Premio Strega 2026, i sei candidati che si sfideranno per il titolo di libro dell’anno

Il Strega 2026 entra nella sua fase cruciale con la comunicazione dei sei finalisti che si contenderanno il riconoscimento letterario più rinomato d’. In testa alla classifica provvisoria si trova Michele Mari con I convitati di pietra, che ha ottenuto 280 voti, confermandosi tra i principali candidati alla vittoria finale.

La selezione è stata rivelata nel suggestivo contesto del Teatro Romano di Benevento, durante una serata che ha messo in luce un’edizione particolarmente ricca e competitiva. A sottolinearlo è stata anche Melania Mazzucco, presidente del Comitato direttivo del Premio, che ha descritto quella del 2026 come un’«annata buona», caratterizzata dal ritorno del romanzo tradizionale e da una notevole varietà di generi narrativi.

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Accedono alla seconda votazione sei libri anziché cinque, in conformità al regolamento di partecipazione, che stabilisce che “se nella graduatoria dei primi cinque non è presente almeno un libro pubblicato da un editore medio-piccolo (così definito secondo la classificazione delle associazioni di categoria e le conseguenti valutazioni del comitato direttivo), accede alla seconda votazione il libro (o, in caso di ex aequo, i libri) con il punteggio più alto, dando luogo a una finale a sei (o più) candidati”.

Chi sono i finalisti del Premio Strega

  1. Michele Mari con I convitati di pietra (Einaudi), già vincitore del Premio Strega Giovani, conferito da una giuria composta da studenti e studentesse delle scuole superiori italiane e internazionali. Narra la storia di un gruppo di ex compagni di liceo che, nel 1975, crea un fondo comune alimentato da versamenti annuali. Quello che inizia come un gioco tra amici si trasforma progressivamente in una competizione spietata, in cui denaro, invidia e desiderio di prevalere sugli altri mettono a dura prova amicizie e principi morali. Più che una semplice storia di amicizia, il libro è una riflessione sul tempo che scorre, sull’avidità e sulle pulsioni più oscure dell’animo umano. Ambientato in una concreta e riconoscibile, mescola thriller psicologico e satira sociale, mostrando come un gioco adolescenziale possa evolversi in un meccanismo crudele che rivela la vera natura delle persone.
  2. Matteo Nucci con Platone. Una storia d’amore (Feltrinelli), che ha raccolto 242 voti. Ripercorre la vita del grande filosofo ateniese partendo dalla sua giovinezza, quando era ancora noto come Aristocle. Sullo sfondo della crisi di Atene nel V secolo a.C., il romanzo narra la sua formazione, l’incontro decisivo con Socrate e le esperienze affettive che hanno influenzato il suo pensiero. Al centro della narrazione c’è l’eros, inteso non solo come passione amorosa, ma come forza capace di spingere l’essere umano verso la conoscenza, la verità e la giustizia.
  3. Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani), con 195 preferenze. Racconta la storia di Ofelia Rossi, una donna dotata fin dall’infanzia di un misterioso talento: visioni, presagi e improvvisi stati di trance che sembrano permetterle di intravedere il futuro. In una cittadina della , Ofelia trasforma questo dono in una professione, offrendo consulti e vaticini a in cerca di risposte, speranze o conforto. Tra superstizione, desiderio di emancipazione e mistero, Pitzorno costruisce il ritratto di una protagonista complessa e anticonformista, immersa in una società che limita la libertà femminile.
  4. Teresa Ciabatti con Donnaregina (184 voti). Donnaregina nasce dall’incontro tra una scrittrice e Giuseppe Misso, ex boss della camorra noto come “‘o Nasone”. Accettando di raccontarne la storia, la protagonista intraprende un percorso che va oltre il semplice ritratto criminale, cercando di comprendere l’uomo dietro il personaggio e le contraddizioni della sua esistenza.
  5. Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (170 voti). Si tratta di un memoir autobiografico intenso che narra la convivenza con la malattia mentale, tra allucinazioni, crisi dissociative, pensieri suicidari e il difficile equilibrio della vita quotidiana. Con una scrittura lucida, precisa e spesso dolorosa, Pierantozzi trasforma la propria esperienza in una riflessione più ampia sulla salute mentale, l’identità, il corpo e la vulnerabilità umana.
  6. Elena Rui con Vedove di Camus (L’Orma), che accede alla finale grazie alla norma introdotta nel 2015 per garantire una maggiore rappresentanza ai piccoli e medi editori. Attraverso le storie di quattro donne alle prese con la sofferenza e il destino, Elena Rui costruisce un delicato viaggio nei territori più complessi dell’amore e degli affetti. Il romanzo esplora le fragilità, le ambivalenze e le profondità delle relazioni umane, lasciando a chi legge lo spazio per riflettere su ciò che unisce, divide e trasforma le persone.

Per scoprire il nome del vincitore bisognerà attendere l’8 luglio. La finale del Premio Strega 2026 si svolgerà in una nuova cornice: non più il tradizionale Ninfeo di Valle Giulia, ma Piazza del Campidoglio a , scelta che segna simbolicamente una nuova fase nella storia del premio giunto alla sua ottantesima edizione.

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