Il castello più affascinante d’Italia si trova in Sardegna e può essere osservato dal mare.
In italia, i castelli situati nelle metropoli raramente corrispondono all’immagine che abbiamo osservando un borgo: non si tratta di una torre isolata su un colle, ma di complessi articolati di mura, porte, bastioni e interi quartieri che per secoli hanno segnato il potere, l’assetto urbano e persino il paesaggio emotivo di una comunità. Consideriamo verona, napoli e torino: la presenza fortificata non narra solo di battaglie e assedi, ma chiarisce perché alcune strade si arrampicano, perché una piazza è così vasta, e perché esistono belvederi che sembrano progettati per invitarti a fermarti e osservare. Nelle grandi città e nei capoluoghi, il castello è spesso un quartiere trasformato nel tempo in passeggiata, museo all’aperto e punto di vista privilegiato sulla città.
Tuttavia, scovare qualcosa di veramente iconico, capace di coniugare bellezza scenografica, profondità storica e impatto visivo straordinario, non è così semplice. cagliari riesce in questo meglio di qualsiasi altra.
Perché Cagliari prevale
Se si adotta un criterio che valorizza l’impatto scenografico e la qualità dell’esperienza per i visitatori, la risposta è Cagliari. Il suo quartiere Castello non è un monumento da osservare dall’esterno: è la città alta, situata su un colle calcareo e circondata da un sistema difensivo che nei secoli ha accolto pisani, spagnoli e sabaudi, ognuno dei quali ha lasciato un’impronta architettonica distintiva. L’esperienza è verticale nel senso più letterale del termine: si sale dal livello del mare, tra vicoli angusti e mura ocra, e ci si ritrova sopra la città, in un punto in cui il panorama diventa parte integrante dell’architettura.

Il punto di forza è il Bastione di Saint Remy, uno dei complessi monumentali più significativi della città, eretto sulle antiche mura difensive del circuito medievale. La passeggiata coperta e la grandiosa terrazza Umberto I furono concepite dagli architetti Giuseppe Costa e Fulgenzio Setti, su un’idea originale dell’architetto Gaetano Cima di metà Ottocento, e realizzate in stile classicheggiante tra il 1896 e il 1902. La scalinata collega i tre bastioni della Zecca, di Santa Caterina e dello Sperone, unendo il quartiere Castello con quelli sottostanti della Marina e di Villanova.
La terrazza superiore, che si estende per 4.600 metri quadrati e si trova a 56,54 metri sul livello del mare, offre una vista sugli altri quartieri storici e permette di ammirare lo skyline del capoluogo: dallo stagno di Molentargius e il Parco delle Saline, al Poetto e alla Sella del Diavolo, fino ai monti del Sulcis e al massiccio dei Sette Fratelli sullo sfondo. È uno di quei panorami che non si possono descrivere facilmente: è meglio osservarlo.
La storia del Castello
La storia del Castello è, in effetti, la storia stessa di Cagliari. Il quartiere fu fondato nel XIII secolo dai Pisani, che lo fortificarono dotandolo di mura, torri e bastioni, trasferendovi le sedi del potere civile, militare e religioso dalla capitale giudicale di Santa Igia, che avevano precedentemente distrutto. Di quel periodo rimangono due simboli potentissimi: la Torre di San Pancrazio (1305) e la Torre dell’Elefante (1307), entrambe costruite per proteggere gli accessi alla città alta e ancora oggi perfettamente conservate, con le loro aperture verso l’interno — una caratteristica insolita che le distingue da qualunque altra torre medievale italiana.
Nei secoli successivi, le dominazioni iberiche hanno lasciato un’impronta profonda: tra il 1552 e il 1571, il nuovo assetto difensivo fu progettato dall’architetto cremonese Capellino, a cui si deve la celebre “tenaglia” che ha rinforzato le difese di San Pancrazio. Le sue opere furono completate da Jacopo Fratino, cui si deve l’attuale aspetto del baluardo pentagonale di Santa Croce.
Il Bastione di Saint Remy porta anche il peso di una storia più oscura: nel bastione di Santa Caterina, dove un tempo sorgeva il convento delle Domenicane, si consumò nel luglio del 1668 la congiura che portò all’uccisione del marchese di Camarassa, viceré di sardegna, colpito a fucilate mentre rientrava a casa in carrozza con la famiglia. I responsabili vennero giustiziati e le loro teste esposte per anni alla Torre dell’Elefante, a monito per tutta la città.
Un luogo da attraversare
Ciò che rende Cagliari unica rispetto a qualsiasi altra città italiana con un sistema difensivo storico è la qualità dell’esperienza urbana che il Castello offre oggi. Non è un parco tematico, né un museo separato dalla vita cittadina: è un quartiere vivente, con chiese, palazzi nobiliari, l’università e i caffè affacciati sui bastioni. È inconfondibilmente un simbolo di Cagliari e uno dei suoi spazi espositivi di maggior valore, ma prima di tutto è un luogo dove i cagliaritani continuano a vivere, passeggiare e incontrarsi.
Salire al Castello al tramonto, quando la luce radente tinge le mura di tufo e il mare si illumina di arancio in lontananza, è una di quelle esperienze che restano impresse. Non è solo il castello più bello d’Italia: è uno dei punti in cui l’architettura difensiva, la storia stratificata e il paesaggio si fondono in qualcosa di unico nel Mediterraneo.
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