La Grande Muraglia Verde della Cina contro l’aridità

La Grande Muraglia Verde della cina contro l’aridità
La Grande Muraglia Cinese è da secoli il simbolo della capacità di un impero di difendersi e plasmare il proprio territorio. Ma nel Nord del Paese esiste un’altra muraglia, meno visibile e molto più silenziosa, che non respinge eserciti bensì avanza contro il deserto. Si tratta di uno dei più ambiziosi progetti ambientali
Nota come programma “Three-North Shelterbelt Forest“, la Grande Muraglia Verde ha trasformato vaste aree desertiche in paesaggi verdi nella parte nord-occidentale, settentrionale e nord-orientale del Paese.
Il progetto è esteso su 13 province e destinato a concludersi entro il 2050, ha già ottenuto notevoli successi in termini di miglioramento della stabilità ecologica e di sostegno alle comunità locali.
Tra i progetti più importanti si segnala l’inverdimento del deserto di Kubuqi nella regione autonoma della Mongolia Interna, nella Cina settentrionale, e l’estesa riforestazione nell’area di Babusha, nella provincia di Gansu, nella Cina nordoccidentale, e nel comune di Kekeya, nella regione autonoma uigura dello Xinjiang.
Cos’è la Grande Muraglia Verde?
La Grande Muraglia Verde Cinese è stata inaugurata nel 1978 come soluzione al problema della desertificazione, in particolare nei deserti del Gobi e del Taklimakan. Per affrontare questo problema, la Cina ha iniziato a piantare alberi in tutta la Cina settentrionale per creare una barriera verde.
Il piano prevede la piantumazione di 88 milioni di acri di alberi, che si estendono per oltre 3.000 miglia. Entro il 2050, il programma coprirà 4.500 chilometri. L’obiettivo è stabilizzare le dune di sabbia in movimento, prevenire le tempeste di polvere e ripristinare la salute del suolo. Pur non essendo un “muro” nel senso tradizionale del termine, il programma utilizza vaste fasce di alberi per bloccare la sabbia e migliorare le condizioni agricole.
Nei primi decenni, l’approccio è stato soprattutto quantitativo: piantare il maggior numero possibile di alberi nel minor tempo. Milioni di piantine sono state messe a dimora grazie a campagne statali che hanno coinvolto esercito, studenti, contadini e volontari. Intere comunità sono state mobilitate per “fermare il deserto”, spesso con risorse limitate e in condizioni climatiche estreme.
Desertificazione: una crisi crescente
La desertificazione è un processo che trasforma i terreni fertili in deserti. Si verifica a causa di siccità, deforestazione e cattiva gestione del territorio. In Cina, colpisce il 27,4% del territorio, con un impatto su oltre 400 milioni di persone. I deserti del Gobi e del Taklimakan si stanno espandendo a un ritmo allarmante. Questa espansione minaccia i terreni agricoli, sconvolge le comunità locali e aumenta le tempeste di polvere.
Queste tempeste non colpiscono solo le aree rurali, ma hanno raggiunto anche grandi città come Pechino, contribuendo a livelli pericolosi di inquinamento atmosferico. Il Paese ha riconosciuto questa sfida fin da subito, spingendo alla creazione del progetto.
Sfide e critiche
Nonostante i suoi successi non sono mancate le critiche Verde. Una di queste riguarda l’uso dell’acqua. Gli alberi consumano grandi quantità d’acqua e, nelle regioni aride, questo mette a dura prova le limitate risorse idriche. In alcune aree, le falde acquifere sotterranee vengono prosciugate a ritmi insostenibili, con conseguenti cali del livello delle falde acquifere fino a 19 metri.
Un ulteriore preoccupazione riguarda il tasso di sopravvivenza degli alberi. Molti alberi piantati in condizioni aride faticano a sopravvivere, soprattutto nelle regioni con terreni sciolti e sabbiosi. L’introduzione di specie non autoctone, come pioppi e salici, ha sollevato timori ecologici. Queste specie potrebbero non essere adatte agli ecosistemi locali, con il rischio di compromettere la flora e la fauna autoctone.
Infine, alcuni sostengono che la Grande Muraglia Verde sia una soluzione temporanea. I critici ritengono che affrontare le cause profonde della desertificazione, come la sovrappopolazione e l’agricoltura non sostenibile, sia fondamentale per il successo a lungo termine.
Nonostante le problematiche, il progetto ha ispirato iniziative simili in tutto il mondo, come la Grande Muraglia Verde africana. Questi progetti si basano sull’esperienza cinese nella creazione di cinture verdi per combattere la desertificazione e sottolineano l’importanza del coinvolgimento delle comunità locali, della ricerca scientifica e della scelta di specie vegetali appropriate.
Il programma Three-North Shelterbelt Forest evidenzia come la riforestazione su larga scala può ridurre la desertificazione e sostenere le economie locali. Sebbene siano necessari ulteriori sforzi, mostra il potere dell’innovazione ambientale. Offre lezioni preziose per altre nazioni che si trovano ad affrontare la desertificazione e il cambiamento climatico.
Un monumento vivente alla sostenibilità
La Grande Muraglia Verde cinese rappresenta uno straordinario sforzo per combattere la desertificazione e il cambiamento climatico. Sebbene le sfide permangano, i successi del programma dimostrano che la riforestazione può creare un cambiamento reale e duraturo.
Se la Cina continuerà a superare questi ostacoli, il progetto potrebbe diventare un modello per gli sforzi globali di ripristino ambientale. Il piano non si limita a piantare alberi. Si tratta di creare ecosistemi sostenibili in grado di adattarsi alle future sfide ambientali.
La Grande Muraglia Verde dimostra che, se guidati dall’innovazione e dalla collaborazione, si possono invertire gli effetti della desertificazione e proteggere il nostro pianeta per le generazioni future.