Sono giunta a matera con un obiettivo ben definito: perdermi tra i Sassi e, al contempo – da appassionata di serie italiane – seguire le location di Imma Tataranni – Sostituto procuratore. Non si tratta di un semplice viaggio, ma di un duplice percorso: quello reale, caratterizzato da salite e silenzi di pietra, e quello televisivo, strettamente legato al volto deciso del sostituto procuratore più originale della fiction italiana.
La città mi ha accolto con una luce intensa, quasi teatrale. Qui ogni angolo sembra progettato da un scenografo, ma è tutto genuino. Ed è proprio questa genuinità a rendere la visita così intensa, lasciandoti senza parole ogni volta che volgi lo sguardo verso il basso. Per apprezzarne appieno la bellezza, ho scelto di rimanere anche dopo il tramonto, quando le luci si sono accese, rendendo tutto ancora più incantevole e suggestivo.

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Il primo approccio con la città scolpita nella roccia
Ho avviato il mio percorso da Piazza Vittorio veneto, il fulcro contemporaneo della città. Tappa imperdibile: il Palazzo dell’Annunziata. Nella serie funge da tribunale dove opera Imma. Dal vivo colpisce per la sua maestosità settecentesca e per l’armonia architettonica. Entrare nella piazza e trovarselo di fronte significa comprendere perché sia stato scelto come emblema istituzionale.
Da qui si accede al Belvedere Guerricchio, uno dei punti panoramici più straordinari: davanti a noi si estende il Sasso Barisano, un intreccio di abitazioni in pietra che sembrano sovrapporsi l’una all’altra. Qui si trova la chiesa rupestre più grande di Matera, quella di San Pietro Barisano. Purtroppo è stata abbandonata per un lungo periodo dopo lo sfollamento dei Sassi e tra gli anni Sessanta e Settanta sono state rubate numerose opere d’arte.

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La dimora di Imma e il centro della città moderna
Proseguendo verso Via del Corso e Piazza San Francesco, la Matera elegante si alterna a panorami inaspettati sui Sassi. Poi ho raggiunto Via San Biagio, una delle strade emblematiche anche per chi ama la serie Imma Tataranni: qui si trovano gli esterni della casa della protagonista. È emozionante riconoscere luoghi visti sullo schermo e trovarli perfettamente integrati nella vita quotidiana.
La zona si affaccia su Piazza San Giovanni Battista, uno degli incroci più raffinati del centro. Da qui si percepisce la doppia essenza di Matera: antica e moderna. La serie spesso concentra l’azione nei rioni storici, ma passeggiando mi sono accorta di quanto la Matera contemporanea sia vitale, dinamica, lontana dall’immagine cristallizzata da cartolina. Quartieri nuovi, locali affollati, traffico leggero: la città non è solo un palcoscenico, è un organismo.
Nei Sassi, dove la fiction prende vita
Ma il cuore di Matera sono indubbiamente i suoi Sassi. Camminarci dentro significa immergersi in una geografia verticale. Scale che si elevano senza preavviso, archi scavati nel tufo, terrazze sospese sulla gravina. Nella serie, questi vicoli sono il palcoscenico delle indagini di Imma; dal vivo, sono un labirinto che ti costringe a rallentare.
Mi sono inoltrata nel Sasso Caveoso, il rione più antico. Qui il paesaggio diventa quasi primordiale: grotte, scalinate ripide, terrazze panoramiche affacciate sulla Gravina di Matera. Ho visitato la Casa Grotta di Vico Solitario, una ricostruzione fedele di un’abitazione dei primi del ‘900: un unico ambiente condiviso con animali e utensili essenziali. Uscendo, la percezione del luogo cambia radicalmente.

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Qui troviamo anche la Chiesa di San Pietro Caveoso, situata nell’omonima piazza nel cuore dei Sassi di Matera, Patrimonio dell’Umanità UNESCO.La chiesa si erge a strapiombo sulla gravina di Matera e offre un panorama suggestivo. Le origini della chiesa risalgono probabilmente alla fine del XII o all’inizio del XIII secolo e al suo interno conserva affreschi del Trecento e del Quattrocento.
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Poi ho attraversato il Sasso Barisano notando come le antiche abitazioni siano oggi boutique hotel, negozi, ristoranti. La trasformazione è evidente, ma non cancella il passato. Riconoscere gli angoli visti in tv è stato un gioco continuo. Eppure, dal vivo, tutto appare più stratificato. La serie mostra la bellezza, ma l’esperienza restituisce anche il peso della storia.
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Emozionante la salita verso la Cattedrale di Maria Santissima della Bruna, che sovrasta la città dall’alto della Civita. Al tramonto, Matera si trasforma: le luci calde illuminano la pietra e l’intero anfiteatro dei Sassi diventa un presepe luminoso. Come continuare la visita? Non esiste un percorso preciso da seguire, il mio consiglio è semplicemente di passeggiare senza meta tra i vicoli dei Sassi. A Matera funziona così: più ti perdi, più scopri.
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Quando visitare Matera e come vestirsi
Un ulteriore consiglio è di non commettere il mio errore, costretta da una distanza geografica che si fa sentire: l’estate può essere molto calda, con temperature elevate e poca ventilazione tra i vicoli. Se decidi di visitare Matera a luglio o agosto, organizza le visite al mattino presto e al tramonto.
Il periodo migliore è la primavera (da metà aprile a giugno) e settembre, quando le temperature sono miti e la luce esalta ogni dettaglio della pietra. Anche il periodo natalizio è affascinante: la città illuminata amplifica l’effetto scenografico naturale dei Sassi.
Infine, fai attenzione al fatto che Matera è costruita su più livelli: serviranno scarpe comode e antiscivolo. Le superfici in pietra possono essere lisce, specialmente dopo la pioggia. In inverno porta una giacca antivento: l’umidità serale si fa sentire. In estate sono indispensabili cappello, acqua e protezione solare.

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