Un parco eolico è spesso osservato da lontano, come una figura che si erge sul crinale, una serie di turbine che modifica il profilo delle colline e definisce il paesaggio. La nuova edizione della guida Parchi del Vento cerca invece di avvicinare l’osservazione: attorno agli impianti si trovano sentieri, strade sterrate, laghi, borghi, aree rurali, prodotti tipici e frammenti di storia che possono arricchire un viaggio lento, più attento ai territori e alla loro evoluzione.
La quinta edizione della guida, sostenuta da Legambiente in occasione della Giornata mondiale del vento, mappa 34 parchi eolici italiani, da nord a sud, descrivendoli sia dal punto di vista energetico che turistico. L’idea è chiara: dimostrare come l’energia rinnovabile possa coesistere con le aree interne e, quando gli impianti sono progettati e gestiti in modo adeguato, contribuire anche alla valorizzazione locale.
Il vento si esplora
La guida non si limita a segnalare la posizione degli impianti. Per ogni parco eolico raccoglie informazioni pratiche per raggiungerlo, suggerimenti su percorsi e sentieri, indicazioni su cosa visitare nei dintorni, dove pernottare e dove gustare la cucina locale. All’interno di questi itinerari si trovano trekking, percorsi ciclabili, passeggiate a cavallo, arrampicate, rafting e birdwatching, insieme a borghi, siti archeologici, paesaggi agricoli e tradizioni locali.
Il risultato è un modo alternativo di interpretare l’eolico: non solo come infrastruttura energetica, ma anche come accesso a zone spesso meno frequentate dal turismo tradizionale. Dall’altopiano sardo di Sa Turrina Manna ai crinali di Baselice, nel Beneventano, dall’antico percorso dell’Appia in puglia ai luoghi verghiani in Sicilia, il viaggio proposto dalla guida unisce energia pulita e turismo lento, con particolare attenzione alle comunità che abitano quei paesaggi.
Nel 2026 si registrano sette nuove entrate: quattro in Sicilia, una in sardegna, una in campania e una in Puglia. In Sicilia occidentale, nei comuni di Partinico-Monreale, Camporeale, Salemi e Castelvetrano, i parchi affrontano anche il tema del repowering, ovvero la sostituzione delle vecchie turbine con modelli più moderni ed efficienti. In tali casi, il numero delle pale può diminuire, mentre la produzione di energia aumenta. Dai crinali si possono ammirare panorami sui laghi Poma e Trinità, mentre l’itinerario collega il Duomo di Monreale, il borgo di Salemi, i templi di Selinunte, i mosaici di Borgo Parrini, gli uliveti della Dop Val di Mazara e i vini Doc locali.
In sardegna, nei comuni di Tula ed Erula, il parco eolico di Sa Turrina Manna, con una potenza di 80 MW, viene descritto come un esempio di integrazione tra transizione energetica e turismo sostenibile. Le strade di manutenzione dell’impianto si trasformano in percorsi per escursioni e itinerari in bicicletta, con panorami sulla Gallura e sul Monte Acuto, tra il lago Coghinas, i boschi dell’altopiano e le tradizioni del borgo di Tula.
Repowering e territori
Uno degli aspetti più interessanti della guida è proprio il repowering. In sostanza, si tratta di intervenire su impianti già esistenti, sostituendo turbine obsolete con aerogeneratori di nuova generazione. Questo consente di aumentare la potenza installata, ridurre il numero delle macchine e ottimizzare aree già destinate alla produzione energetica.
È un passaggio significativo perché permette di far progredire l’eolico limitando il consumo di nuovo suolo e migliorando l’efficienza dei siti già operativi. Per le comunità locali, può rappresentare anche un’opportunità per ripensare il rapporto tra impianti, paesaggio e attività economiche, a partire da turismo, manutenzione, accoglienza e filiere del territorio.
Secondo Legambiente, l’eolico rimane una tecnologia fondamentale per la transizione energetica italiana, in particolare nelle aree del Mezzogiorno, dove le condizioni climatiche sono particolarmente favorevoli. Giorgio Zampetti, direttore generale dell’associazione, evidenzia la necessità di accelerare la realizzazione di nuovi impianti, sia a terra che in mare, semplificando le procedure autorizzative e coinvolgendo le comunità locali.
Questa guida — afferma Katiuscia Eroe, responsabile energia di Legambiente — è un invito a mettersi in cammino alla scoperta dell’eolico ben realizzato: quello integrato nelle zone rurali e nei contesti naturali. Un esempio concreto di come sostenibilità e sviluppo possano procedere di pari passo, anche grazie a innovazioni come il repowering, che consente di ridurre il numero di pale, aumentando la potenza e diminuendo gli impatti sul territorio. Il viaggiatore potrà così godere di un turismo lento e consapevole, che esplora le potenzialità dell’energia pulita e i sapori, l’arte e la natura che circondano gli impianti. Non resta che scegliere
Una crescita ancora lenta
I dati sull’eolico italiano mostrano una crescita, anche se il ritmo è ancora lontano da quello necessario per raggiungere gli obiettivi climatici. Nel 2025 sono stati installati 608 nuovi MW di potenza eolica, per un totale di 13.598 MW. La produzione annuale è stata di 21.360 GWh, sufficiente a coprire il fabbisogno di circa 7,9 milioni di famiglie.
Rispetto al 2004, quando la potenza installata era di 1.131 MW, il cambiamento è evidente. Nel 2025 l’eolico ha contribuito per il 16,7% alla produzione rinnovabile italiana e per il 6,9% ai consumi totali, registrando però un lieve calo della produzione annuale rispetto al 2024.
Gli impianti eolici presenti in italia sono 6.169, distribuiti in tutte le regioni. La Puglia si conferma prima per numero di impianti, 1.427, e per potenza installata, 3.674 MW, con 439 MW aggiunti solo nel 2025 e 21 nuovi parchi eolici. Seguono Sicilia, Campania e basilicata, tre regioni che continuano a rappresentare una parte significativa della produzione nazionale da vento.
La guida Parchi del Vento illustra proprio questa doppia dimensione: da un lato una tecnologia rinnovabile che deve crescere con maggiore determinazione, dall’altro territori che possono essere esplorati con passo lento, senza considerare l’energia come qualcosa di separato dalla vita quotidiana. Le pale rimangono visibili. Tuttavia, attorno ci sono strade, paesi, boschi, laghi, vigne e tavole imbandite. Il vento, a volte, conduce anche verso nuove scoperte.
Scarica qui la nuova Guida Parchi del vento 2026
Fonte: Legambiente