La primavera rappresenta la stagione più autentica per passeggiare. La natura si risveglia, le giornate si allungano, e c’è un’infinita voglia di uscire all’aria aperta.
I cinque percorsi che vi presentiamo non sono stati selezionati per la loro notorietà o per il numero di hashtag su Instagram. Sono stati scelti perché ognuno di essi racconta una storia unica: c’è il valico alpino con le sue imponenti pareti rocciose, il borgo dimenticato nell’entroterra laziale, la riva del lago un tempo percorsa da mercanti, l’Umbria più silenziosa e sconosciuta, e il sentiero che segue le tracce di un vescovo martire del IV secolo tra le valli del Trentino. Si va da un giorno a quattro, dalla pianura al passo alpino. Ce n’è per ogni tipo di camminatore.
Via Spluga

BlurryBay
Thusis (Svizzera) → Chiavenna (Lombardia) – Alpi Centrali
65 km – 4 giorni – Impegnativo – Quota max 2115 m
Alcuni sentieri esistono da talmente tanto tempo che sembra impossibile percorrerli senza percepire il peso di tutto ciò che è passato prima di noi. La Via Spluga è uno di questi. Originariamente una strada consolare romana, per secoli ha unito mondi diversi — quello grigionese, quello reto-romancio, quello walser e quello lombardo — lungo un tracciato di mulattiera che in molti tratti mantiene ancora la sua struttura originale. Pietra su pietra, come la lasciarono i Romani.
Il punto di partenza è Thusis, in Svizzera. Da qui il sentiero entra quasi subito nella Viamala — letteralmente cattiva strada — una gola vertiginosa dove le pareti rocciose si stringono attorno al torrente Hinterrhein come a voler custodire qualcosa di antico. È uno dei tratti più spettacolari dell’intero percorso, e lo si affronta all’inizio, come a stabilire un accordo con il cammino: non sarà semplice, ma ne varrà sicuramente la pena.
Da Splügen, a 1457 metri, il percorso si dirige verso sud e inizia la salita verso il punto più elevato: il Passo dello Spluga, a 2115 metri sul livello del mare. In aprile le condizioni su questo tratto sono generalmente gestibili con un equipaggiamento adeguato — non è raro trovare qualche residuo di neve, ma è proprio questo a rendere il paesaggio così drammatico e fuori dal tempo. Dalla cima in poi è tutta discesa: la Valle Spluga si apre progressivamente, il paesaggio si ammorbidisce, la quota diminuisce, e a Chiavenna — a soli 333 metri — il cammino si conclude come un film ben realizzato, con la città lombarda che vi accoglie con i suoi cortili in pietra, i suoi ristoranti e la sua atmosfera da vera meta finale.
Da non perdere lungo il percorso: la Gola del Cardinello, un canyon che si tuffa quasi verticalmente verso le acque del torrente sottostante, e i mulini storici lungo il torrente Liro nei pressi di Chiavenna. Camminare sulla Via Spluga significa attraversare quattro culture in quattro giorni: il paesaggio cambia, la lingua cambia, cambia persino la luce.
Via Sett, via Spluga. Da Thusis a chiavenna: due percorsi, mille emozioni…
- Merisio, Luca(Autore)
Acquista su Amazon
Cammino di San Vili
Madonna di Campiglio → trento · Trentino
108 km – 5 tappe – Medio-impegnativo – Itinerario spirituale e storico
C’è qualcosa di speciale nel percorrere un sentiero che porta il nome di chi lo ha calpestato per primo sedici secoli fa. Vigilio era vescovo di Trento nel IV secolo, proveniente da una famiglia romana colta, nominato vescovo in giovane età e subito attivo in un’opera di evangelizzazione nelle valli trentine. La leggenda narra che sia morto a Spiazzo, in Val Rendena, colpito dagli zoccoli dei contadini che non volevano ascoltare prediche contro i loro riti pagani dedicati a Saturno. Finì nel fiume Sarca, trascinato via dalla corrente. Il suo corpo fu poi recuperato e portato in corteo funebre fino a Trento: quel percorso è questo cammino.
Ottantuno chilometri tra Madonna di Campiglio e Trento, suddivisi in cinque tappe che attraversano la Val Rendena, le Valli Giudicarie, Stenico, Banale, Ranzo e il Vezzanese, per scendere infine verso il fondovalle dell’Adige e la città. Lungo tutto il tragitto si trovano cappelle e chiese dedicate al santo — San Vigilio di Spiazzo, San Vigilio di Stenico, San Vigilio di Molveno — che punteggiano il cammino come una catena di testimonianze architettoniche di devozione secolare. La meta finale è la Cattedrale di Trento, dove il cerchio si chiude.
Dal punto di vista paesaggistico, il cammino offre un Trentino diverso da quello da cartolina: non solo le Dolomiti da cartolina e le piste da sci, ma il fondovalle genuino, i borghi rurali, i boschi di conifere che in aprile iniziano a sprigionare profumi indimenticabili. Le tappe hanno una lunghezza media di circa 20 km con dislivelli moderati: adatto a camminatori con un minimo di esperienza ma non riservato agli specialisti.
Un percorso che merita di essere affrontato non solo per la bellezza del paesaggio ma per quella sensazione rara di camminare su una storia autentica, densa, radicata nel territorio.
Sentiero del Viandante

BlurryBay
lecco – Morbegno – Lago di como e Valtellina, Lombardia
70 km – 3–4 giorni – Medio
Esiste una celebre frase di Alessandro Manzoni che è conosciuta praticamente da chiunque in italia: “Quel ramo del lago di Como…”. Ebbene, il Sentiero del Viandante percorre esattamente quella sponda orientale, il ramo di Lecco, per poi proseguire in Valtellina fino a Morbegno. Circa 70 chilometri di mulattiere e sentieri che mercanti, pellegrini e messaggeri di epoche passate conoscevano bene, oggi segnalati da segnavia arancioni e percorribili in totale tranquillità.
È un cammino da affrontare con gli occhi ben aperti. I punti panoramici si susseguono senza sosta: il lago sotto, le montagne sopra, i paesi aggrappati alle pendici come decorazioni su una torta. Varenna, con i suoi vicoli che scendono direttamente nell’acqua. Bellano e il suo orrido, una gola scavata dal torrente Pioverna, che vale da solo la deviazione. Poi, superato il confine con la Valtellina, il paesaggio cambia carattere e si apre sulla sponda orobica, più aspra e meno fotografata ma forse ancora più autentica.
Marzo e aprile sono probabilmente i periodi migliori per percorrerlo: le temperature sul lago sono già miti, la primavera porta i fiori sui terrazzamenti, e i sentieri non sono ancora affollati dai turisti estivi. Si può organizzare comodamente in più giorni con pernottamenti nei borghi lungo il percorso, oppure spezzare in tappe da fare nel weekend utilizzando il treno, la linea ferroviaria segue la sponda del lago e permette di raggiungere i punti di partenza e arrivo senza necessità di auto.
Guida al sentiero del Viandante
- Conte, Alberto(Autore)
Acquista su Amazon
Cammino dei Tre Villaggi

Villa San Giovanni in Tuscia – Alto Lazio (vicino viterbo)
20 km – 1 giorno – Facile
È il cammino più breve d’Italia. Venti chilometri, un solo giorno, inaugurato nel maggio 2021 nella Tuscia, a pochi chilometri da Viterbo e a meno di un’ora da roma. Eppure in quella singola giornata c’è tutto ciò che si può desiderare da un cammino: storia millenaria, natura quasi intatta, borghi che sembrano provenire da un’altra epoca, e il semplice piacere di camminare senza fretta.
Il percorso è ad anello e parte da Villa San Giovanni in Tuscia, un piccolo borgo circondato da boschi e oliveti con radici che affondano nell’epoca romana. Da qui si raggiunge Barbarano Romano, sede del Parco Regionale Marturanum, dove la storia etrusca non è solo nei musei ma letteralmente sotto i vostri piedi: necropoli scavate nel tufo, vie cave, rupi che sembrano scolpite dall’acqua e dal tempo in egual misura. Il terzo villaggio è Blera, noto per la produzione di olio extravergine e ricco di stratificazioni storiche, etrusca, romana, paleocristiana, tutte visibili a occhio nudo per chi ha voglia di osservare.
Ma ciò che rende questo cammino davvero unico, oltre alla storia, è il paesaggio della Tuscia in primavera: forre di tufo, valloni ombrosi, ponti medievali, antiche vie cave dove la luce filtra lateralmente come in una cattedrale naturale. Tutto questo nel Lazio, a pochi passi da casa, a ricordare che i luoghi straordinari non devono sempre essere lontani.
Il cammino è accessibile a tutti, al costo simbolico di 5 euro con prenotazione obbligatoria via email a cammini.freedom@gmail.com. All’inizio viene fornita una brochure con mappa e indicazioni. Raccogliendo i timbri nei bar designati lungo il percorso si ottiene alla fine l’attestato del Viandante Etrusco: piccolo, ma gratificante più di quanto sembri.
Cammino dei Borghi Silenti

BlurryBay
Monti Amerini – Umbria sud-occidentale
91 km – 5 tappe – Medio
Se cercate un angolo d’Umbria che non sia ancora sui circuiti turistici abituali, lontano da Assisi, da Spello, dai bus parcheggiati in fila, questo è il posto. Il Cammino dei Borghi Silenti si snoda alle pendici settentrionali dei Monti Amerini, nella parte sud-occidentale della regione, ed è uno di quei percorsi che si fatica a credere esistano ancora: 91 chilometri ad anello, 5 tappe, 13 borghi attraversati, e una quiete che nei tratti boschivi più lunghi diventa quasi fisica, quasi tangibile.
Il percorso ruota attorno al Monte Croce di Serra, il punto più alto dei Monti Amerini con quasi 1000 metri di altitudine, e si svolge prevalentemente su strade sterrate, sentieri tra boschi di lecci e castagni e brevi tratti di asfalto secondario. Non ci sono passaggi tecnicamente difficili: chiunque abbia un discreto allenamento può affrontarlo senza problemi a piedi. Per chi preferisce la bici, è percorribile anche in mountain bike, ebike o gravel.
Le cinque tappe toccano borghi quasi del tutto disabitati che sembrano sospesi nel tempo. Si parte da Tenaglie verso Melezzole (27,5 km, con variante a 22), attraversando Guardea, Cocciano e Santa Restituta