Alleanza Tra Asl Salerno, Matera E Brindisi: Nasce Un Modello Replicabile

Tre direttori generali uniti per ascoltare le esigenze della sanità territoriale, dove il diritto alla salute è frequentemente messo a dura prova. Questo modello, sancito dal protocollo interregionale tra campania, basilicata e Puglia, firmato questa mattina dalle tre aziende sanitarie di salerno, matera e brindisi, mira a potenziare la medicina di prossimità e a creare una rete più efficiente e vicina ai cittadini.

Nel dettaglio, il protocollo di collaborazione, cooperazione e consultazione, finalizzato al rafforzamento della Sanità Pubblica del Mezzogiorno, è stato sottoscritto questa mattina da Gennaro Sosto, direttore generale ASL Salerno, Maurizio De Nuccio, direttore generale ASL Brindisi, e Maurizio Friolo, direttore generale ASM Matera,  presso il circolo Canottieri Irno e prevede una cooperazione strutturata tra le tre ASL attraverso la condivisione di buone pratiche organizzative, l’integrazione dei servizi territoriali e la definizione di percorsi assistenziali comuni.

Tra i punti salienti, la creazione di modelli operativi replicabili per la gestione dei pazienti cronici e vulnerabili, con particolare attenzione all’assistenza domiciliare e alla continuità delle cure. È prevista anche l’attivazione di tavoli tecnici permanenti tra le direzioni generali e i rispettivi dipartimenti, con l’obiettivo di monitorare i risultati, identificare criticità e aggiornare costantemente le strategie di intervento.

Ampio spazio è dedicato all’innovazione: il protocollo si concentra infatti sull’impiego della telemedicina, sulla digitalizzazione dei percorsi sanitari e sulla condivisione dei dati clinici, nel rispetto della privacy, per migliorare la gestione dei pazienti e ridurre accessi inappropriati agli ospedali.

La sfida è chiara: potenziare la sanità di comunità e limitare le ospedalizzazioni, intercettando i bisogni prima che diventino emergenze. Un cambiamento di paradigma che si focalizza sulla presenza costante sul territorio, sulla presa in carico dei pazienti e sull’integrazione dei servizi.

Fondamentale è anche il coinvolgimento degli enti locali e del terzo settore, chiamati a collaborare nella creazione di una rete sociosanitaria più capillare, in grado di rispondere alle necessità delle comunità locali, soprattutto nelle aree interne e più vulnerabili. Un percorso fortemente voluto e condiviso da Giacomo Rosa, presidente SVIMAR (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne), Antonio De Pandis, presidente Federazione delle Associazioni Civiche del Sud, e Vincenzo Loviso, segretario Cittadinanzattiva Campania, che guarda al futuro e che potrebbe diventare un modello anche per altre regioni italiane, rafforzando un sistema di sanità pubblica più giusto, accessibile e sostenibile.

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