È davvero straordinario! Si tratta della più vasta mappa magnetica dell’Universo mai creata, cinque volte più estesa rispetto a tutte le precedenti messe insieme: il risultato è frutto di un team di ricerca coordinato dal CSIRO, l’agenzia scientifica nazionale australiana, e dall’Osservatorio SKA (SKAO), un’organizzazione intergovernativa impegnata nella costruzione di due dei più grandi radiotelescopi a livello mondiale.
I campi magnetici, come è noto, hanno un impatto significativo sulla formazione delle galassie, sul movimento della materia nello spazio e sull’evoluzione dell’Universo nel corso di miliardi di anni. Pertanto, la creazione di questa mappa non solo segna l’inizio di una nuova era di ricerche nel settore del magnetismo intergalattico, ma offre anche nuove opportunità, precedentemente impensabili, per lo studio del cosmo.
Per la prima volta, abbiamo la possibilità di esaminare i dettagli più minuti della materia tra le stelle vicine e di analizzare un numero straordinario di galassie lontane
afferma Alec Thomson, scienziato responsabile della commissione presso lo SKAO.
Modalità di ottenimento della mappa
Il risultato è il frutto di scienza e tecnologie all’avanguardia: il radiotelescopio ASKAP del CSIRO, infatti, è un precursore dei telescopi internazionali SKA in fase di costruzione in Australia e Sudafrica, capace di osservare ampie porzioni del cielo contemporaneamente e con una profondità superiore rispetto a molti altri telescopi.
Questo strumento si trova precisamente a Inyarrimanha Ilgari Bundara, nell’Osservatorio di Radioastronomia Murchison del CSIRO, situato nella riserva di Wajarri Yamaji, in Australia Occidentale, dove lo SKAO sta realizzando il telescopio SKA-Low.
ASKAP viene impiegato regolarmente per esplorare il cielo e generare mappe estremamente dettagliate dei segnali radio dell’Universo, note come Rapid ASKAP Continuum Surveys (RACS). Dalla prima RACS, completata nel 2020 e che ha stabilito un record come la più rapida e ampia indagine del cielo radio mai effettuata, sono state prodotte diverse mappe.
L’ultima di queste, denominata SPICE-RACS, si basa sul principio secondo cui la luce si distorce quando attraversa i campi magnetici. In particolare, misurando la torsione della luce rilevata da ASKAP, gli scienziati sono riusciti a localizzare la posizione dei campi magnetici e la loro intensità relativa.
Un’immagine magnetica di tali dimensioni e scala era precedentemente inaccessibile, ma nuove tecnologie come l’ampio campo visivo di ASKAP e il suo innovativo sistema di rotazione del disco, unite alla capacità di elaborare enormi volumi di dati diversi, hanno aperto un nuovo capitolo nella ricerca astronomica.
Abbiamo raccolto le misurazioni di rotazione di ogni galassia identificata da RACS, quasi quattro milioni di galassie – spiega Thomson – e abbiamo rielaborato i dati originali di ASKAP per ottenere un quadro complessivo
Un quadro che è senza dubbio di gran lunga superiore a quanto realizzato in passato.
Negli ultimi 20 anni abbiamo lavorato sostanzialmente con lo stesso set di dati, che non copriva nemmeno l’emisfero australe – rivela Naomi McClure-Griffiths, membro del team – Ora, finalmente, possiamo rispondere ad alcune grandi domande con un quadro molto più chiaro delle strutture magnetiche dell’Universo
Possibili risultati dalla mappa

BlurryBay
Grazie alle informazioni che ora abbiamo sui campi magnetici nell’Universo, possiamo esaminare fenomeni come l’effetto dei campi magnetici sull’interazione galattica della nostra Via Lattea e delle sue vicine, le Nubi di Magellano – aggiunge McClure-Griffiths – Potremmo persino scoprire quando i campi magnetici sono apparsi per la prima volta nell’Universo. Un tempo credevamo fosse impossibile rispondere a queste domande. Sono entusiasta di poter affermare che non è più così