Non solo Black Friday e moda veloce: in Italia oltre 27 milioni di individui optano per il mercato dell’usato e dei prodotti ricondizionati.

Ciò che fino a poco tempo fa generava imbarazzo, oggi è considerato un gesto di intelligenza economica e responsabilità verso l’. Ci riferiamo al dell’usato in che, secondo l’Osservatorio Second Hand Economy realizzato da BVA Doxa per Subito, ha raggiunto un valore di 27 miliardi di euro e coinvolge ormai oltre 27 milioni di individui.

Una recente ricerca di Altroconsumo evidenzia un cambiamento culturale significativo: l’usato non è più qualcosa da celare, ma una scelta consapevole che combina risparmio e sostenibilità. E, in contrapposizione al Black Friday e alla moda veloce, era ora di questo cambiamento!

Secondo l’indagine, l’80% degli intervistati riconosce che l’acquisto o la vendita di beni di seconda mano ha un effetto positivo sull’ambiente, e il 66% ritiene che non sia opportuno comprare articoli nuovi che verranno utilizzati solo sporadicamente. L’usato, quindi, non è più un tabù, ma un autentico stile di vita.

Non si tratta più di un fenomeno marginale, ma del terzo comportamento sostenibile più diffuso nel Paese.

Chi acquista, cosa acquista e dove acquista

L’indagine, condotta tra il 30 maggio e il 3 settembre 2025, ha coinvolto 1.460 cittadini italiani, rappresentativi della popolazione per sesso, età (18-74 anni), livello di istruzione e area geografica. Ai partecipanti è stato chiesto se avessero cercato, acquistato o venduto prodotti di seconda mano, o se avessero già optato per articoli ricondizionati, e quali fossero le motivazioni alla base di queste scelte.

Le risposte hanno confermato la trasformazione in corso: 8 intervistati su 10 hanno comprato almeno un prodotto di seconda mano nell’ultimo anno, e quasi la metà cerca articoli usati almeno una volta al mese.

Il mercato del second hand è guidato dai giovani sotto i 34 anni, mentre le persone oltre i 59 anni si mostrano più riluttanti. La spesa media annuale per chi acquista si attesta sui 219 euro, generalmente per circa 3 articoli all’anno.

I settori più richiesti? In cima alla lista ci sono abbigliamento, scarpe e accessori moda, scelti dalla metà degli intervistati, seguiti da libri, fumetti, CD, DVD e vinili. Anche gli articoli per la casa, il fai-da-te e i giochi mostrano un buon livello di interesse.

 

Le piattaforme online hanno ormai un ruolo fondamentale: oltre la metà degli acquisti (54%) avviene tramite siti o app come Vinted e Subito.it, mentre il 35% si realizza in negozi fisici. La contrattazione del prezzo è molto comune e il 59% degli acquirenti riesce a ottenere sconti medi del 23%.

Sul fronte dei pagamenti, 6 intervistati su 10 utilizzano strumenti elettronici come carte di credito, bonifici e PayPal.

Soddisfazione elevata, problemi rari

Su una scala da 1 a 100, il livello medio di soddisfazione raggiunge 83 per gli acquirenti e 84 per i venditori. Solo il 4% di chi acquista e il 3% di chi vende ha segnalato problemi, come condizioni del prodotto inferiori a quanto pubblicizzato o costi aggiuntivi.

Alla fine, 3 acquirenti su 4 valutano positivamente l’esperienza, con il prezzo finale che emerge come fattore determinante nella valutazione complessiva. Un risultato che conferma la buona maturità raggiunta da questo mercato.

Sostenibilità al centro delle decisioni

L’impatto ambientale è una motivazione sempre più significativa nella scelta dell’usato: l’80% degli intervistati riconosce che il second hand ha effetti positivi sull’ambiente. Il 66% afferma che non è conveniente acquistare oggetti nuovi destinati a un uso sporadico, segno di una crescente consapevolezza verso modelli di consumo più circolari.

Contribuire al mercato dell’usato significa prolungare la vita di un bene, limitare la produzione di nuovi oggetti e ridurre la quantità di rifiuti. È un modo concreto per diminuire l’inquinamento.

Non mancano però alcune resistenze. Il 37% percepisce ancora rischi legati a possibili truffe o merce in cattivo stato, una preoccupazione più diffusa tra chi non ha mai acquistato usato. Il 24% ammette inoltre un certo disagio all’idea di comprare qualcosa già utilizzato da altri.

Tuttavia, la maggioranza concorda sul fatto che molti prodotti usati siano praticamente come nuovi, e l’esperienza diretta tende a dissipare questi timori: tra chi ha già provato il second hand, le preoccupazioni scendono al 31%.

Il mercato dei ricondizionati in espansione

Parallelamente al second hand tradizionale, cresce anche l’interesse per i prodotti ricondizionati. Quasi 4 intervistati su 10 hanno già acquistato un dispositivo ricondizionato, con gli smartphone in testa (59%), seguiti da computer e tablet (31%) e piccoli elettrodomestici (25%).

Rispetto a un’indagine condotta da Altroconsumo nel 2024, quando solo il 28% aveva provato un ricondizionato, il dato attuale mostra una crescita significativa. Quasi la metà dei partecipanti ritiene che questi prodotti siano affidabili quanto quelli nuovi, una percentuale che sale al 58% tra chi li ha già acquistati.

Per il 30% degli intervistati, tuttavia, la differenza di prezzo tra un prodotto ricondizionato e uno nuovo non è ancora sufficientemente vantaggiosa. Questo suggerisce che c’è ancora spazio per rendere il mercato più competitivo e accessibile.

L’indagine completa sul second hand è disponibile su IMPEGNATI A CAMBIARE, la piattaforma di Altroconsumo dedicata a costruire una nuova cultura del consumo.

Fonte: Altroconsumo

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