Iran, Amnesty accusa: “Uccisioni di massa senza precedenti”

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Amnesty International, l’organizzazione non governativa internazionale impegnata nella difesa dei diritti umani, ha condannato le “uccisioni illegali di massa senza precedenti” commesse dalle forze di sicurezza iraniane durante le proteste, chiedendo un intervento immediato delle Nazioni Unite.

Iran: massacro senza precedenti

Le informazioni raccolte da Amnesty International, basate su video verificati, testimoni oculari e testimonianze dei giornalisti descrivono uno scenario estremamente brutale: manifestanti inermi colpiti da forze di sicurezza posizionate in strada, sui tetti di abitazioni private, moschee e stazioni di polizia, feriti al torace o alla testa con fucili e pistole armate di pallini di metallo.

Gli ospedali sono straripanti di persone ferite, mentre le famiglie cercano disperatamente i propri cari tra i sacchi per cadaveri che riempiono gli obitori o tra corpi impilati uno sopra l’altro sui rimorchi dei camion, nei congelatori o nei magazzini.

Internet oscurato per nascondere le prove

Dall’8 gennaio, spiega Amnesty, c’è stata un’escalation coordinata su scala nazionale dell’uso illegale della forza contro i manifestanti pacifici ed anche di persone che stavano semplicemente assistendo alle proteste. Infatti, in almeno due dei video raccolti dall’organizzazione mostrano le forze di sicurezza che aggrediscono e sparano contro persone che non rappresentavano alcuna minaccia. 

Sempre da quel giorno, la repressione è accompagnata dalla chiusura totale di internet imposta dalle autorità allo scopo di nascondere i propri crimini e che mira a impedire la circolazione di immagini ed informazioni. Questo rende estremamente difficile il lavoro di giornalisti e delle organizzazioni per i poiché impossibilitati a svolgere le adeguate ricerche ed aumenta il rischio che prove fondamentali delle violazioni vengano distrutte o perse.

Questa spirale di bagni di sangue e di impunità deve finire”. Dichiara la segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard. “La dimensione e la gravità dell’attuale repressione e delle uccisioni sono senza precedenti persino se comparata alle gravi violazioni dei diritti umani e ai crimini di diritto internazionale commessi dalle autorità iraniane nelle varie precedenti proteste”.

Amnesty International ha chiesto più volte al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, la più alta autorità iraniana in materia di sicurezza interna, di ordinare alle forze di sicurezza di cessare immediatamente l’uso illegittimo delle armi da fuoco e di ripristinare immediatamente il completo acceso ad internet.

“Mentre ampi settori della società iraniana riempivano le strade sfidando i proiettili, la Guida suprema iraniana e le forze di sicurezza hanno lanciato la loro peggiore campagna repressiva. Hanno intenzionalmente ucciso in massa persone che stavano chiedendo cambiamenti fondamentali e la transizione dal sistema della Repubblica islamica a una forma di governo che rispettasse i diritti umani e la dignità. La comunità internazionale deve assumere urgenti iniziative diplomatiche per proteggere i manifestanti da ulteriori massacri e porre fine all’impunità che sta guidando la politica di stato dei massacri”, ha aggiunto Callamard.

È necessaria un’azione diplomatica

L’organizzazione per i diritti umani ha sollecitato gli Stati membri delle Nazioni Unite a riconoscere l’impunità sistematica per i crimini commessi dalle forze di sicurezza iraniane nelle attuali e nelle precedenti proteste. Dal 28 dicembre, la crescente repressione di proteste pacifiche ha causato un massacro di vite umane senza precedenti: circa 2.000 morti, come ammesso anche dalle autorità iraniane.

Gli stati membri delle Nazioni Unite, sottolinea Amnesty, devono agire subito e in modo coordinato per evitare ulteriori spargimenti di sangue, convocando riunioni e sessioni straordinarie del Consiglio dei diritti umani e del Consiglio di sicurezza. Inoltre, è necessario istituire meccanismi di giustizia internazionale in di avviare rapidamente indagini e processi contro i responsabili di crimini di diritto internazionale e gravi violazioni dei diritti umani.

Tutta la comunità internazionale deve impegnarsi concretamente per garantire la giustizia internazionale e porre fine ad un sistema di impunità che persiste da decenni e che ha permesso alle autorità iraniane di reprimere il dissenso attraverso crimini di diritto internazionale, continuando a sottrarsi alle proprie responsabilità per crimini contro l’umanità nonostante tali violazioni siano state accertate dalla Commissione d’inchiesta delle Nazioni Unite sull’Iran.

Secondo Amnesty International, è necessario adottare un approccio giudiziario che includa l’apertura di un’indagine da parte della Corte penale internazionale, a seguito di un deferimento del Consiglio di sicurezza, ma anche la creazione di ulteriori meccanismi di giustizia internazionale e l’attivazione di procedimenti penali a livello nazionale attraverso l’applicazione del principio di giurisdizione universale. Solo così si possono prevenire nuovi massacri e inviare un segnale chiaro che l’era dell’impunità sta per finire.

“Fate sapere che in Iran vengono commessi crimini indicibili. Fate sapere al che se non farà nulla, le autorità trasformeranno il Paese in un cimitero” ha riferito un giornalista di Teheran ad Amnesty.

Brigida Cozzolino