Il vertice annuale del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite tenutosi il 23 febbraio 2026 presso gli uffici dell’ONU a Ginevra è stato teatro di un messaggio severo da parte del segretario generale António Guterres. Davanti a rappresentanti istituzionali, diplomatici e osservatori internazionali, Guterres ha tracciato un quadro della situazione mondiale, ricordando come la legge del più forte minacci i diritti umani, lanciando così un monito netto contro la loro progressiva erosione.
Lo stato di diritto sotto pressione: la denuncia di Guterres
Nell’aprire la 61ª sessione del Consiglio, Guterres ha delineato una crisi profonda che investe i cardini del sistema internazionale. Secondo il segretario generale, ciò che sta avvenendo non è un fenomeno sotterraneo, ma una tendenza visibile e documentabile: la “legge del più forte” sta progressivamente soppiantando lo stato di diritto.
Guterres ha ricordato come questa deriva non sia frutto di eventi casuali, ma spesso rifletta strategie deliberate da parte di soggetti detentori di potere politico, economico o militare. In diversi contesti, ha affermato, la dignità umana viene sacrificata “alla luce del sole”, senza tentativi di mascherare le violazioni delle norme internazionali.
Diritti umani sotto attacco
Nel suo intervento, il capo dell’ONU ha descritto i diritti umani come “sotto un attacco su vasta scala in tutto il mondo”, insidiati non soltanto da conflitti armati, ma anche da dinamiche politiche e strutturali che ne riducono progressivamente l’efficacia e l’esercizio.
La retorica del “più forte”, secondo Guterres, si manifesta in molteplici ambiti:
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conflitti prolungati che generano sofferenze civili di massa;
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l’uso di tecnologie avanzate, tra cui l’intelligenza artificiale, per accrescere controllo e discriminazione;
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la manipolazione dei sistemi politici e informativi;
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la marginalizzazione di gruppi vulnerabili.
L’intelligenza artificiale è stata fatta rientrare dal segretario generale nel novero dei fattori che, se non regolati, rischiano di amplificare le disuguaglianze e di esacerbare la repressione, ponendo nuove sfide alla tutela dei diritti umani.
Una delle affermazioni più incisive espresse da Guterres è stata proprio sull’evidenza di questa regressione: secondo il segretario generale, le violazioni non si consumano nell’ombra, ma alla luce del sole, spesso guidate da chi detiene maggiore potere.
Il linguaggio utilizzato – tra cui termini come “attacco su vasta scala” e “sopraffazione dello stato di diritto” – mostra la gravità della situazione percepita dalla leadership delle Nazioni Unite.
Tecnologie digitali emergenti
Un elemento di rilievo dell’analisi riguarda il ruolo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale. Guterres ha ribadito come questi strumenti, se non governati da principi etici e giuridici rigorosi, possano non solo facilitare forme di controllo autoritario, ma anche contribuire a discriminazioni sistematiche contro le fasce più vulnerabili della popolazione.
Nel suo discorso, il segretario generale ha collegato lo sviluppo tecnologico alle dinamiche di potere globali, invitando a una riflessione sulla regolamentazione e l’uso responsabile dell’intelligenza artificiale per preservare i diritti fondamentali.
Sebbene il focus del discorso fosse di carattere generale, Guterres ha anche richiamato l’attenzione su casi concreti di crisi che stanno mettendo a dura prova il sistema dei diritti umani. Senza entrare nel dettaglio di tutte le situazioni specifiche, ha menzionato alcuni focolai di violenza che continuano a provocare gravi violazioni:
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conflitto prolungato in territori contesi, con vittime civili;
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drammatiche condizioni umanitarie in zone di guerra;
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difficoltà nel trovare soluzioni diplomatiche durature.
Un appello all’azione
Oltre alla denuncia, il discorso di Guterres è stato anche un appello all’azione. Ha rimarcato che “quando i diritti umani cedono, crollano anche le fondamenta della pace, della stabilità e dello sviluppo globale”.
Il vertice di Ginevra è stato anche l’occasione per rimarcare altri elementi critici, tra cui la carenza di risorse finanziarie e il crescente indebolimento di alcuni meccanismi internazionali. La riduzione dei finanziamenti, la difficoltà di condurre indagini imparziali e il ritiro di alcuni Stati da organi chiave sono stati denunciati come fattori che indeboliscono ulteriormente la protezione dei diritti umani.
Regressione delle libertà fondamentali
L’intervento di António Guterres al Consiglio dei Diritti Umani ha voluto rompere ogni ambiguità: il segretario generale ha descritto una tendenza globale di regressione delle libertà fondamentali, ricordando come attori potenti stiano ripensando le regole internazionali secondo logiche di supremazia e dominio.