Medici senza Frontiere inaugura un ospedale pediatrico in Mali, alimentato da energia solare.

Attualmente, il Mali si presenta come uno dei contesti più intricati a livello mondiale, in cui la povertà endemica si intreccia con l’instabilità politica e le conseguenze devastanti della crisi climatica. Nelle aree settentrionali, l’isolamento geografico e la persistente mancanza di infrastrutture rendono l’accesso ai servizi sanitari una sfida quotidiana. In questo contesto, l’azione umanitaria sta subendo un’evoluzione: non si limita più a rispondere alle emergenze, ma si concentra su investimenti in soluzioni sostenibili per garantire l’autonomia delle strutture sanitarie nel lungo termine.

L’ospedale di Niafounké

Da diversi anni, Medici Senza Frontiere è attiva nella regione di Timbuktu, gestendo dal 2019 un progetto pediatrico presso l’ospedale di Niafounké. Fino a poco tempo fa, la struttura era quasi completamente dipendente da una centrale a diesel, caratterizzata da costi elevati e frequenti blackout che compromettevano la continuità delle cure.
Per affrontare queste problematiche, l’ospedale è stato dotato di un nuovo impianto fotovoltaico che attualmente soddisfa circa il 60% del fabbisogno energetico della struttura, riducendo notevolmente la dipendenza dai combustibili fossili.

Un sistema ibrido per cure ininterrotte

Il nuovo impianto non rappresenta solo una scelta ecologica, ma assicura anche un’efficienza operativa. Con una capacità di 90 kWp e un sistema di accumulo con batterie al litio da 210 kWh, il sistema è supportato da un generatore da 80 kVA. Questa configurazione ibrida consente di alternare l’ solare, la rete elettrica cittadina e il generatore, garantendo un approvvigionamento elettrico costante sia di giorno che di notte. Secondo Souleymane Ouattara, coordinatore del progetto,

Questa transizione energetica assicura la continuità delle cure essenziali, come il funzionamento dei concentratori di ossigeno in neonatologia e pediatria, le emergenze chirurgiche e ostetriche, oltre all’alimentazione elettrica del laboratorio, delle apparecchiature per ecografie e della catena del freddo fondamentale per le trasfusioni di sangue.

Una speranza per le comunità

Il beneficio della stabilità energetica si riflette nelle storie dei pazienti, come quella di Fadi, una donna sfollata a causa del conflitto che ha trovato rifugio a Niafounké.

La donna ha abbandonato il villaggio di Léré a causa delle minacce di gruppi armati, insieme ai suoi figli e a sua sorella. Oggi, presso l’ospedale, accompagna il figlio, Ousmane, nel reparto pediatrico.

Per persone come lei, sapere di poter contare su un ospedale affidabile per la dei propri figli è fondamentale.
In contesti così vulnerabili, l’ smette di essere solo una soluzione tecnica per trasformarsi in un autentico investimento nell’autonomia e nella speranza per le comunità locali.

La “Green Initiative” di MSF

Questo intervento a Niafounké non è un episodio isolato, ma fa parte della Green Initiative di MSF. Si tratta di una strategia globale mirata a ridurre l’impatto ambientale delle operazioni umanitarie, migliorandone al contempo l’efficacia in contesti remoti dove il trasporto del diesel risulta difficile, costoso e inquinante. Progetti analoghi sono già stati realizzati con successo anche in altri paesi, come la Somalia.