Il 20 aprile 2026, alle 7 del mattino, Piazza Duomo si trasforma in un mercato dell’anima: Maurizio Cattelan e Nicolas Ballario ritornano a occupare il sagrato milanese all’alba, questa volta con un’idea semplice e innovativa. Porta un oggetto, scambialo con quello di qualcun altro, e nel frattempo, un caffè.
È la colazione-baratto, evento inaugurale della milano Design Week 2026, organizzato da Cucù e sostenuto da Living corriere e Museo del Novecento con il supporto di Lavazza. Due ore — dalle 7 alle 9 — in cui il valore di un oggetto non è determinato dal mercato, ma da chi lo possiede e da chi decide di lasciarlo andare.
Un anno fa, gli slogan, oggi gli oggetti
L’edizione 2025, in apertura dell’Art Week, aveva richiamato centinaia di persone in piazza al mattino presto con caffè, cornetti e aforismi pungenti stampati su tovaglioli. Questa volta Cattelan alza la posta: richiede qualcosa in cambio. Non denaro, non like, ma un oggetto. “Curioso, iconico, affettivo, eccentrico o inatteso”, recita l’invito. Qualcosa che possieda un valore reale, simbolico o semplicemente sorprendente.
I designer scendono in piazza
A rendere l’iniziativa qualcosa di più di un semplice swap meet è la partecipazione di alcuni tra i nomi più noti del design italiano e internazionale, che parteciperanno al baratto portando i propri oggetti: Stefano Seletti, Fabio Novembre, Marcantonio, Charley Vezza, Giulio Iacchetti, Matteo Ragni, Matteo Cibic, Elena Salmistraro, Rudi Won Vedel, Rota Jorfida e Massimo Rosati. Nessuna teca, nessun piedistallo — gli oggetti passano direttamente di mano in mano.
La piazza come dispositivo relazionale
L’evento non prevede biglietti e non ha regole complesse: è sufficiente presentarsi, previa prenotazione qui. La dimensione conviviale è tutt’altro che secondaria — l’appuntamento sarà accompagnato da musica dal vivo con Salvo The Best, la Banda di Affori, i Mariachi e Raffaele Kohler, mentre Lavazza offrirà la colazione fino a esaurimento, con il Duomo sullo sfondo.
In fondo è questo il gesto che Cattelan ripete ogni anno all’alba di Milano: ricordarci che uno spazio pubblico, al mattino presto, può ancora sorprendere.
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