i luoghi rappresentati. Le immagini satellitari sono state raccolte da NASA Earth Observatory, NASA Worldview, USGS EarthExplorer ed ESA Sentinel Hub; al 1° maggio 2025, l’interattiva aveva superato un milione di visualizzazioni.

Il successo del progetto risiede anche nel modo in cui abbassa la soglia d’ingresso. Per discutere di telerilevamento, bande spettrali, archivi satellitari e monitoraggio ambientale, di solito sono necessari grafici, mappe e una certa pazienza. Qui basta digitare un nome. Poi arriva il resto, quasi di lato: la consapevolezza che quelle immagini non sono affascinanti solo perché colorate, ma perché raccontano la varietà fisica del pianeta. Un’ansa d’acqua diventa una consonante, una lingua di ghiaccio assume la forma di una vocale, un deserto sembra piegarsi in un simbolo leggibile.

Your Name in Landsat funziona perché utilizza una porta piccola per far entrare una stanza vasta. Da un lato c’è il piacere un po’ sciocco e irresistibile di vedere il proprio nome scritto dalla Terra. Dall’altro, c’è mezzo secolo di osservazione satellitare, con tutto ciò che implica: dati pubblici, memoria dei luoghi, cambiamenti misurati, superfici che mutano mentre noi ci limitiamo a definirle paesaggio.

: NASA