
In attesa di una decisione che potrebbe nuovamente influenzare il futuro dei lavoratori, il destino delle Fonderie Pisano e della Valle dell’Irno si avvicina al momento cruciale: dopo la revoca dell’Autorizzazione integrata ambientale e la sostanziale chiusura delle Fonderie Pisano di salerno, domani, mercoledì 15 aprile, il Tar campania è chiamato a esprimersi sul ricorso presentato dall’azienda di Fratte. Un momento decisivo, che potrebbe riaprire le porte dello stabilimento di Via De’ Greci o confermare la sua chiusura.
Ben 301 cittadini si sono costituiti “ad opponendum” nel procedimento cautelare davanti al tribunale amministrativo, un numero che supera di gran lunga quello di coloro che avevano già avviato il ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Una mobilitazione significativa, che dimostra quanto il caso continui a influenzare profondamente il territorio della Valle dell’Irno.
In supporto ai residenti, si è unita anche Legambiente Campania, che è intervenuta formalmente per opporsi alla richiesta di sospensiva presentata dalla società. L’associazione ambientalista sottolinea l’importanza di tutelare il diritto alla salute e a un ambiente salubre, richiamando anche la recente sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che ha condannato l’azienda per violazione del diritto alla vita. Un verdetto che, secondo Legambiente, conferma le preoccupazioni sollevate da anni da cittadini e comitati.
Nel frattempo, circa cento residenti delle zone più vicine alla fonderia di via dei Greci hanno espresso il loro appello ai giudici amministrativi attraverso una lettera aperta: “il diritto alla salute, alla vita e a respirare aria pulita” è la richiesta avanzata con fermezza, in vista della decisione imminente.
Legambiente, da parte sua, evidenzia come la siderurgia possa continuare a rappresentare una risorsa per il territorio, ma solo se si investe in tecnologie avanzate e processi produttivi compatibili con la salvaguardia ambientale e sanitaria, nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Sul fronte istituzionale, dopo il recente incontro in Regione Campania, si apre una possibilità per il futuro: l’ente ha manifestato la disponibilità a supportare eventuali nuovi progetti industriali moderni e sostenibili, anche attraverso strumenti finanziari e percorsi di riqualificazione per i lavoratori. Un tema che tornerà al centro del dibattito il prossimo 20 aprile, quando è previsto un tavolo al MIMIT.