La capacità di rinunciare e affrontare il dolore, la vera fortuna per Gio Evan.

In un periodo caratterizzato da un accumulo eccessivo e da ritmi frenetici, esistono individui che decidono di opporsi a questa corrente, proponendo un ritorno all’essenziale e una rinnovata consapevolezza del sé. Gio Evan, artista versatile, scrittore e “sognatore concreto”, riemerge con nuove iniziative che stimolano una riflessione profonda sul nostro modo di vivere. Attraverso il nuovo brano “Ma bene” e il tour estivo “Extra Terreste”, l’artista delinea un cammino che unisce spiritualità, e un’ecologia dell’anima indispensabile per ristabilire un legame con la natura e con gli altri.

Celebrando la “tragedia” e il dolore per guarire l’anima

Il viaggio inizia dall’accettazione del dolore. Il nuovo singolo “Ma bene” (distribuito da ADA Music) indaga la necessità di non scappare di fronte alle avversità, ma di abbracciarle, utilizzando la metafora del corso di un fiume per alleggerire i pesi della vita. Quando gli abbiamo chiesto come sia emersa l’idea di trasformare il dolore in una dimensione gioiosa e collettiva attraverso il ritmo della tarantella, Gio Evan ha risposto:

Avevo in mente di creare una canzone per celebrare la tragedia. L’intento era di smettere di combattere contro le disgrazie e i loro eventi, di non negare e di non chiudersi di fronte al grande dolore. I maestri ci hanno insegnato che spesso le sofferenze si affrontano con la danza; tutte le religioni e spiritualità, non per caso, propongono passi di danza. Il Cristo permette che si canti Osanna, Gurdjeff ci costruisce una religione, gli sciamani la integrano in ogni atto. Insomma, non sto inventando nulla, la mia originalità è solo una spiritualità antica

Non si tratta di evitare il dolore, ma di attraversarlo per riconnettersi autenticamente con la propria essenza profonda.

Imparare a rinunciare: la vera svolta ecologica e sociale

Il 12 giugno 2026, “Extra Terreste”, il nuovo tour musicale, comico e spirituale dell’artista, avrà inizio a , all’Auditorium Parco della Musica. Lo spettacolo mette in discussione la tendenza contemporanea al controllo e all’attaccamento materiale, proponendo una vera e propria “decrescita felice” dei bisogni superflui.

Riguardo al significato profondo di questo tour e alla necessità di ridefinire il concetto di “valore” nella attuale, l’artista ha spiegato:

Metto in discussione l’intenzione e il significato di ricchezza. Mi interrogo se oggi abbia davvero senso il verbo possedere. Se la vera ricchezza fosse la capacità di rinunciare piuttosto che quella di potersi permettere? Apprezzo la familiarità con il vuoto che ho acquisito nel corso di questi anni, in silenzio e in introspezione. Ho ritenuto utile esplorare alcuni aspetti che si nascondono nel termine “tenere”. A volte si tratta di possesso, altre volte di affetto, altre ancora non è un verbo, ma un nome: tenerezza. Ci sono parole, come questa, che necessitano — mi ripeto e lo ripeto spesso — di “riabilitazione”. Se la parola “ricchezza” ha origini protogermaniche, e significava potere, dominio, essere sovrani, oggi dobbiamo chiederci se è proprio ciò che intendiamo con ricchezza a governarci. Siamo certi di avere e non di essere controllati?

Una riflessione che coinvolge chiunque desideri vivere nel rispetto dei limiti del pianeta, ricordandoci che la vera risiede nella capacità di sottrarre, piuttosto che aggiungere. Una sorta di accordo di amicizia con l’essenziale.

Qui di seguito le date complete del tour :

Evanland: uno spazio per la gentilezza e la consapevolezza

La capacità di rinunciare e affrontare il dolore, la vera fortuna per Gio Evan. 3

Questo percorso di condivisione troverà il suo naturale punto di incontro il 25 e 26 luglio ad Assisi, in occasione della quinta edizione di Evanland, il Festival Internazionale del Interiore. In un presente spesso contrassegnato da conflitti e divisioni, questo evento si propone come un’oasi di gentilezza, inclusione e crescita personale.

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Descrivendo lo spirito di questa edizione, inserita nella rassegna Riverock, Gio Evan ha delineato la sua visione di comunità:

Questo festival è diventato a tutti gli effetti, grazie al battesimo ricevuto da terzi, un raduno dei buoni. In questo luogo pratichiamo l’autenticità della vita, non la forziamo a essere la bella coppia che il mondo desidera da noi, ma celebriamo e perdoniamo i graffi e i tagli che i percorsi ci hanno lasciato lungo il cammino. È un incontro dove rafforziamo la spiritualità e il gioco. Ci sono workshop di meditazione, esercizi ludici, condotti ovviamente da esperti nel settore. Qui, in questo luogo, pratichiamo la nuova civiltà. Nel Vangelo leggiamo che il regno dei cieli, quindi il paradiso, è il luogo che si ottiene dentro di noi e non una dimensione altrove. Pertanto, abbiamo il permesso di farlo qui

Praticare la gentilezza, accogliere le proprie vulnerabilità e reimparare a giocare sono i primi passi per costruire, insieme, quella “nuova civiltà” di cui la Terra ha urgente bisogno.

Qui il programma

Testo di Ma bene

Ho buttato tutta l’aria (eh sì)
E ho dormito sul divano (dai alzati, fra’)
Sapevo stare solo, sì
Ma non sapevo stare bene
E volevo dirmi grazie
Perché sono andato via
È che a volte non sapevo
Se abbracciavo, soffocavo
Ed è stato un colpo al cuore, sì
Ma il cuore è sempre il mio
Lo sciamano ha detto che
Se fai il fiume stai da Dio
Che poi passa
Sì, ma come si fa il fiume?
Per ora va male, ma bene (eh)
E mi fa male, ma bene (oh)
Tempi di merda, ma bene (cheese)
Tu come stai? Ma bene
Qui tutto male, ma bene
Ho buttato tutta l’aria (seh)
E ho passato il tempo solo (seh)
Pensavo era una festa (oh)
Ma festeggiare qui è un lavoro (oh)
E volevo dirti grazie, ma (oh)
Ora che sei andata via
Ciao (ciao, ciao, ciao, ciao)
Che poi passa
Sì, ma come si fa un fiume?
E ora va male, ma bene (seh)
E mi fa male, ma bene (oh)
Tempi di merda, ma bene (cheese)
Tu come stai? Ma bene
Qui tutto male, ma bene
Per ora va male, ma bene (eh)
E mi fa male, ma bene (oh)
Tempi di merda, ma bene (cheese)
Tu come stai? Ma bene
Qui tutto male, ma bene
E ora va male, ma bene (eh)
E mi fa male, ma bene (oh)
Tempi di merda, ma bene (cheese)
Tu come stai? Ma bene
Qui tutto male, ma bene

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