
Sarà Antonio Visconti, presidente del Consorzio Asi di salerno, a rappresentare il comune capoluogo in vista della riunione programmata per il 18 maggio presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, riguardante la crisi aziendale delle Fonderie Pisano: la decisione è emersa al termine dell’incontro che stamani il Commissario Straordinario Vincenzo Panico ha avuto, a Palazzo di Città, con lo stesso Antonio Visconti, il quale avrà il compito di seguire gli sviluppi della vertenza per valutare tutte le possibili tutele per la salvaguardia dei livelli occupazionali. Al momento non ci sono indiscrezioni, ma è evidente che a quel tavolo Antonio Visconti si presenterà con una o più proposte per la delocalizzazione che, a questo punto, è lecito supporre siano nell’area di sua competenza. La cautela è ai massimi livelli. D’altronde, l’esperienza di questi anni ha dimostrato che ad ogni potenziale area si reagisce con muri e barricate prima ancora che la proprietà dello stabilimento di Fratte, chiuso dopo il mancato rilascio dell’Aia, possa esporre il suo progetto. Un’ipotesi che nel frattempo è già stata discussa a livello nazionale in un incontro con Invitalia dello scorso 6 maggio. In quel confronto, le fonderie Pisano hanno ottenuto l’impegno di Invitalia a supportare il nuovo progetto: un investimento di trenta milioni di euro che garantirebbe all’azienda di mantenere il 2% di tutto il settore italiano e di preservare il bagaglio di competenze sui formatori unico in europa. Il progetto, che consente la produzione a emissioni zero, prevede anche la generazione di energia elettrica tramite impianti fotovoltaici e potrebbe essere finanziato dalla misura relativa al contratto di sviluppo green. Sembra invece meno probabile che si torni sull’ipotesi Luogosano, lo stabilimento ex Arcelor Mittal. Infatti, sarebbe necessaria una forzatura del ministero, che ha competenze sovraregionali, per poter trasferire in provincia di Avellino la produzione delle Fonderie Pisano, dopo che anche qui la possibile delocalizzazione ha suscitato proteste e preoccupazioni tra la popolazione, oltre alla vicina presenza di Zuegg.