Smarrisce le chiavi nel bosco e scopre una meteorite di oltre 4,5 miliardi di anni: è la prima rinvenuta in Trentino.

Sul Monte Bondone, nella zona di Garniga Vecchia, in Trentino, la vicenda ha avuto inizio da un inconveniente piuttosto concreto: una chiave dell’auto smarrita durante un’escursione per funghi, in un’area isolata, e la necessità di recuperarla prima che calasse il buio o che l’ennesima giornata si concludesse con una chiamata al carro attrezzi. Efrem Rigotti si trovava lì, nell’ottobre del 2021, quando, con l’assistenza di un amico e di un metal detector, si è imbattuto in un pezzo di roccia che faceva attivare l’apparecchio e che, a prima vista, appariva poco affine alla dolomia locale. Talvolta, le scoperte scientifiche si manifestano in questo modo, senza fanfare, con il passo incerto delle situazioni quotidiane.

Quel sasso Rigotti lo ha portato a casa. Ha persino tentato di tagliarlo, senza successo, e dopo qualche anno ha deciso di mostrarlo a chi potesse realmente comprenderne la natura. Il campione è giunto al Museo Italiano di Scienze Planetarie nel 2024. Da quel momento ha preso avvio un lavoro di analisi condotto in collaborazione con l’Università di Camerino, con una cautela che in tali circostanze è fondamentale quanto la scoperta stessa: nessuna corsa in avanti, nessun annuncio prematuro, solo il tempo necessario per completare gli studi e attendere l’approvazione del Nomenclature Committee della Meteoritical Society. Marco Morelli ha spiegato che, in vent’anni, al museo erano pervenuti centinaia di campioni da esaminare e nessuno si era mai rivelato una meteorite. Questo, invece, sì.

L’ufficialità è giunta tra marzo e aprile 2026. La scheda internazionale della meteorite Monte Bondone la registra con nome ufficiale approvato il 10 marzo 2026; la presentazione pubblica si è svolta il 10 aprile a Garniga Terme. Le analisi hanno confermato la classificazione e validato i dati fondamentali: 188,2 grammi di massa, un solo frammento rinvenuto, anno di scoperta 2021. Il particolare che colpisce è proprio questo: per quasi cinque anni quella pietra è rimasta in bilico tra il e la certezza, finché la scienza non le ha conferito un nome completo e un documento d’identità.

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Dentro quei 188,2 grammi c’è un pezzo di fascia degli asteroidi

La condrite ordinaria L5 rinvenuta sul Bondone misura circa 5 per 8 centimetri, presenta una colorazione che varia dal grigio scuro al grigio chiaro, mostra solo una lieve traccia di crosta di fusione e sulla superficie evidenzia chiaramente alcune condrule, ovvero piccole strutture sferiche tipiche di queste meteoriti rocciose. In termini semplici, si tratta di un reperto primordiale proveniente dalla fascia degli asteroidi, un materiale che ha mantenuto una composizione molto simile a quella delle prime fasi evolutive del Sistema solare. All’interno di quel frammento si trova materia che narra un’epoca di oltre 4 miliardi e mezzo di anni fa, quando anche la Terra stava ancora prendendo forma.

Il valore scientifico del ritrovamento risiede anche nella sua rarità geografica. Durante la presentazione è stato sottolineato che in sono 44 le meteoriti cadute o rinvenute, analizzate e ufficialmente riconosciute dalla comunità scientifica, e quella del Bondone è la prima mai rinvenuta in Trentino; in Alto Adige era stata registrata una nel 2016. Tradotto in termini meno formali: quel ha guadagnato un posto nella mappa italiana delle meteoriti e lo ha fatto con un frammento piccolo, compatto, quasi anonimo, che fino a pochi anni fa sembrava solo una pietra insolita.

Resta aperta la parte più affascinante della , quella che la scienza osserva con cautela e il territorio conserva volentieri nella memoria. Rigotti ha raccontato di aver udito, anni fa, la storia di una persona oggi scomparsa che sul Monte Bondone avrebbe visto cadere due sfere infuocate a breve distanza l’una dall’altra. La meteorite potrebbe quindi essere giunta lì anche decenni fa. La data esatta del suo arrivo è sconosciuta, mentre la provenienza dalla fascia degli asteroidi è un dato certo. Nei prossimi mesi, il Comune di Garniga Terme, in collaborazione con il MUSE di , ha annunciato iniziative divulgative per valorizzare il reperto.

Fonte: Meteoritical Bulletin Database