Secondo i sondaggi effettuati dall’app di incontri Tinder sulle tendenze relazionali del 2026, pare che la “friendfluence” sia diventata una pratica molto popolare tra la Generazione Z. Questo gruppo comprende, in linea generale, coloro che sono nati tra il 1997 e il 2012. Il termine “friendfluence” ha preso piede grazie al libro di autoaiuto di Carlin Flora, Friendfluence: the surprising ways friends make us who we are, che sottolinea quanto le amicizie possano influenzare il nostro modo di vivere. Attualmente, sembra che l’amicizia abbia un ruolo fondamentale anche nella scelta del compagno e nei modi di affrontare una relazione romantica, almeno per quanto riguarda la Generazione Z.
Il sondaggio dell’app d’incontri
Il sondaggio condotto da Tinder per analizzare le “tendenze di dating” del 2026 ha preso in considerazione le opinioni di 4.000 utenti dell’app, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, nel regno unito, in Canada e in Australia. Questo sondaggio, realizzato da Opinium per conto di Tinder tra ottobre e novembre 2025, ha rivelato che il 42% degli intervistati afferma che i propri amici influenzano la propria vita amorosa, il 37% prevede di partecipare a appuntamenti di gruppo o doppi nel 2026 e il 34% trae ispirazione osservando le relazioni dei propri amici.
Secondo l’esperta di relazioni di Tinder Devyn Simone, questo fenomeno non è semplicemente una moda che si limita a chiedere consigli agli amici riguardo a un potenziale partner, ma rappresenta una vera e propria rivoluzione culturale nel modo di vivere le relazioni amorose. La Gen Z sembra stia riscrivendo “le regole del romanticismo”, trasformando le relazioni in un’esperienza sempre più collettiva e meno individuale.
Gli appuntamenti come realtà condivisa
È importante considerare il fattore “social” piuttosto che “sociale”. Infatti, tra i più giovani, spopolano su TikTok i cosiddetti DatingTok, video in cui i creator documentano i propri appuntamenti, forniscono consigli romantici, condividono esperienze negative e segnalano le famose “red flag”.
Le “red flag” sono diventate così comuni da apparire frequentemente nelle domande rivolte alle celebrità durante le interviste. Si riferiscono a tutti quei “campanelli d’allarme” che suggeriscono che una persona potrebbe non essere adatta a te. Eccessi di gelosia sono sicuramente tra le “red flag”, mentre gesti di grande romanticismo rientrano nelle “green flag”. Tuttavia, è chiaro che l’attenzione è rivolta soprattutto agli aspetti problematici di una relazione che andrebbero evitati.
Da questo si può notare un certo appiattimento nel dibattito sulle relazioni amorose, in cui le persone vengono ridotte a semplici indici di gradimento. Si potrebbe sostenere che i video di TikTok siano solo forme di intrattenimento; tuttavia potrebbero forse rivelare qualcosa riguardo l’evoluzione delle relazioni moderne.
Queste sono sempre più percepite come un affare collettivo, da condividere, come dimostrano i sondaggi. L’esperta di relazioni Devyn Simone ha commentato a Cosmopolitan, affermando che questo nuovo approccio “rafforza l’idea che le relazioni non esistono in un vuoto; sono progettate per vivere all’interno di veri contesti sociali, non solo in una sorta di isolamento a due. Uscire con qualcuno non è più un compito solitario. È uno sport di squadra”.
L’ascesa del “double date”
Uno degli effetti più evidenti di questa tendenza alla condivisione è l’aumento dei “double date”. Non che prima non esistessero uscite di gruppo, ma ora sembra essere diventata una vera necessità. Infatti, la funzione “double date” di Tinder ha guadagnato popolarità da quando è stata introdotta la scorsa estate, e il 90% degli utenti che la utilizzano appartiene alla Gen Z. In particolare, le donne sono quelle che preferiscono uscire in coppie.
Secondo Simone, “uscire con qualcuno è semplicemente più divertente e molto meno intimidatorio quando gli amici fanno parte dell’esperienza. Portare un amico nella dinamica allevia la pressione di dover “performare” o essere sempre al massimo, riportando il dating a qualcosa di sociale, supportivo e a basso rischio.”
In effetti, le uscite di gruppo stanno crescendo rispetto ai tradizionali appuntamenti one-to-one, i quali inevitabilmente comportano maggiori pressioni e sembrano avere un mero scopo di valutazione.
La scelta condivisa del partner
Tuttavia, la condivisione non serve solo a ridurre l’imbarazzo dei primi appuntamenti, ha un impatto significativo anche sulla decisione riguardo con chi intraprendere una relazione.
“Per la Gen Z, le scelte in ambito dating non vengono prese in isolamento; vengono discusse in tempo reale con le persone di cui ti fidi di più,” afferma Simone. “Se qualcuno non riesce a interagire con i tuoi amici, o almeno a superare il vibe check della chat di gruppo, di solito ti comunica già tutto ciò che devi sapere”.
L’esperta di relazioni Sarah Hensley, fondatrice di The Love Doc, tuttavia, sottolinea l’eccessiva influenza che gli amici possono esercitare sulla vita sentimentale di una persona. “Credo sia sano partecipare a doppi appuntamenti, ma forzare il partner a superare una sorta di “test degli amici” non è salutare. Sei un individuo autonomo, e le tue scelte relazionali dovrebbero riflettere il tuo processo decisionale,” afferma l’esperta.
Da un lato, la “friendfluence” sembra rispondere a una necessità di approvazione da parte della Gen Z, dall’altro sembra rientrare nelle tendenze sociali che incoraggiano l’esposizione della propria vita privata, che viene “osservata” e giudicata da un pubblico attento. Questo suggerisce una certa distanza dalla piena maturità in materia di relazioni, che richiederebbero anche una responsabilizzazione delle proprie scelte.
D’altro canto, una rete di amicizie può rivelarsi un valido supporto in situazioni stressanti. Il parere di una persona fidata che osserva la propria relazione dall’esterno può essere prezioso. Tuttavia, questo non ha nulla a che vedere con i fantomatici “test degli amici”, che riguardano più l’ego – degli amici – che non un vero senso di unità e connessione.