Una poesia sbocciata sul Tagliamento: 500 testate chiedono di “restituire spazio al fiume”

Sul dell’Ossario Germanico di Pinzano, che si affaccia sul Tagliamento, uno dei fiumi più puri d’ (è uno dei pochi a conservare la sua morfologia originale a “canali intrecciati”), è emersa una grande frase, visibile solo dall’alto: “Ribellatevi come i fiori che spaccano il cemento”.

Questo è il messaggio lanciato da Mathias PdS (poeta della sera), artista e attivista, in occasione della sesta azione di Land Poetry: oltre 500 copie di giornali cartacei, piegate e disposte con cura, che hanno dato vita a quella preziosa espressione che si rivolge al Tagliamento e parla di esso. Carta che solitamente narra gli eventi del si è trasformata in un messaggio visivo, temporaneo e non invasivo: al termine dell’installazione, tutto è stato rimosso, senza lasciare tracce. Un gesto simbolico e leggero, ma di grande impatto.

Il Friuli Giulia è una regione straordinariamente ricca di biodiversità. Qui si trovano specie endemiche e animali autoctoni che non esistono altrove. È un territorio eccezionale dal punto di vista naturalistico, ma anche estremamente vulnerabile. L’ecosistema è oggi a rischio di compromissione – ci spiega Mathias PdS.

In queste aree, infatti, la costruzione di nuove traverse potrebbe distruggere questo delicato ecosistema, con il rischio di alterare la dinamica naturale dei sedimenti, modificare la del fiume di muoversi e ramificarsi, e interferire con un sistema fluviale considerato tra i più naturali d’Europa.

Insieme all’artista, attivisti, il regista Roberto Pizzutti (autore di Restituire spazio ai fiumi), il dronista Alessandro Scruzzi e il videomaker Enrico Folisi, che hanno documentato dall’alto un’azione che invita a prendere posizione in modo deciso e non violento. Perché qui non si tratta solo di un’opera d’, ma di un fiume che rischia di cambiare per sempre.

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Cosa sta accadendo al Tagliamento

La Regione Friuli Venezia Giulia, insieme all’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali, sta esaminando un progetto di messa in sicurezza idraulica che prevede la realizzazione di traverse laminanti tra Dignano e Spilimbergo e a Madrisio, oltre a casse di espansione per contenere le piene.

L’obiettivo dichiarato è quello di ridurre il rischio di alluvioni. Tuttavia, numerose associazioni — tra cui WWF, Legambiente, LIPU, Club Alpino Italiano e Pro Natura — contestano l’approccio dell’intervento.

Il Tagliamento è uno degli ultimi grandi fiumi alpini ancora in gran parte libero, con un alveo a canali intrecciati, isole ghiaiose, boschi ripariali e una biodiversità straordinaria. L’inserimento di sbarramenti rigidi comporta l’alterazione della sua dinamica naturale, interrompendo la connettività ecologica e modificando in modo irreversibile un equilibrio millenario.

Le problematiche sollevate dagli esperti

  • Ecosistema fluviale vulnerabile: realizzare opere permanenti in alveo significa rischiare di compromettere habitat protetti, anche in aree della rete Natura 2000
  • Sedimenti bloccati: il fiume trasporta ghiaia e sabbia verso valle e fino al mare. Interrompere questo flusso può ridurre la capacità di autorigenerazione e aggravare l’erosione costiera
  • Spiagge a rischio: i sedimenti del Tagliamento alimentano le spiagge tra Bibione e Lignano Sabbiadoro. Meno sedimenti significano arenili più sottili e vulnerabili
  • Urbanizzazione nelle aree di piena: argini e canalizzazioni spesso incentivano nuove costruzioni nelle floodplain, aumentando la vulnerabilità del territorio
  • Conflitto con le normative europee: grandi opere in alveo potrebbero entrare in conflitto con gli obiettivi di ripristino ecosistemico promossi dall’UE, come la Nature Restoration Law.

Molti tecnici e associazioni propongono un’alternativa: “restituire spazio al fiume”, consentendo alle piene di espandersi in aree naturali controllate, puntando su ri-naturazione e pianificazione territoriale, piuttosto che su infrastrutture rigide.

Una poesia che parla di futuro

Così Mathias PdS ci ha illustrato come l’arte rappresenti il suo prezioso modo di intervenire, poiché la parola — se utilizzata con responsabilità — può aprire spazi di consapevolezza. E sul Tagliamento la consapevolezza è urgente.

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Qui, in sostanza, si tratta di chiederci quale sicurezza desideriamo: quella costruita con il cemento o quella che deriva dal rispetto delle dinamiche naturali? Il Tagliamento non è solo un corso d’acqua. È un laboratorio vivente di biodiversità, un corridoio ecologico, una memoria geologica che continua a vivere.

La poesia apparsa a Pinzano è già stata rimossa. Tuttavia, la domanda rimane, impressa nella coscienza di chi l’ha osservata: siamo pronti a difendere uno degli ultimi fiumi selvaggi d’Europa prima che diventi l’ennesimo fiume addomesticato?