“Ci siamo divertiti e ci siamo appassionati a coltivare pomodori e patate, ma abbiamo anche migliorato le nostre competenze in italiano“. Il commento e il sorriso degli studenti rappresentano già il miglior riscontro del progetto: i ragazzi del CPIA di salerno dimostrano con naturalezza le abilità linguistiche acquisite in italiano, risultato di un percorso che li ha visti protagonisti sia dentro che fuori l’aula.
Presso il Museo Archeologico di Pontecagnano Faiano, infatti, non è nato solo un orto, ma un autentico campo di conoscenze: un laboratorio condiviso che ha unito il Centro per l’Istruzione degli Adulti di Salerno Paulo Freire, il Museo e il Comune di Pontecagnano. Un progetto che ha trasformato gli spazi di via Lucania in un ambiente di apprendimento concreto, inclusivo e profondamente partecipato. Coltivando pomodori, basilico, rosmarino cubano e patate, gli studenti hanno dovuto necessariamente apprendere questi termini, guidati dai docenti Ciro Cascone e Maria Antonietta Coccaro, ma anche immergersi nella storia del nostro territorio che, attraverso queste iniziative, mira a migliorare l’inclusione e l’accoglienza dei cittadini extracomunitari.
Questa mattina la dirigente scolastica, Maria Montuori, insieme alla direttrice del Museo, Serena De Caro, e all’assessore alla Pubblica istruzione del Comune di Pontecagnano, Gerarda Sica, ha tracciato il bilancio dell’iniziativa, evidenziando come la collaborazione tra le istituzioni abbia generato un modello educativo replicabile, capace di mettere al centro persone, competenze e cittadinanza attiva.
Per la scuola, è stato anche il modo più significativo per concludere l’anno scolastico: con un’esperienza che ha fatto crescere piante, parole e relazioni.