Michele Mari si aggiudica il Premio Strega 2026 con “I Convitati di Pietra”, nonostante le controversie legate a dichiarazioni su Michela Murgia.

Nessun colpo di scena, nessun verdetto modificato. Sotto il cielo di piazza del Campidoglio a roma, alla presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli e del sindaco Roberto Gualtieri, l’80ª edizione del premio Strega ha premiato chi era già considerato il favorito. Lo scrittore milanese Michele Mari ha ottenuto il più prestigioso riconoscimento letterario italiano grazie al suo ultimo romanzo, I Convitati di pietra, pubblicato da Einaudi.

L’autore ha sigillato una vittoria schiacciante, accumulando ben 190 preferenze, distaccando nettamente il secondo classificato Matteo Nucci, che con Platone, una storia d’amore (Feltrinelli) si è fermato a 152 voti. Per il vincitore si tratta di un en plein storico, avendo già ricevuto nei giorni precedenti lo Strega Giovani.

Un accordo di sangue tra cinismo e banchi di scuola

L’opera vincitrice si distacca nettamente dai cliché del politicamente corretto per immergersi nei territori di una commedia nerissima, spietata e irresistibile. Al centro della narrazione ci sono gli ex studenti della III A di un liceo milanese. Subito dopo l’esame di maturità, i ragazzi stipulano un accordo macabro: riunirsi a cena ogni anno e scommettere su chi tra loro vivrà più a lungo, con un ingente premio in denaro destinato all’ultimo sopravvissuto. Attraverso i decenni, questi incontri periodici si trasformano in un ring psicologico dove riaffiorano rancori sopiti, invidie generazionali e ambizioni fallite, sovvertendo il classico adagio popolare: nella prosa di Mari, chi perde un amico trova un tesoro.

I veleni della vigilia e il caso Murgia

La corsa verso la proclamazione finale è stata però turbata da un acceso scontro extra-letterario. Michele Mari era finito al centro di una severa controversia mediatica per alcune presunte affermazioni denigratorie fatte in privato e rivolte alla memoria della scrittrice Michela Murgia, deceduta nel 2023.

A sollevare il polverone era stata la concorrente in cinquina Teresa Ciabatti, autrice di Donnaregina (Mondadori), che aveva riportato alla stampa una confidenza udita sul van del tour promozionale, secondo cui l’intransigenza della Murgia sarebbe derivata dal fatto di essere “brutta”. Nonostante l’indignazione per la vicenda, le accuse – fermamente smentite dal vincitore – non hanno influito sul giudizio dei giurati.

La classifica finale

Lo scrutinio ha delineato una gerarchia chiarissima che ha penalizzato i protagonisti della polemica. Dietro la coppia di testa formata da Mari e Nucci, si è posizionata Bianca Pitzorno con La sonnambula (Bompiani, 84 voti), seguita al quarto posto da Alcide Pierantozzi con Lo sbilico (Einaudi, 78 voti). Grandissima delusa della serata è stata proprio Teresa Ciabatti, scivolata al quinto posto con sole 75 preferenze, davanti al fanalino di coda Elena Rui, che con Vedove di Camus (L’Orma) ha chiuso la classifica a quota 64 voti.

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