Chi desidera passeggiare tra i ciliegi in fiore di Kyoto o esplorare i vicoli di Tokyo al calar della sera, dovrebbe prestare attenzione a un avviso proveniente direttamente dal giappone: il 2025 segna l’ultima vera opportunità per visitare il Giappone nelle modalità attuali, prima che una serie di modifiche ne cambi profondamente l’aspetto per i turisti stranieri.
Non si tratta solo di un inevitabile incremento dei costi, ma di una ristrutturazione significativa delle politiche turistiche giapponesi, finalizzate a contenere gli effetti dell’overtourism, il turismo di massa, che ha ormai raggiunto livelli difficilmente sostenibili per un Paese che ha sempre custodito con cura la propria autenticità. Con oltre 36 milioni di visitatori previsti solo nel 2024, il Giappone si trova oggi di fronte a una decisione cruciale: continuare ad accogliere un numero elevato di turisti senza restrizioni, con le conseguenze che ciò comporta per le comunità locali e per l’ambiente, oppure implementare regole più rigorose che promuovano un turismo più responsabile e selettivo.
Dal 2026 tariffe più elevate per i turisti stranieri

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La direzione intrapresa è evidente. A partire da luglio 2026 verrà introdotta una doppia tariffazione su molte delle principali attrazioni del Paese, con una distinzione tra residenti e turisti stranieri. Per i visitatori dall’estero, il costo d’ingresso sarà maggiore. Un esempio concreto riguarda le località sciistiche di Niseko, che attualmente richiedono 5000 yen al giorno (29 euro): dal 2026, i turisti dovranno pagare 6500 yen (38 euro) per la stessa giornata sulle piste.
Questa misura è destinata a diminuire il carico turistico e a garantire risorse per la manutenzione delle strutture e dei paesaggi, spesso messi a dura prova dall’afflusso continuo di visitatori.
Il prezzo per il Castello di Himeji, ad esempio, aumenterà per i visitatori a partire da marzo 2026 a 2000/3000 Yen (11/17 euro), mentre per i residenti rimarrà di 1.000 yen (5,80 euro).
Novità anche sul fronte dello shopping tax-free
Inoltre, anche il settore dello shopping tax-free, molto apprezzato dai viaggiatori in Giappone, subirà modifiche significative. A partire da novembre 2026 non sarà più possibile acquistare beni a prezzo ridotto al momento dell’acquisto, ma si dovrà pagare l’importo comprensivo di tasse, per poi richiederne il rimborso successivamente. Un cambiamento che potrebbe rendere meno vantaggioso lo shopping, ma che riflette la volontà del governo di rivedere anche le agevolazioni fiscali per i turisti.
Misure per proteggere Kyoto, il Monte Fuji e le mete iconiche

Oltre a queste misure economiche, stanno emergendo restrizioni concrete per proteggere i luoghi simbolo del Giappone.
Kyoto, per esempio, ha implementato un accesso limitato al quartiere storico di Gion, dove le strade acciottolate e le abitazioni in legno accolgono i turisti in cerca di atmosfere d’altri tempi.
Il Monte Fuji è anch’esso oggetto di interventi per limitare l’afflusso, con un numero contingentato di accessi e l’installazione di un muro per preservare la vista e ridurre l’affollamento delle aree circostanti. A Tokyo, i quartieri più frequentati stanno considerando regole per diminuire i flussi in determinate ore, e, come già accennato, Kyoto ha introdotto una tassa di soggiorno specifica per i visitatori, fino a 10 volte superiore per i turisti stranieri.
Il cambio dello yen sta cambiando, i costi aumentano
A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge un altro elemento: il cambio favorevole dello yen, che per anni ha reso il Giappone più accessibile ai viaggiatori, sta progressivamente perdendo il suo vantaggio. Con una moneta che si sta rafforzando, chi pianifica un viaggio in Giappone potrebbe presto trovarsi a dover affrontare un potere d’acquisto inferiore rispetto al recente passato, in un Paese che già presenta costi elevati per voli e alloggi.
Perché partire entro il 2025 conviene davvero
Chi desidera vivere un Giappone autentico, percorrere le sue strade affollate di izakaya e botteghe tradizionali, salire a bordo di un treno Shinkansen per ammirare la campagna punteggiata da templi e castelli, ha dunque davanti a sé un’opportunità che non si ripeterà.
Visitare il Giappone entro il 2025, oltre alla questione economica, significa immergersi in un Paese che sta ridefinendo il proprio futuro turistico, con l’obiettivo di preservare il proprio equilibrio culturale e naturale (come nel caso di venezia, dell’Egitto e di altre località nel mondo, ormai afflitte dalla problematica del turismo di massa).
Prima che le normative cambino, prima che l’esperienza stessa si modifichi, questa potrebbe davvero essere l’ultima occasione per scoprire il Giappone così come lo abbiamo sempre immaginato.