Dal 18 aprile all’8 novembre 2026 torna Monumenti Aperti: per diversi mesi sarà possibile accedere gratuitamente a luoghi che di solito rimangono chiusi, spesso invisibili anche a chi abita a pochi passi. Non si tratta di una manifestazione concepita per sorprendere, ma per restituire significato a ciò che abbiamo davanti e che abbiamo smesso di notare. Si inizia da cagliari e si percorre l’intera penisola, senza una distinzione tra grandi metropoli e centri minori, poiché l’importante non è la meta, ma il modo in cui si osserva.
Il valore risiede nelle persone, non nei monumenti 
La distinzione rispetto a qualsiasi altra manifestazione culturale risiede proprio qui: a descrivere i luoghi non sono esperti distaccati, ma studenti, volontari e residenti. Questo modifica radicalmente il tono. Le visite non sono impeccabili, talvolta risultano addirittura imperfette, ma proprio per questo si rivelano genuine. Ti raccontano di un quartiere, di una memoria familiare, di una storia che non si trova nelle guide turistiche. È un modo diretto e poco filtrato di entrare in contatto con il patrimonio, che smette di essere “un’attrazione da vedere” e diventa qualcosa da comprendere.
Un viaggio in un’Italia meno prevedibile

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Il programma è ampio e distribuito, e proprio per questo risulta efficace. A maggio la sardegna diventa protagonista con numerosi comuni coinvolti, mentre in altre località emergono destinazioni che raramente attirano l’attenzione turistica: Pinerolo, Benevento, piccoli centri e città stratificate che raccontano un’italia meno addomesticata. Con l’arrivo dell’autunno, il progetto si estende anche nelle grandi città come roma e torino, ma senza mai cedere alla logica delle attrazioni scontate: anche lì si accede a spazi secondari, poco raccontati e spesso trascurati.
Ci sono itinerari accessibili, iniziative pensate per le famiglie, attività artistiche e musicali che trasformano la visita in un’esperienza più dinamica e meno statica. Ma soprattutto c’è un’idea chiara: il patrimonio ha valore solo se è condiviso.
Perché partecipare
In un periodo in cui il turismo culturale tende a diventare sempre più omogeneo, Monumenti Aperti rimane una delle poche esperienze che non appare costruita artificialmente. Non si trovano percorsi patinati né narrazioni confezionate per accontentare tutti. Si scoprono invece luoghi che si raccontano per ciò che sono, con le loro contraddizioni e le loro storie. E questo, al giorno d’oggi, è molto più raro di qualsiasi monumento aperto.
Per rimanere aggiornati su tutte le iniziative di Monumenti Aperti è disponibile l’app Monumenti Aperti, oltre agli account social Facebook e Instagram: a livello nazionale @monumentiaperti, e gli account dedicati a ciascuna città o regione della rete.
I contenuti aggiornati possono essere consultati sul sito ufficiale www.monumentiaperti.com.