Un uomo scala la Fontana del Nettuno a Firenze per toccare le parti intime: danni stimati in 5000 euro (durante un addio al nubilato)

Un atto inizialmente concepito come prematrimoniale si è evoluto in un evento che riaccende il dibattito sulla salvaguardia del patrimonio artistico. Protagonista della vicenda è una 28enne straniera che, nel cuore del centro storico di , ha deciso di scalare la del Nettuno in Piazza della Signoria per toccare le parti intime della scultura.

L’incidente si è verificato nel pomeriggio di sabato 18 aprile. Stando a quanto ricostruito, la giovane ha scavalcato l’inferriata e il bordo della vasca, accedendo all’area monumentale nota come il “Biancone”, una delle opere più rappresentative della città, realizzata da Bartolomeo Ammannati nel XVI secolo.

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L’intervento immediato e i danni

Per evitare di bagnarsi, la donna ha optato per una soluzione tanto improvvisata quanto pericolosa: arrampicarsi direttamente sulle zampe dei cavalli che adornano la fontana, utilizzandole come supporto per raggiungere la statua. Un’azione che ha subito catturato l’attenzione della polizia municipale, già presente in zona, che è intervenuta in breve tempo fermando la scena prima che potesse degenerare ulteriormente.

Dopo l’identificazione, la situazione è stata affidata agli esperti. Il sopralluogo condotto dai professionisti della Fabbrica di Palazzo Vecchio ha confermato le preoccupazioni: la bravata ha causato “piccoli ma significativi danneggiamenti”, visibili sia sulle zampe dei cavalli calpestate sia su un fregio utilizzato come sostegno per non scivolare. Il danno economico è tutt’altro che trascurabile: circa 5mila euro di danni a un’opera che incarna secoli di storia e identità culturale.

Denunciata per deturpamento di bene artistico-architettonico

La giovane ha riferito agli agenti che il gesto faceva parte di una sorta di challenge legata all’addio al nubilato, una prova da completare prima del matrimonio. Un racconto che, tuttavia, non ha attenuato le conseguenze legali: è scattata una denuncia per deturpamento di bene artistico-architettonico. L’ennesima “bravata” che mette in luce una dinamica sempre più comune: azioni concepite come contenuti “divertenti” o virali che si trasformano in episodi di danneggiamento del patrimonio culturale.