En e Xanax è una composizione d’amore singolare, che per alcuni aspetti risulta sorprendente. Un pezzo originale, dove “originale” indica qualcosa di insolito, poiché narra la vicenda di due individui che si ritrovano su un terreno condiviso; anzi, per essere più precisi, nel punto esatto in cui il suolo sotto i piedi svanisce e il respiro diventa affannoso e afflitto: è il campo dell’ansia, quella debilitante, che soffoca e annienta, che contorna le vie di fuga e mette in risalto il panico, il disagio che ne scaturisce, la paura.
Le origini del brano
En e Xanax è una canzone di Samuele Bersani, risalente al 2013. Il brano è incluso nell’album Nuvola numero nove, che rappresenta la traduzione letterale dell’espressione “cloud nine”, corrispondente alla nostra frase “essere al settimo cielo”. Un titolo scelto con cura, quindi, che illustra come la felicità sia il tema centrale dell’intero progetto: una felicità matura, consapevole, ponderata. Una felicità non casuale o improvvisata, ma il risultato di una profonda comprensione della propria interiorità e delle proprie zone d’ombra.
Non è un caso, dunque, che En e Xanax faccia parte di questo album, poiché è una canzone profonda, cruda, pur essendo avvolta nel romanticismo, capace di trascinare l’ascoltatore in un abisso e poi guidarlo verso la salvezza. È, in effetti, la canzone di un amore redentore, ma non in un senso strettamente romantico: sono i suoi protagonisti a salvarsi, nel momento in cui apprendono a mostrarsi vulnerabili, a riconoscersi, a diventare l’uno l’ansia gemella dell’altra.
Chi sono En e Xanax
En e Xanax sono due noti ansiolitici e Samuele Bersani ha deciso di personificarli (la donna è En e l’uomo è Xanax) e, attraverso questa metafora, narrare il loro incontro, il modo in cui si sono conosciuti e riconosciuti. En e Xanax sembrano avere ben poco in comune, ma qualcosa li unisce: entrambi sperimentano attacchi di panico, manifestazioni d’ansia improvvise e molto intense, tali da indurre la persona colpita a credere di essere sul punto di avere un infarto, di morire o di impazzire.
En e Xanax non è un invito all’uso degli psicofarmaci, come qualcuno ha distrattamente interpretato, ma la storia di due individui che apprendono a trasformare il loro malessere in un terreno fertile dove far crescere – senza esitazioni – un sentimento, un luogo in cui non sentirsi più a disagio, ma completamente compresi. En e Xanax sono due persone comuni, che hanno imparato a fidarsi l’uno dell’altra e a gestire l’ansia reciproca.
Ma, soprattutto, sono due persone distinte: lei è “la figlia di un’americana trasferita a roma” e lui “un figlio di puttana”, a voler sottolineare che l’ansia, con i suoi sintomi e le sue conseguenze, è una malattia e, in quanto tale, può colpire chiunque: non ha un destinatario specifico e non risparmia nessuno, a nessuna età. Si tratta di una malattia senza confini, spesso intangibile, per questo sottovalutata, che può portare all’isolamento della persona che ne è affetta. Ma En e Xanax non sono più soli: il loro incontro ha permesso loro di sentirsi compresi, non più disgiunti, ma pezzi complementari di un mondo che li ha fatti sentire in difetto e che, il più delle volte, ha prevalso su di loro.
Testo
Il testo di En e Xanax riassume perfettamente lo stile cantautorale di Samuele Bersani: è evocativo e concreto, incisivo e accogliente. La storia dei due protagonisti si sviluppa davanti agli occhi dell’ascoltatore come se fosse la pellicola di un film: è un testo composto di immagini chiare e semplici, rese potenti da un ritmo incalzante e da un finale aperto, arioso e commovente.
En e Xanax segna un punto di svolta nella storia della musica italiana, poiché narra l’amore, il tema più comune nella musica e nell’arte in generale, ma lo fa in un modo originale, efficace, estremamente intelligente, non complicato e per nulla rigido. È una canzone indispensabile, poiché è estremamente attuale, per via del tema che affronta; ma, allo stesso tempo, è senza tempo, perché il racconto è poetico e avvolgente, tanto che è stata paragonata ad Anna e Marco di Lucio Dalla.
Il testo:
En e Xanax non si conoscevano prima di un comune attacco di panico e subito
Filarono all’unisono
Lei la figlia di una americana trapiantata a Roma e lui
Un figlio di puttana
Ormai disoccupata
En e Xanax si tranquillizzavano
Con le loro lingue al gusto di
Medicina amara e chiodi di garofano
Lei per strada e lui rubava I libri della biblioteca
E poi glieli leggeva
Seduto sopra un cofano
Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l’anima che io vorrei avere
En e Xanax quando litigavano avrebbero potuto fermare anche il traffico di New York
Uccidersi al telefono
Lei si calmava e lui la ritrovava nuda sulla sedia
E poi sovrapponevano il battito cardiaco
Se non ti spaventerai con le mie paure
Un giorno che mi dirai le tue troveremo il modo di rimuoverle
In due si può lottare come dei giganti contro ogni dolore
E su di me puoi contare per una rivoluzione
Tu hai l’anima che io vorrei avere
En e Xanax si anestetizzavano con le loro lingue al gusto di menta e marijuana
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
E poi si addormentavano
Video
Ecco il videoclip ufficiale del brano di Samuele Bersani:
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