Durante la settimana del Festival di Sanremo, vi conduciamo a Polignano, la città natale di Domenico Modugno, famosa per la sua suggestiva statua affacciata sul mare.

Esistono posti che meritano di essere esplorati non solo per la loro bellezza, ma anche per il patrimonio storico che racchiudono e Polignano a Mare è uno di questi. Siamo giunti qui in una calda mattina estiva, con l’Adriatico che scintillava sotto le scogliere bianche e, già al primo sguardo, abbiamo compreso perché sia stata definita la località più accogliente del mondo. Non si tratta solo di un panorama mozzafiato: è un modo di vivere, un’energia che ti avvolge non appena metti piede tra le sue strade e, non a caso, ci siamo tornati anche la sera, quando il centro si anima ulteriormente con un mix di profumi inconfondibili.

Il borgo sospeso tra cielo e mare

Entrare nel centro storico è un piccolo rito. Si attraversa l’antico Arco Marchesale e, all’improvviso, ci si immerge in un intricato labirinto di viuzze in pietra, scale inaspettate e terrazze che si affacciano sul vuoto. Le abitazioni bianche sembrano adagiate direttamente sul mare, come se qualcuno le avesse posizionate con cura sul bordo della scogliera.

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Camminando senza una meta precisa, ci siamo lasciati guidare dalle scritte sui muri. Polignano è il paese della poesia: versi dipinti sulle porte, frasi incise sui gradini, parole che emergono all’improvviso tra una bottega e una gelateria. Un racconto collettivo che rende il borgo vibrante e sorprendente. Ogni angolo è un invito a fermarsi, leggere e assaporare l’atmosfera della cittadina.

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Lama Monachile, uno spettacolo naturale

Poi arriva lei, l’immagine che tutti attendono ma che dal vivo riesce comunque a stupire: Lama Monachile, la cala incastonata tra due alte pareti rocciose. Dall’alto del Ponte Borbonico, a circa 15 metri sopra il livello del mare, la vista è ipnotica. Sotto, la spiaggia di ciottoli; sopra, il profilo compatto del paese.

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Non si può resistere alla tentazione di scendere fino alla cala: si passa dalla vista panoramica al contatto diretto con l’acqua. Qui si avverte la potenza della natura che per secoli ha scolpito le falesie. Non lontano, lungo la costa, si trovano oltre 70 grotte marine, formatesi grazie all’erosione. Alcune possono essere visitate in barca, mentre altre si raggiungono a nuoto nelle giornate più serene. Tra queste, spicca la famosa Grotta Palazzese, attualmente sede di un ristorante esclusivo scavato nella roccia, invisibile dal paese e affacciato direttamente sul mare.

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Storia, piazze e dettagli che restano

Polignano non è solo un paesaggio. È anche una storia stratificata. Le sue origini risalgono probabilmente all’epoca greca e, nel Medioevo, divenne contea sotto i Normanni. Passeggiando tra Piazza Vittorio Emanuele II, la Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta e la Torre dell’Orologio, si percepisce un equilibrio tra semplicità e carattere.

La chiesa, consacrata nel 1295, ospita opere significative e le reliquie di San Vito, patrono del paese. Le piazze, invece, rappresentano il cuore sociale: bambini che giocano, anziani seduti sulle panchine, tavolini all’aperto. Qui si comprende cosa significhi veramente accoglienza.

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Il Belvedere Domenico Modugno

Ma siamo nella settimana del Festival di Sanremo e non esiste cantante che più rappresenti la kermesse di Domenico Modugno. Nato qui nel 1928, Mimì – come veniva chiamato – è ancora una presenza viva. La sua statua in bronzo, alta circa tre metri, sovrasta il Belvedere Domenico Modugno con le braccia aperte verso il mare e, lo ammetto, poterla ammirare dal vivo era qualcosa che attendevo praticamente da sempre. Per me, appassionato di musica, è stata un’emozione immensa e pazienza se per scattare una foto “assieme” a Modugno c’è sempre coda: un selfie di ricordo ripaga l’attesa.

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Fermarsi davanti a quella figura significa sostare davanti a un pezzo di storia della musica italiana. Modugno è stato un innovatore, un artista capace di portare la canzone italiana nel mondo con Nel blu dipinto di blu, vincendo Sanremo nel 1958 e cambiando per sempre il linguaggio della musica leggera. E osservando quel blu infinito sotto il belvedere, si intuisce che certe melodie non nascono per caso. Per i più appassionati, poi, consiglio di fare un giro nel centro con gli occhi all’insù per cantare seguendo le parole di Volare incise sulle luminarie.

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Un viaggio che resta

Polignano a Mare non è soltanto una meta da immortalare. È un luogo che ti penetra lentamente: nel suono delle onde sotto le abitazioni, nelle parole dipinte sui muri, nella voce immaginata di Modugno che sembra ancora librarsi nell’aria. In un solo giorno abbiamo camminato tra scogliera, storia, poesia e musica, ma la sensazione è quella di aver attraversato qualcosa di più profondo. Una visita breve, sì, ma capace di lasciare un’eco lunga come una nota che non smette di vibrare.

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