Esistono posti che si svelano veramente solo quando li si percorre con calma. È ciò che ho sperimentato mentre pedalavo lungo la ciclabile Caorle–Falconera, un percorso di circa 9 chilometri, ideale anche per chi si muove a piedi o con la famiglia (era infatti affollato di bambini incantati da queste bizzarre casette che ricordano un po’ quelle de Il Signore degli Anelli) che consente di entrare in contatto diretto con l’essenza più genuina della laguna di Caorle.

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Un’alternativa ideale alla tradizionale giornata di mare, capace di stupire anche chi crede di conoscere già questa località veneta. Ed è proprio ciò che abbiamo fatto noi, approfittando di una giornata nuvolosa e non troppo calda, perfetta per un giro in bici. Il nostro percorso è iniziato dalla fine del lungomare trieste, da cui, con poche pedalate, abbiamo preso via dei Casoni.

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Già a prima vista si percepisce immediatamente di entrare in un’area con una forte tradizione peschereccia. Reti stese al sole e imbarcazioni ormeggiate raccontano una quotidianità ancora presente, lontana dal turismo più chiassoso. Presto si iniziano a notare i primi casoni, strutture in legno e canna palustre, immerse tra acqua e cielo. Passeggiando tra questi rifugi, ho compreso perché Ernest Hemingway fosse così affascinato da questi luoghi, tanto da citarli nel suo romanzo Di là dal fiume e tra gli alberi.

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Il Sentiero dei Casoni: il cuore della pedalata
Abbiamo quindi seguito il Sentiero dei Casoni, costeggiando la laguna tra canneti e specchi d’acqua. È il tratto che più mi ha impressionato: l’atmosfera diventa essenziale, quasi sospesa, e i casoni privati emergono all’improvviso, ognuno con le proprie peculiarità. Alcuni sono ancora in uso dai pescatori, altri raccontano la storia attraverso dettagli costruttivi semplici ma ingegnosi. Qui la laguna mostra il suo volto più genuino e meno addomesticato.

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Allontanandoci dal centro abitato, si apre uno spazio alla natura autentica. Pedalare qui offre una sensazione di libertà rara: il suono del vento, l’acqua che accompagna il tragitto e una tranquillità che invita a rallentare. È facile comprendere perché questa parte di Caorle venga spesso definita la più “vera”.

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Un itinerario slow
Questo percorso in bicicletta a Caorle rappresenta molto più di un semplice tour turistico. È un viaggio slow, caratterizzato da silenzi, incontri casuali con i pescatori, profumi di laguna e panorami che narrano la storia veneta. Percorrerlo in prima persona mi ha permesso di comprendere quanto questi luoghi vivano ancora in equilibrio tra uomo e ambiente. Un’esperienza che consiglio a chi cerca qualcosa di autentico, lontano dai ritmi frenetici e vicino all’essenza del territorio.

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Madonna dell’Angelo e uno Spritz in centro
Se avete tempo a disposizione, una volta terminato il percorso, potete allungare un po’ il tragitto seguendo la spiaggia di Levante fino al Santuario della Madonna dell’Angelo. Non si può rimanere indifferenti: una sosta per ammirare il panorama è imprescindibile. Il consiglio è di arrivarci nel tardo pomeriggio, quando la luce del tramonto illumina i colori del mare e della laguna e, perché no, in tempo per gustare un immancabile Spritz nel centro tra le colorate casette tipiche di Caorle.

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