Global Status Report on Neurology: disturbi e disabilità

Global Status Report on Neurology: disturbi e disabilità 2

Alla vigilia del XXVII Congresso Mondiale di Neurologia, ospitato a Seoul nei giorni dal 12 al 15 ottobre 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha presentato il rapporto intitolato Global Status Report on Neurology, che fornisce la prima panoramica mondiale completa sulla risposta sanitaria alle malattie neurologiche nell’ambito del piano d’azione intersettoriale Intersectoral Global Action Plan on Epilepsy and Other Neurological Disorders (IGAP) 2022-2031. Queste malattie interessano oltre 3 miliardi di persone nel mondo e rappresentano oggi la principale causa di disabilità a livello globale.

Sorprendentemente, nonostante l’importanza del fenomeno, molti sistemi sanitari appaiono impreparati: il rapporto segnala lacune gravissime nei piani nazionali, nei finanziamenti e nella forza lavoro specializzata. In questo contesto, l’OMS lancia un richiamo urgente all’azione, per evitare che il carico delle malattie neurologiche cresca ancora, aggravando diseguaglianze e fragilità nei paesi a basso e medio reddito.

La dimensione del problema: “uno su tre” e oltre 11 milioni di morti ogni anno

Il rapporto dell’OMS pone subito l’accento sulla vastità del fenomeno: fino a oltre il 40% della popolazione mondiale – più di 3 miliardi di individui – convive con una condizione neurologica, che comprende ictus, emicranie, demenza, epilessia, neuropatie diabetiche, meningiti, disturbi dello spettro autistico e tumori del sistema nervoso.

Le malattie neurologiche risultano essere oggi la prima causa di disabilità e la seconda causa di mortalità a livello mondiale. Ogni anno si stimano oltre 11 milioni di decessi riconducibili a tale gruppo di condizioni, cifra che ribadisce la gravità e la diffusione dell’impatto.

Non va trascurato che una parte rilevantissima del carico di pesa sui paesi a basso e medio reddito, in cui l’accesso alle cure neurologiche è estremamente limitato. Secondo il rapporto, oltre l’80% del peso globale di queste malattie si concentra proprio in questi contesti.

La risposta dei sistemi sanitari: gap impressionanti e frammentazione

Una delle evidenze più forti emerse dal rapporto riguarda l’adeguatezza – o meglio la sua mancanza – delle risposte sanitarie a livello nazionale. Su 194 Stati membri dell’OMS, soltanto 102 hanno contribuito al rapporto con dati aggiornati, pari al ~53%. Addirittura meno, solo circa il 32% degli Stati (63 paesi) dichiara di avere una politica nazionale dedicata alle malattie neurologiche. E soltanto 18% (34 paesi) segnala di avere un budget separato per affrontare tali malattie.

Per quanto riguarda la copertura delle malattie neurologiche nei pacchetti di assistenza sanitaria universale (UHC), la situazione è altrettanto critica: solo il 25% circa degli Stati (49 paesi) sostiene che tali condizioni siano incluse nei pacchetti di prestazioni essenziali. Servizi fondamentali come unità di ictus, neurologia pediatrica, riabilitazione e cure palliative risultano frequentemente assenti o concentrate nelle aree urbane, lasciando vaste aree rurali prive di accesso.

La carenza di professionisti specializzati è un altro elemento strutturale: nei paesi più poveri c’è fino a 82 volte meno neurologi ogni 100.000 abitanti rispetto ai paesi ad alto reddito.

Verso un paradigma di sanità del cervello: promozione, prevenzione, equità

Il rapporto non si limita a descrivere la situazione; propone anche una serie di raccomandazioni a governanti, professionisti della neurologia, civili e partner globali. L’idea centrale è che la salute neurologica debba entrare a far parte delle priorità della politica sanitaria globale e nazionale, non più relegata a nicchia specialistica.

In particolare, l’OMS invita a:

  • integrare la salute del cervello nei sistemi di copertura sanitaria universale;

  • rafforzare l’assistenza primaria, promuovendo la neurologia nella comunità e non solo negli ospedali di élite;

  • garantire accesso ai farmaci essenziali e alle tecnologie neurologiche;

  • ridurre lo stigma e la esclusione sociale che colpiscono chi vive con una malattia neurologica;

  • potenziare i sistemi informativi sanitari, monitoraggio e ricerca, per una risposta fondata su evidenza;

Inoltre, la dimensione intersettoriale è importante: occorre un’azione coordinata tra sanità, istruzione, , servizi sociali per affrontare la complessità delle condizioni neurologiche e delle loro conseguenze.

Dinamiche demografiche, disabilità e il peso sull’economia sociale

La rilevanza delle malattie neurologiche emerge non solo in termini di mortalità, ma soprattutto sotto il profilo della disabilità e delle ripercussioni sociali ed economiche. Essendo la prima causa di disabilità a livello mondiale, queste patologie impongono cure spesso croniche, complesse e costose. Il rapporto attesta che le persone affette da queste condizioni necessitano di assistenza a lungo termine, coinvolgendo non solo il paziente ma anche i familiari e i caregiver.

Nei paesi a basso e medio reddito, dove l’infrastruttura sanitaria è spesso già fragile, l’aggravarsi del carico neurologico mina ulteriormente la sostenibilità del sistema, e crea profonde diseguaglianze nell’accesso alle cure. È evidente come l’investimento nella neurologia non sia solo un imperativo sanitario, ma anche una questione di equità e di sviluppo sociale.

Le condizioni neurologiche non si limitano a un’età: interessano l’intero arco della vita — dai disturbi neonatali, alle malattie in età adulta, fino alle demenze in età senile — richiedendo un approccio di sanità pubblica che abbracci la promozione del cervello per tutti.

Il momento della svolta: opportunità per cambiare rotta

Presentato ufficialmente durante il Congresso di Seoul, il Global Status Report costituisce un momento di svolta, perché contrappone alla gravità del dato una spinta all’azione concreta. Il fatto che il lancio coincida con un evento internazionale di tali dimensioni — il Congresso mondiale della neurologia — mostra anche la volontà che la neurologia esca dall’isolamento specialistico ed entri nel quadro delle priorità della salute globale.

L’IGAP 2022-2031 fornisce una struttura strategica: dieci target globali che vanno dal rafforzamento delle politiche governative all’accesso alle cure, dalla promozione della salute del cervello alla ricerca. Il rapporto fissa per il 2022 i valori-base sul quale misurare i progressi futuri.

Tra le principali sfide segnalate vi sono:

  • La scarsità di dati: molti paesi non contribuiscono ai sistemi di monitoraggio e raccolta standardizzata.

  • La frammentazione del sistema sanitario: servizi neu­rologici spesso relegati agli ospedali, con poca integrazione nel territorio e nella medicina di base.

  • Le diseguaglianze globali: paesi poveri con risorse ridotte, pochi specialisti, infrastrutture limitate.

  • Il basso livello di priorità politica: la neurologia spesso non è oggetto di piani nazionali specifici o di finanziamenti dedicati.

  • La necessità di cambiamenti culturali: lo stigma verso malattie neurologiche persiste, così come la mancata considerazione della salute del cervello come parte integrante della salute generale.

Superare questi ostacoli richiede, secondo l’OMS, un cambio di paradigma: muovere dal trattamento frammentato alla cura coordinata, dal contesto urbano e specialistico a una rete distribuita che includa la comunità e l’assistenza primaria.

Sebbene il rapporto abbia una rilevanza globale, le sue indicazioni sono utili anche per il contesto italiano ed europeo. In – così come in molti paesi occidentali – le malattie neurologiche rappresentano già una significativa fetta del carico assistenziale: demenze, ictus, epilessia, emicranie sono situazioni che richiedono organizzazione, risorse e modelli di assistenza adeguati.

Il messaggio che l’OMS trasmette invita i governi europei a valutare se le politiche sanitarie dedicate, la copertura delle malattie neurologiche, le reti di riabilitazione e l’accesso a specialisti siano allineati con le nuove evidenze. Anche per i sistemi sanitari avanzati, la sfida è anticipare e non solo reagire.

Patricia Iori