La Romagna non è solo mare, piadina e stabilimenti balneari affollati durante la stagione estiva. Basta percorrere pochi chilometri dalla costa per immergersi in un’altra realtà caratterizzata da colline tranquille, castelli medievali, piazze in pietra e borghi che sembrano essersi fermati nel tempo. È proprio qui, tra ravenna, rimini e Forlì-cesena, che si cela uno degli itinerari più affascinanti del nord italia.
Da Santarcangelo di Romagna a San Leo, passando per Verucchio, Longiano, Bertinoro e Brisighella, abbiamo esplorato paesini molto diversi tra loro, ma uniti da una forte identità, ricca di storia, arte, panorami mozzafiato e atmosfere autentiche. Alcuni di essi si ergono su speroni rocciosi, dominando le vallate, mentre altri incantano con vicoli acciottolati, strade coperte e castelli che narrano secoli di conflitti e dominazioni. La bellezza sta nel fatto che ogni borgo possiede un carattere distintivo. C’è quello elegante e panoramico, quello misterioso e austero, quello creativo e vivace.
Santarcangelo di Romagna: il borgo dove si intrecciano poesia e tradizione
Il nostro percorso è iniziato da Santarcangelo di Romagna. A prima vista, appare come il tipico borgo elegante dell’entroterra riminese, con piazze ordinate, vicoli acciottolati e case dai colori pastello. Tuttavia, basta fermarsi qualche ora in più per scoprire che qui c’è molto di più. Santarcangelo è un luogo che vive di contrasti perfettamente equilibrati.
Uno dei suoi aspetti più enigmatici è rappresentato dalle famose grotte tufacee, un complesso reticolo sotterraneo scavato nella collina. Ancora oggi non esiste una spiegazione definitiva sulla loro origine: per alcuni erano antiche cantine, per altri luoghi di culto o rifugi utilizzati durante i bombardamenti della guerra. Visitandole, si percepisce immediatamente quell’atmosfera sospesa che avvolge tutto il borgo.
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Il centro della città è Piazza Ganganelli, dominata dal grande arco trionfale dedicato a Papa Clemente XIV. Da qui si diramano viuzze piene di botteghe, osterie e piccoli locali dove la tradizione romagnola si fonde con un’anima sorprendentemente moderna. E poi c’è l’atmosfera. Tra un bicchiere di Sangiovese, una piadina gustata in piazza e i tavolini nascosti sotto i portici, il borgo riesce a trasmettere quella sensazione rara di familiarità immediata. Come se ci fossi già stato, anche alla prima visita.
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San Leo: la fortezza sospesa tra storia e leggenda
Se la Romagna avesse un borgo capace di sembrare uscito da un romanzo medievale, probabilmente sarebbe San Leo. Arroccato su uno sperone di roccia nel Montefeltro, sovrasta la Val Marecchia con un profilo imponente che si riconosce da chilometri di distanza. La protagonista indiscussa è la spettacolare Rocca di San Leo, fortezza resa famosa anche dalla prigionia di Cagliostro, rinchiuso qui alla fine del Settecento.
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Tuttavia, San Leo non è solo la sua rocca. Il borgo custodisce una sorprendente concentrazione di edifici storici e religiosi. In Piazza Dante Alighieri si affacciano il Palazzo Mediceo, il Palazzo della Rovere e la Pieve di Santa Maria Assunta, considerata uno dei più antichi monumenti religiosi del Montefeltro.
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Poco più avanti si trova il severo Duomo di San Leone, costruito in stile romanico-lombardo e noto anche per la sua straordinaria acustica. Qui ogni strada sembra raccontare una storia. Le pietre, i vicoli angusti e le salite improvvise restituiscono la sensazione di trovarsi in un luogo rimasto al di fuori del tempo. E quando dalla fortezza lo sguardo si apre sulla vallata, si comprende perché San Leo sia considerato uno dei borghi più affascinanti d’Italia.
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Verucchio: la culla dei Malatesta tra rocche e panorami
A pochi chilometri da Rimini, ma già immerso in un paesaggio completamente diverso da quello costiero, Verucchio sovrasta la Valmarecchia dall’alto di uno sperone roccioso. Il borgo è considerato la storica culla della famiglia Malatesta, la dinastia che per secoli ha influenzato il destino di gran parte della Romagna. Questa eredità si percepisce immediatamente non appena lo sguardo si posa sulla massiccia Rocca Malatestiana, ancora oggi protagonista indiscussa del panorama.
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Passeggiare per Verucchio significa attraversare un borgo che alterna scorci panoramici e angoli sorprendentemente intimi. Le vie strette si arrampicano tra case in pietra, archi medievali e piccoli passaggi che si aprono all’improvviso sulle colline romagnole. Ogni salita offre una prospettiva diversa: da un lato i tetti del centro storico, dall’altro il verde rigoglioso della vallata che accompagna lo sguardo fino al profilo di San Marino.
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Longiano: il castello che osserva le colline romagnole
Inoltre, c’è Longiano, in provincia di Forlì-Cesena, uno di quei paesi che sorprendono senza necessità di effetti speciali. Il borgo si sviluppa attorno al Castello Malatestiano, che sovrasta un labirinto di stradine tranquille, case dai colori pastello e scorci che si affacciano sulle colline. Passeggiare qui significa alternare arte e memoria. Il castello ospita infatti la Fondazione Tito Balestra, con opere del Novecento raccolte dal poeta longianese grazie ai suoi rapporti con artisti e intellettuali.
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Tuttavia, Longiano conserva anche tracce più dure della sua storia, legate alla Seconda guerra mondiale e alla Linea Gotica. Nel borgo si trovano ancora rifugi e tunnel che raccontano un passato meno romantico ma profondamente identitario. Tra una salita e una piazzetta si possono incontrare chiese barocche, piccoli musei e terrazze panoramiche dove il paesaggio sembra fermarsi.
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Bertinoro: il balcone romantico affacciato sulla Romagna
Tra i borghi che ci hanno affascinato non posso non menzionare Bertinoro, piccolo gioiello collinare tra Forlì e Cesena. Situato a circa 300 metri d’altitudine, viene spesso definito il Balcone della Romagna per il panorama straordinario che si apre sulle campagne e sull’Appennino. E basta giungere nella piazza principale al tramonto per comprendere che il soprannome non è affatto esagerato.
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Bertinoro presenta un’eleganza diversa rispetto agli altri borghi della zona. Le stradine ordinate, i palazzi storici, le terrazze panoramiche e il profumo di vino che proviene dalle enoteche raccontano subito il forte legame con la tradizione gastronomica romagnola. Il simbolo più noto è la Colonna delle Anella, conosciuta anche come Colonna dell’Ospitalità. Secondo la tradizione, ogni anello apparteneva a una famiglia nobile del paese e serviva per legare il cavallo degli ospiti, evitando conflitti su chi dovesse accoglierli in casa. Un dettaglio che rappresenta perfettamente lo spirito del luogo.
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Brisighella: il borgo delle tre colline e della Via degli Asini
La strada che conduce a Brisighella, nel cuore dell’Appennino ravennate, attraversa vigneti, uliveti e colline dolci fino a quando si presentano i tre simboli che dominano il panorama: la Rocca Manfrediana, la Torre dell’Orologio e il Santuario del Monticino