Spagna, costo dell’energia a 14 euro per MWh (rispetto ai nostri 100): come le fonti rinnovabili riducono effettivamente i prezzi (anche in assenza di incentivi)

Mentre l’europa riflette su come affrontare l’instabilità dei mercati energetici provocata dalle crisi geopolitiche in medio oriente, la spagna si propone come esempio globale di transizione energetica. Il Presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha recentemente sottolineato i risultati di una strategia lungimirante che non solo affronta il cambiamento climatico, ma tutela anche direttamente le finanze dei cittadini.

I dati del successo: 14€ contro 100€

La dimostrazione dell’efficacia del modello spagnolo si trova nei numeri eccezionali registrati di recente nel mercato all’ingrosso. Sabato scorso, la Spagna ha segnato un prezzo dell’elettricità di soli 14 euro per megawattora (MWh). Per fare un confronto, nello stesso giorno italia, francia e germania hanno superato i 100 euro per MWh.

È evidente che si tratta di un prezzo registrato in un momento di picco delle fonti rinnovabili, ma secondo Sánchez questo divario non è casuale: è il risultato di una “scommessa costante” durata oltre otto anni, che ha portato il Paese a essere all’avanguardia nello sviluppo delle energie pulite.

Il funzionamento del “Merit Order” (e il suo impatto sulle rinnovabili)

Il motivo per cui le fonti rinnovabili riescono a ridurre così drasticamente i prezzi risiede nel meccanismo del merit order (ordine di merito). Nel mercato elettrico, le varie fonti di energia vengono accettate in ordine di costo crescente (dalle più economiche alle più costose) fino a soddisfare l’intera domanda del momento.

Le rinnovabili (eolico e fotovoltaico) hanno costi variabili molto contenuti e quindi vengono sempre inserite per prime nella “curva di offerta”. Maggiore è la presenza di rinnovabili nel sistema, più le centrali a gas o a carbone, che sono significativamente più costose, vengono escluse dal mercato. Il prezzo finale dell’elettricità per tutti gli operatori è determinato dall’ultima fonte necessaria a soddisfare la domanda (il prezzo marginale): se le rinnovabili coprono quasi tutto il fabbisogno, il prezzo scende drasticamente, come dimostrato dai 14 euro spagnoli.

Incentivi e misure strutturali

Il successo della Spagna si basa anche su un uso significativo di incentivi pubblici, soprattutto nelle fasi iniziali della transizione. Tuttavia, è fondamentale chiarire un punto spesso frainteso: gli incentivi non sono la causa diretta dei prezzi record attuali. Il loro ruolo è stato piuttosto quello di accelerare l’adozione delle rinnovabili negli anni passati, creando un sistema energetico in cui una quota molto ampia della produzione ha costi marginali prossimi allo zero.

Negli ultimi anni, la Spagna ha progressivamente modificato il proprio modello da sussidi diretti a meccanismi più orientati al mercato, come aste competitive e contratti a lungo termine. Questo implica che molti impianti producono oggi energia a costi effettivamente contenuti, indipendentemente dagli incentivi iniziali.

I prezzi eccezionalmente bassi, come i 14 €/MWh registrati, sono quindi il risultato del funzionamento del mercato elettrico — in particolare del meccanismo del merit order — in un sistema in cui le rinnovabili soddisfano gran parte della domanda. Gli incentivi hanno avuto un ruolo cruciale nel costruire questo scenario, ma non influenzano direttamente la formazione del prezzo orario dell’elettricità.

Una scelta politica, non solo climatica

Sánchez ha avvertito che alcune famiglie politiche e governi stanno sfruttando l’attuale inflazione per cercare di indebolire le politiche climatiche. La posizione della Spagna a Bruxelles è però chiara: le politiche verdi non devono essere indebolite, ma potenziate. Non si tratta solo di affrontare la sfida del cambiamento climatico, ma di una strategia di difesa economica per garantire prezzi stabili e contenuti nel lungo periodo.

In un momento in cui l’Europa cerca la propria sovranità energetica, la Spagna dimostra che la transizione ecologica è la via più rapida per garantire stabilità finanziaria ai consumatori.

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