Desideri anche tu partecipare alla transizione energetica o semplicemente abbattere notevolmente le tue spese, soprattutto in vista della direttiva europea Case Green, ma abiti in un condominio e non sai da dove iniziare? Potresti iniziare leggendo il “Vademecum energetico condominiale. Opportunità per amministratori e comunità consapevoli ” (Pacini Editore, 2026), redatto da Pasquale Luca Giardiello, Giuseppe milano e Sergio Roncucci, con i preziosi apporti di Stefano Martello e Fabio Roggiolani. Un’opera illuminante che illustra come il condominio, tradizionalmente considerato un luogo di conflitti per i millesimi, possa evolversi in un laboratorio di futuro, solidarietà e democrazia energetica. Pubblicato poco più di un mese fa, sta già modificando il nostro approccio nei confronti dei nostri edifici.
Il libro non si presenta come un noioso manuale per esperti, ma come un vero e proprio “atlante” che ci invita a smettere di considerare il nostro palazzo come un semplice “contenitore di consumi” e a iniziare a vederlo come un organismo collettivo, un’infrastruttura urbana dove la transizione energetica può concretizzarsi.
Il potenziale energetico dei condomini
In italia, oltre il 60% delle abitazioni si trova all’interno di edifici condominiali. Una buona parte di questi immobili è stata realizzata prima degli anni Ottanta, quando l’efficienza energetica non era ancora una priorità progettuale. Ciò implica che molti edifici presentano attualmente consumi elevati e una forte dipendenza dai combustibili fossili.
Secondo gli autori del libro, questa situazione rende i condomini uno dei contesti in cui gli interventi di riqualificazione possono generare i risultati più significativi. L’installazione di impianti fotovoltaici sui tetti, ad esempio, non serve solo a fornire energia alle utenze comuni. Grazie ai meccanismi dell’autoconsumo collettivo e delle Comunità Energetiche Rinnovabili, l’energia prodotta può essere condivisa tra i residenti, creando vantaggi economici distribuiti e diminuendo la dipendenza dalla rete.
In sostanza, coprire il tetto con pannelli fotovoltaici non ha solo lo scopo di generare elettricità, ma anche di favorire coesione sociale: attraverso l’autoconsumo diffuso, i residenti diventano prosumer (produttori e consumatori), condividendo energia pulita per ridurre le bollette e aumentare l’autonomia energetica dell’intero palazzo, inclusi i condòmini più vulnerabili.

Il principale ostacolo: l’assemblea. Come persuadere i condomini?
Ma come si può convincere i propri vicini? Se l’idea di proporre il fotovoltaico in assemblea ti fa tremare, il testo può aiutarti a superare le paure e a fornire una guida pratica, evidenziando come la vera barriera non sia di natura tecnologica, ma culturale e relazionale.
Nel libro, l’esperto di comunicazione Stefano Martello racconta un aneddoto reale e molto utile. La prima volta che suggerì al suo condominio di considerare la strada della CER, ricevette una chiusura totale e commenti poco gentili: era stato percepito come un “estremista ambientale” che voleva imporre costi elevati.
Qual è stato l’errore? Non aver ascoltato la platea, i suoi timori e il livello di conoscenza della materia. L’episodio viene utilizzato dagli autori per mettere in evidenza un aspetto spesso trascurato: prima di discutere soluzioni tecniche è fondamentale costruire consenso e fiducia
Per persuadere i vicini non è necessario comportarsi da insegnanti o esibire l’ultimo rapporto IPCC sul clima. È importante adottare la strategia della “spinta gentile” (nudging) e della facilitazione: un approccio che incoraggia comportamenti virtuosi senza ricorrere all’obbligo o al divieto. Invece di presentare l’impianto solare in modo brusco, affrontando la paura dei costi, è necessario ascoltare i bisogni, facilitare il dialogo e illustrare i vantaggi concreti (come l’aumento del valore dell’immobile e la riduzione delle spese) prima della riunione formale. Non inserire, quindi, la proposta direttamente nell’ordine del giorno come una decisione da prendere “dentro o fuori”, ma avviare prima un dialogo informale nel cortile, sul pianerottolo o nella chat di condominio. Il volume sottolinea l’importanza dell’ascolto, della comunicazione preventiva e del coinvolgimento graduale dei residenti. Un percorso che richiede tempo, ma che può evitare che l’assemblea diventi l’ennesimo campo di battaglia.
Oltre i pannelli: la rivoluzione termica ed estetica
Nel libro, Fabio Roggiolani (co-fondatore di Ecofuturo) ci ricorda che la vera sfida del XXI secolo è andare “oltre la caldaia”. Abbandonare i combustibili fossili implica abbinare il fotovoltaico sul tetto a sistemi elettrici efficienti come le pompe di calore ad alta temperatura, in grado di sostituire la vecchia caldaia centralizzata senza necessità di cambiare i termosifoni interni o effettuare lavori invasivi negli appartamenti.
E se abiti in un palazzo vincolato o in un centro storico? Non preoccuparti. Il Vademecum dimostra che il futuro della bioeconomia e dell’edilizia industrializzata offre già tecnologie straordinarie: facciate prefabbricate con materiali naturali e biobased che isolano l’edificio in pochi giorni, tetti verdi e persino “tessuti fototermici” leggeri e removibili capaci di catturare il calore solare.
Al di là degli aspetti tecnici, il principale merito del Vademecum è quello di ricordarci che la transizione energetica non riguarda solo impianti e incentivi. Nei condomini passa anche attraverso decisioni collettive, capacità di mediazione e partecipazione.
In un Paese caratterizzato da un patrimonio edilizio frammentato e spesso energivoro, il cambiamento potrebbe iniziare proprio dagli edifici in cui risiede la maggior parte degli italiani.
E il tuo palazzo è pronto a diventare un tassello di futuro?
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