“C’è chi dice no” festeggia 39 anni: il disco di Vasco continua a essere un forte manifesto contro la superficialità e l’ipocrisia.

Il 19 marzo non rappresenta soltanto la celebrazione del papà, ma è anche una data significativa per la italiana. Precisamente 39 anni fa, il 19 marzo 1987, rilasciava il suo ottavo album di brani inediti, C’è chi dice no, un lavoro che ha segnato una svolta nella del rock italiano. Con questo disco, Vasco ha ottenuto il favore della critica e del pubblico, rafforzando la sua posizione di simbolo della musica. C’è chi dice no ha superato il milione di copie vendute, diventando un classico senza tempo.

“C’è chi dice no”: un album sempre attuale

Il 19 marzo 1987, a dieci anni dal suo esordio e a cinque dalla sua partecipazione a Sanremo con Vado al massimo, Vasco Rossi presentava C’è chi dice no, un album che sarebbe rimasto per dodici settimane al primo posto delle classifiche. Un disco indispensabile, intriso di ribellione e romanticismo, che spazia da brani rock energici come Lunedì a quelli più sognanti come Vivere una favola. Con otto tracce, l’album esprime emozioni diverse e racconta storie intense.

In particolare, Brava Giulia offre una prospettiva innovativa sul femminile: Giulia non è la fragile Sally né la Laura di Vita spericolata; è una donna forte, pronta a vivere la vita che ha scelto.

La title-track, C’è chi dice no, è un brano diretto e deciso che evita il sentimentalismo. Affronta la superficialità, la frenesia e l’ipocrisia che caratterizzano la , ma Vasco Rossi, come sempre, non ha dubbi su quale sia la sua posizione. Con questa canzone, Vasco lancia un appello di ribellione contro la conformità e la paura di affrontare la realtà, un messaggio che oggi risuona più che mai.

Il brano, chiaro e maturo, è un invito a non rimanere indifferenti, a dire no all’apatia e a non lasciarsi sopraffare dalla paura. C’è chi dice no è un inno alla resistenza, un grido collettivo che ci sprona a non rimanere in silenzio e a sentirci meno soli, in un mondo che spesso appare smarrito.

Testo

Il testo di Vasco Rossi, su musica di Maurizio Solieri, non lascia spazio a interpretazioni ambigue: da una parte c’è chi decide di essere vento, dall’altra chi si accontenta di essere bandiera. Nel mezzo, una realtà che ci invita a non combattere, a lasciarci travolgere dalle onde, a non opporre resistenza.

C’è qualcosa che non va
In questo cielo
C’è qualcuno
Che non sa
Più che ore sono
C’è chi dice qua
C’è chi dice là
Io non mi muovo
C’è chi dice là
C’è chi dice qua
Io non ci sono
Tanta gente è convinta che ci sia nell’aldilà
Qualche cosa, chissà
Quanta gente comunque ci sarà
Che si accontenterà
C’è qualcuno
Che non sa
Più cos’è un uomo
C’è qualcuno
Che non ha
Rispetto per nessuno
C’è chi dice no
C’è chi dice no
Io non ci sono
C’è chi dice no
C’è chi dice no
Io non mi muovo
Tanta gente è convinta che ci sia nell’aldilà
Chissà cosa e chissà
Quanta gente comunque ci sarà
Che si accontenterà
C’è chi dice no
C’è chi dice no
Io non mi muovo
C’è chi dice no
C’è chi dice no
Io non ci sono
C’è chi dice no
C’è chi dice no
Io non ci credo
C’è chi dice no
C’è chi dice no
Io sono un uomo
(C’è chi dice no, c’è chi dice no
C’è chi dice no, c’è chi dice no
Io non mi muovo)
(C’è chi dice no, c’è chi dice no
C’è chi dice no, c’è chi dice no)
(C’è chi dice no, c’è chi dice no
C’è chi dice no, c’è chi dice no
Io non ci sono)
(C’è chi dice no
C’è chi dice no
Io non mi muovo)
(C’è chi dice no, c’è chi dice no
C’è chi dice no, c’è chi dice no)

Video

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