
Domani mattina, al porto di salerno, arriveranno sei migranti di origine somala a bordo della nave ONG Open Arms, dopo essere stati soccorsi nella notte tra l’altro ieri e ieri. A bordo di un piccolo gommone sono state rinvenute sei persone, tutte di sesso maschile: quattro adulti e due minorenni di oltre 16 anni.
La nave ha richiesto alle autorità competenti di assegnare un porto sicuro. Le autorità italiane hanno designato Salerno come punto di sbarco: l’arrivo è previsto intorno alle 9:30 al Molo 3 Gennaio. La nave non attraccherà al Molo Manfredi, attualmente occupato da una nave da crociera. L’accesso alle aree portuali per le operazioni sarà garantito tramite il varco Guaimaro.
L’assegnazione del porto di Salerno rientra nella strategia dei cosiddetti “porti lontani”, prevista dalle normative governative per gli sbarchi delle navi delle organizzazioni non governative. Questa scelta è stata contestata da Open Arms, che la considera penalizzante poiché obbliga le navi a percorrere lunghe distanze, riducendo la loro presenza nelle aree del Mediterraneo centrale dove avvengono i soccorsi.
Nonostante il numero limitato di persone a bordo e l’esperienza consolidata del porto di Salerno nell’accoglienza umanitaria, questa mattina si è tenuta una riunione operativa in Prefettura per definire le modalità del 42esimo sbarco, il punto di approdo e il coordinamento delle attività di assistenza.
Al tavolo hanno partecipato tutte le autorità coinvolte: forze dell’ordine, Protezione Civile, Croce Rossa, Caritas e rappresentanti istituzionali. Presenti anche nuove figure, come il nuovo comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Salerno, ingegner Clara Modesto, insieme ai rappresentanti del Comune.
Attualmente non ci sono criticità sanitarie per le persone soccorse. Le operazioni saranno coordinate dalla Prefettura di Salerno secondo le procedure previste per l’identificazione, gli accertamenti sanitari e la successiva gestione dell’accoglienza.
L’ultimo sbarco di migranti con una nave ONG nel porto di Salerno risale al 14 agosto dello scorso anno, quando giunse la Sea-Watch 5. La riunione in Prefettura ha anche servito a pianificare le procedure operative in base alle nuove disposizioni sulla gestione dei flussi migratori, introdotte con il Nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, che prevede percorsi più rapidi per identificazione, screening sanitario e gestione delle fasi successive di accoglienza o trasferimento.