
La salvaguardia della sicurezza alimentare rimane una priorità fondamentale per la protezione dei consumatori e per assicurare condizioni di concorrenza leale tra gli attori del settore. In questo contesto, dopo l’accordo raggiunto nell’ultimo trimestre del 2025, continuano incessantemente i controlli da parte della Guardia Costiera-Capitaneria di Porto di salerno lungo l’intera filiera della pesca e della commercializzazione dei prodotti ittici. Dall’inizio dell’anno, sono state effettuate circa 100 ispezioni, di cui 18 in mare e circa 650 controlli complessivi. L’attività ispettiva ha portato all’emissione di 43 sanzioni amministrative, per un totale di circa 71.228 €, oltre al sequestro di 1.350 kg di prodotto ittico risultato privo di etichettatura, documentazione attestante la provenienza e corretta registrazione nei sistemi HACCP delle attività e delle imprese controllate. Particolarmente rilevante è stata anche l’azione condotta in mare: sono stati sequestrati 34 attrezzi da pesca, alcuni dei quali utilizzati per la pesca a strascico, risultati non conformi ai requisiti normativi, in particolare per quanto riguarda la mancata segnalazione e la larghezza delle maglie delle reti, in violazione delle severe disposizioni previste dalla normativa comunitaria a tutela delle risorse marine. L’attenzione del personale della Guardia Costiera, sotto il coordinamento del servizio operativo della Capitaneria di Porto di Salerno, si è ulteriormente intensificata nel periodo dal 13 al 22 marzo, durante il quale sono state effettuate 80 ispezioni e 350 controlli, che hanno portato all’emissione di 30 sanzioni per un importo totale di 55.000 € e al sequestro di oltre 1.000 kg di pescato. Un’importanza particolare è stata data alla verifica della corretta tracciabilità dei prodotti ittici, un elemento cruciale per garantire la trasparenza della filiera, la protezione della salute pubblica e la salvaguardia del consumatore finale. Durante le recenti operazioni, è stata anche riscontrata e contrastata una pratica particolarmente pericolosa per la salute pubblica, consistente nel prelievo di grandi quantità di acqua di mare all’interno delle aree portuali, successivamente utilizzata per lo spurgo dei molluschi bivalvi. Tale consuetudine, oltre a risultare gravemente irregolare, espone i consumatori a potenziali rischi sanitari, poiché le acque portuali possono presentare livelli di contaminazione incompatibili con i requisiti igienico-sanitari previsti. Sempre in relazione ai potenziali rischi per il consumatore finale, anche a causa delle recenti notizie riguardanti l’aumento dei casi di Epatite A in tutta l’area campana, solo nella giornata di sabato 21 marzo sono stati sequestrati oltre 100 kg di mitili e frutti di mare di vario genere non correttamente etichettati ed esposti per la vendita, anche immersi in acqua, e pertanto non conformi alle indicazioni in materia stabilite dalle norme e dalle autorità sanitarie competenti. Sotto il coordinamento del IV centro di controllo area pesca della Direzione Marittima di napoli, l’attività di controllo della Guardia Costiera di Salerno continuerà in modo costante anche nelle prossime settimane, attraverso controlli mirati su tutto il territorio di competenza, in mare, lungo il litorale e nelle aree interne della provincia di Salerno.