La NASA ha catturato immagini dei misteriosi red sprites dallo spazio: i fulmini rossi sopra le tempeste in una nuova prospettiva.

Quando ci viene in mente un temporale, visualizziamo lampi, tuoni e pioggia intensa. È tutto qui. Tuttavia, molto più in alto rispetto alle nuvole che osserviamo dalla terra, l’atmosfera presenta fenomeni che per decenni sono stati considerati quasi miti da piloti: bagliori rossi, getti blu e anelli ultravioletti che si manifestano per frazioni di secondo sopra le tempeste.

Oggi queste manifestazioni hanno un nome, una classificazione scientifica e, soprattutto, immagini sempre più chiare. Gli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale hanno infatti immortalato nuove fotografie dei cosiddetti red sprites, straordinarie scariche elettriche rosse che si formano nell’alta atmosfera sopra i grandi sistemi temporaleschi.

Oltre i temporali accade molto più di quanto possiamo osservare dalla terra, e per pochi millisecondi il cielo si illumina di rosso

Sembrano meduse luminose sospese nell’aria. Rimangono visibili per appena pochi millisecondi. E dalla terra, quasi nessuno riesce a notarli.

I red sprites fanno parte dei Transient Luminous Events, ovvero eventi luminosi transitori che si manifestano sopra i temporali e hanno una durata molto breve. Si sviluppano nella mesosfera, anche a circa 80 chilometri di altitudine, ben oltre il livello in cui si formano le normali nubi temporalesche. Vengono attivati da scariche elettriche particolarmente forti nei temporali sottostanti e assumono quella caratteristica colorazione rossastra a causa dell’interazione con l’azoto presente nell’atmosfera superiore.

Per anni, studiarli è stato quasi impossibile: troppo rapidi, troppo alti, troppo imprevedibili. Poi è arrivata la prospettiva privilegiata dello spazio.

La NASA ha catturato immagini dei misteriosi red sprites dallo spazio: i fulmini rossi sopra le tempeste in una nuova prospettiva. 3

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La ISS è diventata un osservatorio atmosferico orbitante, rivelandoci un aspetto del cielo che da terra sfugge quasi sempre

Dalla cupola panoramica della ISS, gli astronauti possono osservare i temporali dall’alto, con una prospettiva che dalla Terra non esiste. Questa posizione si è trasformata in una sorta di laboratorio scientifico permanente.

A bordo opera da anni ASIM, l’Atmosphere-Space Interactions Monitor dell’Agenzia Spaziale Europea, uno strumento progettato specificamente per studiare fulmini e fenomeni elettrici dell’alta atmosfera. In aggiunta a questo sistema, gli astronauti utilizzano anche telecamere ad altissima velocità nell’ambito dell’esperimento Thor-, capaci di registrare fino a 100.000 fotogrammi al secondo. Una velocità necessaria quando il fenomeno che si desidera osservare dura meno di un battito di ciglia.

Ed è proprio grazie a queste tecnologie che la scienza sta iniziando a comprendere meglio cosa accade sopra i grandi temporali.

Questi lampi non sono solo spettacolari: possono influenzare l’atmosfera, le comunicazioni radio e lo studio dei fenomeni estremi

La parte più affascinante è che i red sprites non sono solo una curiosità da fotografia spaziale. Le scariche che attraversano l’alta atmosfera possono alterare temporaneamente la ionosfera, la regione carica elettricamente che riflette e trasmette molte onde radio. In sostanza, un evento di questo tipo può interferire con alcune comunicazioni a lunga distanza e influenzare sistemi di trasmissione sensibili.

Gli studiosi stanno anche cercando di comprendere quanto questi fenomeni incidano sulla chimica dell’atmosfera superiore, sulla formazione di altri eventi elettrici estremi e persino sulla sicurezza aeronautica durante i voli in quota vicino a grandi sistemi temporaleschi.

Non è male per qualcosa che fino a pochi decenni fa sembrava folklore da cabina di pilotaggio.

Esiste un intero mondo elettrico sopra le nuvole che abbiamo appena iniziato a esplorare

I red sprites sono solo una parte dello spettacolo. Sopra i temporali si manifestano anche i blue jets, getti blu che si dirigono verso la stratosfera, e giganteschi anelli di luce ultravioletta noti come ELVES, invisibili a occhio nudo ma rilevabili dagli strumenti della ISS.

Tutti questi fenomeni raccontano una verità piuttosto semplice: l’atmosfera terrestre è molto più dinamica, violenta e complessa di quanto suggerisca ciò che osserviamo dal basso.

Per secoli abbiamo guardato i temporali pensando che il cielo finisse lì, sulla sommità delle nuvole nere.

Era solo il piano terra.

: NASA