Trentacinque anni fa veniva pubblicato “Losing My Religion”: il brano che consacrò i R.E.M. a livello globale.

Losing my religion è ancora una delle canzoni più celebri a livello globale. Pubblicato come primo singolo dall’album Out of Time il 12 marzo 1991, rappresenta il brano più conosciuto dei R.E.M. e ha segnato il loro successo internazionale, raggiungendo la quarta posizione nella Billboard Hot 100 americana.

Losing my religion è stata creata dal chitarrista dei R.E.M., Peter Buck, che ha raccontato di averla scritta mentre seguiva un programma televisivo. Buck aveva tra le mani un mandolino appena comprato e stava cercando di imparare a suonarlo in modo autodidatta. Non sorprende quindi che il riff della canzone sia eseguito proprio con questo strumento.

Le registrazioni sono iniziate nel settembre 1990 presso il Bearsville Studio A di Woodstock, New York. Il brano è stato arrangiato in studio con l’uso di mandolino, basso elettrico e batteria.

Il significato della canzone

Molti si sono chiesti quale sia il vero significato di questo brano: tratta davvero di fede? È un messaggio romantico o politico? A chiarire la questione è stato lo stesso Michael Stipe, in una famosa intervista rilasciata al New York Times nel 1991.

In primo luogo, “Losing My Religion” non ha nulla a che vedere con la religione intesa come dottrina spirituale. Il titolo si ispira a un’espressione tipica del Sud degli Stati , che significa più o meno “perdere la calma” o “andare fuori di testa”. Si tratta quindi di un grido di angoscia: il protagonista è innamorato senza essere ricambiato, e questo tormento lo consuma fino a un punto di non ritorno. Stipe ha anche rivelato che il brano deve molto a “Every Breath You Take” dei The Police, risultando così un pezzo profondamente spirituale, ma con solide radici nel sentimento amoroso.

Tuttavia, esiste un ulteriore livello di interpretazione. Nel saggio “A Companion to Media Studies” curato da Angharad N. Valdivia, si sostiene che tra le parole della canzone si cela — consapevolmente o meno — il disagio del cantante nei confronti della propria fama. Quasi un invito ai fan a vederlo oltre i riflettori (“That’s me in the spotlight”) per percepirne l’essenza più genuina.

Qualunque sia l’interpretazione scelta, il fascino di questo brano rimane inalterato: “Losing My Religion” ha attraversato generazioni e confini geografici, e continuerà a farlo, immune alle tendenze e al trascorrere del tempo.

Il video di Losing my religion

Il videoclip è stato diretto da Tarsem Singh. È stato nominato “Video dell’anno” agli MTV Video Music Awards del 1991. Presenta immagini di diverse religioni e in particolare di San Sebastiano.

Premi

La band e il brano hanno ricevuto due riconoscimenti, come Best Short Form Music Video e come Best Pop Performance by a Duo or Group with Vocal.

Fonti di riferimento: RDS, Wiki

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