Lanocita: “Controlli Anche Sulle Spiagge Vicine” –

Batteri coliformi, Escherichia coli ed enterococchi sono stati trovati sulla spiaggia di Universo Beach. Ma chi può garantire che lo stesso pericolo non sia presente anche lungo il resto della costa? Questo è il quesito sollevato dal consigliere comunale di minoranza Franco Massimo Lanocita, che richiede di ampliare le analisi anche alle spiagge vicine per tutelare la sicurezza dei bagnanti.

L’intervento arriva subito dopo l’ordinanza firmata dal sindaco Vincenzo De Luca, che ha imposto il divieto di accesso alla spiaggia a seguito delle segnalazioni dell’Asl e della richiesta alla ditta appaltatrice, il Consorzio Infratech, di chiudere gli accessi all’arenile e di garantire un’adeguata sorveglianza.

Secondo il consigliere, nonostante questa opzione, nell’ambito di un intervento da circa 13 milioni di euro è stato scelto un materiale che si è rivelato non essere nemmeno sabbia e che già allora presentava problematiche dal punto di vista normativo.

Lanocita critica anche il fatto che gli obblighi di controllo previsti dall’ordinanza siano stati delegati all’impresa esecutrice. È chiaro, ha affermato, che le ordinanze devono essere fatte rispettare dagli organi competenti, in primis dalla polizia municipale, nonostante le note difficoltà legate alla carenza di personale.

Da qui la richiesta rivolta all’amministrazione comunale: chiediamo al sindaco di disporre analisi anche sui lidi adiacenti. Non vorremmo che la presenza di microbi e batteri non riguardasse solo il materiale utilizzato per il ripascimento, ma coinvolgesse anche altre aree della costa, con possibili ripercussioni sulla salute pubblica.

Sulla questione sono intervenuti anche i rappresentanti di Forza italia Pino Bicchielli, deputato che aveva già presentato due interrogazioni parlamentari sul tema, e il consigliere comunale Gabriele Casaburi.

La chiusura della spiaggia di Torrione con un’ordinanza è un atto di responsabilità, sebbene tardivo. Si potrebbe dire che, finalmente, il sindaco ha riconosciuto il proprio ruolo di massima autorità sanitaria locale e garante della salute pubblica, affermano in una nota congiunta. I dati dell’Arpac non lasciano spazio a dubbi, la spiaggia presenta una contaminazione che costituisce un rischio per la salute pubblica, come denunciamo da mesi. Il nostro allerta è rimasto inascoltato per settimane, ma ora c’è finalmente una presa d’atto della situazione.

Bicchielli e Casaburi concludono auspicando che l’ordinanza non rimanga lettera morta, ma sia accompagnata da controlli rigorosi e da tutte le misure necessarie per garantire la protezione della salute pubblica.

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